Wwf: «Il bando del monouso può ridurre la plastica del 40%»


Cento milioni di tonnellate di plastica vengono disperse in natura ogni anno e il solo bando del monouso ridurrebbe del 40 per cento questo spreco. C’è qualcosa di profondamente sbagliato nel modo in cui gestiamo su scala globale questa risorsa e la lotta all’inquinamento non sarà risolutiva finché non vi sarà l’impegno di tutti i settori coinvolti nel ciclo di vita della plastica. Si tratta, insomma, di affrontare il problema con strumenti efficaci su scala internazionale. È questo, in sintesi, il messaggio lanciato dal Wwf all’interno del nuovo report «Responsabilità e rendicontazione», a pochi giorni dall’Assemblea delle Nazioni Unite sull’Ambiente (UNEA-4) che si svolgerà a Nairobi dall’11 al 15 marzo).

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L’associazione sostiene che il 2030 è l’anno di riferimento per un cambiamento evidente: adottando una modifica nel trattamento e nei processi di trasformazione della plastica, si potrebbero infatti ridurre del 57 per cento i rifiuti della stessa (la plastica inquina anche se non si vede). «Se entro il 2030 la situazione non dovesse cambiare l’inquinamento da plastica raddoppierà e saranno gli oceani che più ne subiranno le conseguenze», ha chiarito Marco Lambertini, direttore generale del Wwf. «Conosciamo le soluzioni per risolvere il problema e vanno dalla riduzione alla raccolta, dal riciclo allo sviluppo di alternative valide» (ecco il reperto di plastica che racconta chi siamo). Sebbene in molti Paesi esistano iniziative per contrastare l’inquinamento da plastica, visto il persistere della dispersione di plastica in natura, è chiara la loro «inefficacia» afferma il rapporto. La presenza di tutta questa plastica negli ecosistemi «rappresenta una minaccia per la fauna selvatica ed è responsabile di gravi impatti diretti: sono oltre 270 le specie animali vittime dell’intrappolamento in reti da pesca abbandonate e in altri rifiuti plastici; e 240 quelle che presentano rifiuti plastici nello stomaco. Questo è un problema sia per la salute dell’ecosistema marino sia per quella umana».

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5 marzo 2019 (modifica il 5 marzo 2019 | 19:04)

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