Volley, Nazionale, intervista a Egonu, Bosetti e Sylla: “Pelle diversa, un’anima sola”


La leonessa, la ragazza dei record e la mente delle azzurre. Miriam Sylla, Paola Egonu e Lucia Bosetti, tre delle mitiche sorelle d’Italia, le ragazze terribili del volley che con l’argento al Mondiale in Giappone hanno fatto innamorare un paese intero, ci raccontano una storia di cuore, talento e scaramanzia. Passiamo una giornata con loro, dalla presentazione del campionato di Serie A1 negli studi della Rai al mattino, sino al brunch con shooting e caff in Gazzetta.

Paola Egonu, Lucia Bosetti, Miriam Sylla.

Paola Egonu, Lucia Bosetti, Miriam Sylla.

Nuova vita da star il Tapiro e…
Strapparle alla zona mista della Rai e portarle in via Rizzoli 8 un’impresa. Le fermano tutti, le vogliono tutti. Per un’intervista o per un selfie. E quando finalmente sembriamo pronte per partire, Paola, la ragazza dei record, ha dimenticato il cellulare e torna indietro. “Muoviti” le urla Miriam. “Mi comanda a bacchetta”, si giustifica lei. Scopriremo che va cos sempre, sono sorelle davvero quelle due. Lungo il tragitto, ci intercetta anche Valerio Staffelli di Striscia, consegna il tapiro a Paola per la pubblicit dell’acqua minerale (mentre Miriam se la d a gambe). Lei lo guarda come per dire e cosa vuoi da me? Non sanno ancora che la vita cambiata, che da oggi sar difficile passare inosservate. Il nostro taxi driver va e noi iniziamo a chiacchierare.


Paola Egonu.Paola Egonu.

Paola Egonu.

Una medaglia, lacrime e felicit
Sono passati quattro giorni dalla finale con la Serbia, la consapevolezza di aver fatto qualcosa di importante sta cancellando la delusione per un oro perso per pochissimo. Si butta subito sul primo pallone la Sylla, il bomber: “Posso parlare io? Sapere che ci ha seguito mezza Italia davvero tantissimo. Mi riempie il cuore”. Paola ha i numeri da grande ma solo 19 anni, in campo attacca, fuori parla poco ma fa i fatti (suo il record di 45 punti in una partita mondiale). Cos, coi i dread sulla faccia, rovista nello zainetto e tira fuori la medaglia, arrotola il nastrino e sembrano carezze. La Sylla continua: “Ecco, la guardo e sinceramente sono felice”. tale il riscatto per la ragazza di Palermo, figlia di ivoriani, dopo un Europeo perso per un caso di non doping, che non riesce a smettere di sorridere. Palla a Lucia: “Eravamo cos vicine al traguardo che un po’ di amarezza rimane, mi sembra inevitabile. Ma mio marito (Matteo Carancini, nello staff tecnico di Civitanova) mi ha detto che per lui valgo oro quindi va bene lo stesso anche per me”.

Lucia Bosetti. Lucia Bosetti.

Lucia Bosetti.

Pane, porchetta e spaghetti
Ridiamo e passiamo alla seconda domanda: cosa avete fatto appena tornate a casa, dopo un mese in Giappone? Comincia Paola: “Mi sono buttata a letto, mi mancato davvero tanto. Prima ho fatto la doccia ovviamente. Poi ho dormito tantissimo. Mi sono svegliata il giorno dopo ancora un po’ triste ma certa di aver fatto veramente un bellissimo percorso. E che la prossima estate saremo ancora pi pronte e avremo ancora pi voglia di vincere, raggiungere un altro traguardo”. Miriam: “Io, appena sono atterrata ho chiamato i miei, perch dopo la partita quando perdo non rispondo mai al telefono: ho bisogno di isolarmi un attimo, di un momento per realizzare, devo mettere a posto un po’ di cose. Loro lo sanno, quindi non mi hanno cercata. Una volta a Malpensa, li ho chiamati subito. Sentirmi dire “siamo orgogliosi di te”, mi ha rincuorata. Vabb poi ho visto Ludovico (Carminati, ex giocatore) il mio fidanzato, con un mazzo di rose rosse: il massimo. E poi c’era tutta quella gente: ‘cavoli che storia!’ ho pensato. Sono arrivata a casa e ho mangiato un bel piatto di pasta. Non l’ho finito, perch non avevo tanto appetito, ma era buonissimo, la forchettata pi buona della mia vita”. Lucia: “A me hanno offerto un panino con la porchetta e ho accettato super volentieri”. Il sushi dopo un mese d noia, se poi hai un’intolleranza alimentare come ce l’ha Paola, fai proprio fatica: “Reperire cibo per celiaci era complicato, sono andata avanti a riso, poi mi hanno portato dall’Italia pane e gallette, per fortuna”.

Paola Egonu, Lucia Bosetti, Miriam Sylla.Paola Egonu, Lucia Bosetti, Miriam Sylla.

Paola Egonu, Lucia Bosetti, Miriam Sylla.

Paola Egonu, Lucia Bosetti, Miriam Sylla.

Una figlia d’arte e due fenomeni
Lucia figlia di Giuseppe Bosetti, ex c.t. azzurro e Franca Bardelli, 93 presenze con l’Italia, in palestra ci nata. Ma le altre come ci sono arrivate? Paola: “Mi ci ha portata pap (Ambi, nigeriano), eravamo a Cittadella dove sono nata, e io stanchissima dopo il primo allenamento volevo mollare. Ma lui mi ha convinta a non farlo”. Grazie al Cielo! Miriam: “Io ero gi a Valgreghentino, qui in Lombardia. E’ stata mia cugina, mi ha trascinato a un provino e mi ha detto ‘se non vieni, con me hai chiuso’. Mi hanno presa. Mi hanno visto alta… Il resto l’hanno fatto i genitori di Lucia”. Inizia lo shooting, tocca proprio alla Bosetti, ha il treno che l’aspetta. “Non abbiamo una truccatrice? Io non mi trucco mai, ma stavolta…”. Sono belle cos, acqua e sapone e solo una bandiera addosso. “Che non si veda niente o mio padre mi uccide” dice la Sylla. Dieci vittorie su dodici. Hanno battuto tutte, tranne una. Le avversarie pi odiose le serbe? La Egonu d (anche questa) palla a Miriam che schiaccia: “Tutte! Odiose e odiate a livello sportivo, sia chiaro, perch a livello umano sono tutte fantastiche. Comunque sia, in campo, avevamo la cattiveria negli occhi e la voglia di fare male (tra virgolette) a tutte”. Il momento pi difficile? Paola dice la semifinale, “perch eravamo stanche, dovevamo cercare di non sprecare le energie e nei momenti decisivi fare punti e quell’ultimo set, punto a punto contro la Cina stato il pi tosto e il pi bello”. Lucia: “Per me invece la gara con il Giappone, perch non tutte abbiamo giocato bene. Abbiamo fatto fatica a esprimerci, era la partita che ti dava l’accesso alle semifinali e venivamo da una serie di vittorie che perdere quella sarebbe stata una beffa non indifferente… Il pi bello di sicuro l’accesso alla finale, ma anche le prime, con Russia e Usa, son state soddisfazioni”.

Paola Egonu, Lucia Bosetti, Miriam Sylla.

Paola Egonu, Lucia Bosetti, Miriam Sylla.

scaramanzia
I capelli da fata turchina (della Sylla), la matita azzurra agli occhi (quelli della Egonu), e Love di Gianluca Vacchi come colonna sonora di un’estate interminabile. Racconta Lucia: “Quando abbiamo capito che portava bene, non ne abbiamo pi fatto a meno”. “Un’altra era Hall of Fame dei The Script” irrompe Miriam. “E poi, il top, sempre lo stesso, lavato e rilavato – riprende Lucia –: eravamo improvvisamente tutte superstiziose. Il Mondiale, gi di per s stressante, diventato ancora pi pesante”. Ridono, ma come tutte le sorelle, sar capitato anche di litigare… Miriam: “Vabb oh, siamo donne”. Lucia: “S, per non ci interessava nient’altro che vincere, tutto il resto ci scivolava addosso”.

La forza del gruppo e un obiettivo: vincere
Come dice la Sylla, le ragazze terribili sono un circuito, si alimentano a vicenda. “Non mai facile fare gruppo, tra donne con gli ormoni in circolo davvero difficile. Ma avevamo tutte una fissa in testa, il Mondiale. Vai in palestra tutti i giorni, sudi, ti fai male, litighi, piangi per che cosa? Abbiamo capito che non volevamo tornare a casa a mani vuote. E quando inizi a ripetertelo e capisci che non sei sola, ci credi e ti senti invincibile. Non scontato, ma noi ci siamo riuscite”. Lucia la chiama sinergia, “avevamo la testa libera e solo sull’obiettivo”. La sua testa fondamentale nel gioco di squadra. “Ho messo tutta me stessa a disposizione, ma quello che ha fatto ognuna di no”. Paola, che la vita la guarda negli occhi, in quelli delle compagne ha visto energia: “Una luce che ci ha portato sin qui”. Il resto l’hanno fatto le urla di Miriam: “Alle volte dovrei controllarmi… ma mi viene automatico. Quando entro in campo, voglio che mi sentano”. E non un caso che Davide Mazzanti, il c.t., la chiama leonessa.

Paola Egonu, Miriam Sylla e Lucia Bosetti.

Paola Egonu, Miriam Sylla e Lucia Bosetti.

I fornelli, le vacanze il cinema e la disco
Arriva il pranzo e mentre addentiamo panini e pizzette, stabiliamo che in cucina non va a punti nessuna delle tre; sono anche d’accordo sul fatto che una vacanza al mare a fare e pensare niente sia quella ideale. E che il cinema, i libri, la musica e la discoteca siano i giusti diversivi per recuperare energie. “Sempre compatibilmente con le partite e gli orari – specifica Lucia, da buona sorella maggiore –. Tutta la settimana ruota intorno a quello”. E se non avessero il dono della schiacciata? “Io volevo fare la ballerina di danza classica, guardavo Billy Elliot mi piaceva tantissimo, ma avevo la panza incredibile e infatti i miei mi hanno ritirata subito”, ride Miriam. “Io le dico cosa far – interviene la Bosetti –: sto studiando scienze motorie, vorrei laurearmi”. Paola intanto manda messaggi e Miriam sta per partire con un altro cazziatone. Deviamo con un gioco: chi la pi vanitosa? Lucia dice Miriam, Miriam gira il titolo a Bea, Beatrice Parrocchiale, il libero. La pi simpatica? “Io!” fa la Sylla e nessuna contesta. La pi timida Anna, la Danesi, n.11. La pi rompiballe? Paola alza la mano e scoppiano a ridere. La pi disordinata? La Egonu indica Miriam che invece dice Marina Lubian. La pi cazzara? Lucia non ha dubbi Carlotta Cambi, la palleggiatrice detta Charlie. Sylla conferma: “Le cedo il titolo. Io ogni tanto mi incazzo…”. Ecco, appunto, la pi incazzosa? “Io” dice la Egonu. “E’ una bella lotta – ammette la Sylla – ma lei mi batte. Perch a me passa subito, a lei no”. Dicono per che sia la pi studiosa. “Ma quando?” fa Miriam. “Sono la pi permalosa – rivela l’interessata – tantissimo. Miriam ne sa qualcosa”. “Ha confessato!” gioisce la Sylla che la massacra, ma le vuole molto bene. “Lei la mia sorella maggiore. Mi tartassa, mi rimprovera, mi aiuta. I miei sono a Manchester, lei pi grande e certe situazioni sa come gestirle meglio” dice la Egonu ed tenerissima a dispetto dei suoi 190 cm. “Quando mi ascolta, perch alle volte non ascolta nessuno! – ribatte Miriam –. Non si concede facilmente, Paola, per avvicinarti a lei devi conquistarla e non devi mai tradirla. Ma sono cos anch’io. Amo le persone sincere, se qualcuno mi ferisce, mi prende in giro, chiudo. O meglio, continuo a parlarti, ma non sar pi quella di prima. Perch do tutto, ma poi non torno indietro”.

Il razzismo, gli idioti lo scudetto e Tokyo 2020
Con le prese in giro, se sei nera e la pi forte di tutte in un mondo pieno di idioti, devi fare i conti da subito. La Egonu ne sa qualcosa. “E sa cosa penso? Che li lascio ridere di me, ma non permetto a nessuno di fermarmi. L’invidia una brutta cosa, si cerca di attaccare le persone al primo errore o a una dimenticanza che poi sono cose normali, perch sono umana anch’io. Nonostante tutte le difficolt, bisogna andare avanti, rincorrere il proprio sogno”. Il prossimo si chiama Tokyo 2020, ma il pi vicino lo scudetto. Riprende palla Lucia, ed l’ultima perch il treno sta per partire: “Ci arriveremo e con una consapevolezza maggiore, anche se adesso il mio obiettivo il club, riuscire a trovare delle energie per cominciare la nuova stagione”. S, riparte la Serie A1, con una medaglia e tanti tifosi in pi e forse senza buu. Merito delle sorelle d’Italia, un’Italia multietnica che diventata un simbolo: ha scritto la storia e buttato gi qualche muro. Lucia: “Non abbiamo mai pensato al colore della pelle e non abbiamo mai voluto essere un simbolo, ci fa piacere esserlo diventate ma noi siamo una squadra che gioca a pallavolo”. Miriam: “Mi spiace che serva un Mondiale per cambiare certe cose… Ma se aiuta, ben venga”. Certo che aiuta.

 Serena Gentile 

© riproduzione riservata


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