Wildlife World Day, a rischio 3 miliardi di anni di evoluzione


La biodiversità è il risultato di 3.5 miliardi di anni di evoluzione: milioni di piante, animali e microrganismi che, sotto la spinta della selezione naturale, si sono adattate ai cambiamenti delle condizioni ambientali. Un processo che ci ha portato oggi a conoscere circa 1.900.000 specie viventi, ognuna delle quali svolge un ruolo specifico nell’ecosistema in cui vive e proprio in virtù del suo ruolo aiuta l’ecosistema a mantenere i suoi equilibri vitali. La biodiversità, oltre ad essere un valore di per sé, è anche ciò che permette la nostra stessa sopravvivenza. Nello specifico, gli oceani forniscono cibo, nutrimento e mezzi di sostentamento per oltre tre miliardi di persone. Assorbono il 30% del biossido di carbonio rilasciato nell’atmosfera e il 90% del calore generato dai cambiamenti climatici. Soprattutto, producono il 50 per cento dell’ossigeno presente sulla terra. È chiaro quindi che qualunque cambiamento degli ecosistemi marini avrà un impatto diretto anche sulle nostre vite. Ogni tratto di mare e oceano crea una rete di vita marina, fondamentale per la creazione della Grande Ocean Conveyor Belt, l’insieme di correnti che a livello globale incide sul Sistema Terra e contribuisce a mantenere il nostro Pianeta abitabile.

Il cambiamento climatico

A causa del climate change, gli oceani continueranno a riscaldarsi: la stima è di un aumento di temperatura di 4 °C entro il 2100. Le acque oceaniche stanno andando incontro a una progressiva acidificazione, quantificabile in una diminuzione di pH medio di 0,4 unità entro la fine del secolo. Si tratta di un colpo durissimo per tutte le forme di vita marine, dal plancton alla balena, senza eccezioni. Costretti a fare i conti con temperature sempre più alte, le specie marine stanno cambiando la propria distribuzione biogeografia, fattore che si ripercuoterà sull’equilibrio di tutti gli ecosistemi. Alcuni crostacei appartenenti allo zooplancton si stanno spostando verso latitudini più elevate, con una velocità di circa 200 km ogni 10 anni. Naturalmente, la loro migrazione innesca una serie di spostamenti a catena, che finisce col condizionare anche l’economia: in alcune zone del Nord America, l’attività ittica basata sulla pesca del merluzzo è stata riconvertita, vista la carenza di questi pesci ormai migrati verso nord. Uno studio pubblicato su Nature Climate Change aveva chiarito che se non ci dovesse essere una riduzione significativa delle emissioni di gas serra, entro il 2100 si assisterà alla più importante riorganizzazione della biodiversità marina degli ultimi 3 milioni di anni, la prima dopo la comparsa della nostra specie sulla Terra.

L’nquinamento

Alcuni studi hanno confermato l’alterazione della catena alimentare marina, derivante dalla saturazione dei fondali e dall’assuefazione di alcuni tipi di larve alla plastica. Uno studio pubblicato a fine febbraio sul Royal Society Open Science journal, ha messo in luce per la prima volta al mondo l’ingestione di plastica da parte di organismi nella Fossa delle Marianne, la depressione oceanica più profonda a oggi conosciuta(10.994 metri sotto il livello del mare): Per lo studio, gli scienziati hanno preso in esame sei fosse oceaniche, con una profondità minima di 6000 metri. In tutte le aree considerate, la quantità di materiale ingerito dagli organismi era direttamente proporzionale alla profondità. Questo perché i materiali (i ricercatori hanno trovato, tra gli altri, poliestere e fibre fatte di lyocell, polivinile e polietilene) sprofondano dai vortici oceanici fino ad arrivare sui fondali. È chiaro che non esiste una sola risposta e una soluzione univoca ai numerosi stress a cui è sottoposta la biodiversità marina. Politiche di riduzione delle materie plastiche e innovazioni per le modalità di riciclo da un lato e spinta verso la decarbonizzazione dall’altro possono essere solo alcune delle soluzioni utili a mitigare la perdita di biodiversità che gli oceani, e il pianeta in genere, stanno affrontando.

3 marzo 2019 (modifica il 3 marzo 2019 | 16:01)

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