vince l’equilibrio. Rosso diretto per Stulac


Camillo Ciano e Gervinho. Lapresse

Camillo Ciano e Gervinho. Lapresse

Una partita autunnale: noiosa, a tratti persino malinconica. Lo 0-0 è lo specchio di ciò che Parma e Frosinone producono: soltanto un tiro ciascuno nella porta avversaria. Troppo poco per vincere e per rompere quell’equilibrio che i due allenatori, D’Aversa e Longo, con tanta pazienza avevano costruito alla vigilia. Non ci sono uomini in campo in grado di saltare il nemico e di creare la superiorità numerica, non ci sono lampi, non ci sono scatti, né improvvise verticalizzazioni. Con questo canovaccio come si può pretendere che si veda un briciolo di spettacolo?

poche occasioni
Il primo tempo è una sfida a scacchi con il Parma che prova a rubare il pallone in zona centrale e a ripartire e il Frosinone che sceglie la soluzione degli attacchi laterali. Ma Gervinho non è in giornata e non accelera quasi mai, mentre dall’altra parte non possono bastare Zampano a destra e Beghetto a sinistra per creare pericoli alla porta di Sepe. Tant’è vero che l’unico tiro nello specchio è del Parma con Siligardi che, da fuori, impegna Sportiello.


follia stulac
Nella ripresa ci si attende il salto di qualità, ma si rimane delusi. Al 16′, poi, il Parma resta in dieci per la giusta espulsione di Stulac (entrataccia su Cibsah) e da quel momento cerca di non sprofondare. Il Frosinone, pur in superiorità numerica, dimostra evidenti limiti in fase di conclusione e una imbarazzante lentezza nella costruzione della manovra. Soltanto un brivido per gli spettatori: il colpo di testa di Vloet, proprio sulla sirena, che Sepe vola a deviare in calcio d’angolo. Il risultato è giusto, ma il bel calcio è un’altra cosa.

Dal nostro Network, Pepe: “Salvezza? Dobbiamo soffrire fino alla fine”
Dal nostro Network, D’Aversa: “Abbiamo giocato meglio in 10”
Dal nostro Network, Longo: “Potevamo persino vincere…”

Dal nostro inviato Andrea Schianchi 

© riproduzione riservata


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