“Zanardi e i nerazzurri mi hanno insegnato a volare”


L’infinito non al di l della dolce collina leopardiana, al di qua, perch la vita, nonostante le avversit, va vissuta e amata: straordinaria. il filo conduttore che accompagna i dodici brani raccolti nell’ultimo album di Roberto Vecchioni, “L’Infinito” appunto, prodotto da Danilo Mancuso. Il singolo che l’ha preceduto, “Ti insegner a volare”, si ispirato alla storia di Alex Zanardi e lo canta con Francesco Guccini. Due giganti della canzone d’autore. “Quando ho pensato al concetto che volevo esprimere mi venuto subito in mente Zanardi – racconta il cantautore milanese – . Se non potr correre, n camminare, imparer a volare con l’anima, con la forza interiore, con tutto ci che ho dentro di me. Un’immensa passione per la vita, pi forte del destino. Sono partito da Alex e ho unito ritratti diversi, da Papa Francesco alla mamma di Giulio Regeni, dalla guerrigliera curda Ayse a Leopardi. S, anche lui amava la vita, e lo ha fatto trasparire nella Ginestra, era la vita che non amava lui”.

Roberto Vecchioni, 75 anni, (foto di Oliviero Toscani)Roberto Vecchioni, 75 anni, (foto di Oliviero Toscani)

Roberto Vecchioni, 75 anni, (foto di Oliviero Toscani)

Roberto Vecchioni, 75 anni, (foto di Oliviero Toscani)

Zanardi come ha reagito quando l’ha ascoltata?

“Sono andato a trovarlo a Padova, il brano gli piaciuto, ma molto riservato, rimasto molto toccato, ma non si sbilanciato. una persona retta come mi aspettavo. E quando l’ha fatta ascoltare per la prima volta a Guccini? Non stato semplice coinvolgerlo, non cantava da sette anni. Sono andato a trovarlo a casa e gli arrivata dritta al cuore. Mi ha abbracciato. Ha registrato il pezzo in cucina con il suo bel vocione. Grande”.

Un album che esalta l’importanza delle parole, bene sempre pi raro nel mondo liquido del web. E la parola “Inter” che cosa evoca?


“L’Inter luminosa, stellare, celeste, anche quando perde. I tifosi nerazzurri sono esagerati o catastrofici, non affidabili, passano facilmente dalla gioia all’abisso, non c’ mediet. Fantastico”.

L’attimo in cui diventato nerazzurro?


“Da bambino. Mio pap, napoletano, tifava Milan e mi portava a San Siro. Non mi piaceva. Chiesi a mio padre se ci fossero altre squadre. ‘S, c’ l’Inter – mi rispose – ma perde sempre’. Un lampo. ‘ la mia!’ sentenziai”.

Quando la sua squadra l’ha messa in fuorigioco?


“Tutte le volte che ha perso contro Juventus e Milan, che appartengono a un universo diverso dal nostro. Non ce l’ho con i bianconeri, ma il loro concetto di sentirsi padroni non mi piace. Passino le sconfitte contro romanisti e laziali, ma quelle contro bianconeri e rossoneri sono uno smacco”.

Un aneddoto legato alla sua squadra?


“Campionato 1991-92: l’Inter mi aveva deluso, dopo un pareggio rocambolesco contro il Foggia in inferiorit numerica. Stavo proprio male. Acquistai un biglietto per andare a vedere Cremonese-Inter, la giornata successiva, e rimettere le cose a posto: vincemmo al 92’ con gol di Klinsmann”.

Un gesto pazzo per la sua pazza Inter?


“Negli anni Sessanta la mia ragazza stava male, ma io volevo andare a vedere la partita a tutti i costi. Ricordo che la trascinai, in braccio, sotto la pioggia, e alla fine arrivammo allo stadio”.


Francesco Guccini e Roberto Vecchioni.

Francesco Guccini e Roberto Vecchioni.

Ma “Luci a San Siro” nata allo stadio o all’ippodromo?

“Veramente nata alla Montagnetta, nel quartiere di San Siro, dove limonavo con la mia ragazza, poi il significato si allargato fino allo stadio e alla mia Inter. E occhio, nei titoli, non abbinatela al Milan! Quando arriv Ronaldinho, nel 2008, la Gazzetta titol “Luce a San Siro”, ma io protestai con l’allora direttore Carlo Verdelli: come si permetteva di abbinare la mia canzone ai cugini milanisti? Gli scrissi una lettera, la pubblic in prima pagina”.

Vecchioni fotografato da Oliviero Toscani.

Vecchioni fotografato da Oliviero Toscani.

“Luci a San Siro” stata anche la canzone che ha tirato in ballo Guccini la prima volta che vi siete incontrati…

“S, nel 1974. Arrivo a Sanremo, in una giornata di pioggia, entro in hotel e nell’atrio c’ uno sterminato personaggio, irsuto, seduto su una poltrona. Mi siedo di fronte a lui e me lo presentano. Appena sente il mio nome mi dice: ‘Ah s, ho sentito una tua bella canzone, quella che parla dello stadio e della partita di calcio…’. Mi stava prendendo in giro e io gli risposi: ‘“Be’ anche la tua del trenino che va a spaccarsi non male…’, alludendo alla Locomotiva”.

Il nuovo album di Roberto Vecchioni.

Il nuovo album di Roberto Vecchioni.

Il pallone sempre presente nella sua vita. Professor Vecchioni, per concludere, un voto all’Inter di oggi?

“Direi sette e mezzo. In campionato qualche soddisfazione ce la prendiamo, nonostante il black-out con l’Atalanta, ma la Champions League dura, siamo ancora lontani dal traguardo della Coppa”.

 Gabriella Mancini 

© riproduzione riservata


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