Una svolta nel dialogo ebreo-cattolico. La via cristiana (aperta) di Ratzinger


Pubblichiamo un estratto dalla prefazione del rabbino Arie Folger al volume di Benedetto XVI, Ebrei e Cristiani, in uscita marted 16 aprile per San Paolo (pagine 142, e 15 ). Il libro a cura di Elio Guerriero un dialogo tra Ratzinger e il raggino Folger.

Contro gli antichi pregiudizi degno di nota il modo in cui Ratzinger non vede superate la Bibbia ebrea e la sua legge. vero che in modo del tutto cristiano (che non accettabile per gli ebrei) egli vede adempiuti nella persona e nella storia di Ges diversi comandamenti della Bibbia, a differenza per di alcuni pensatori sottolinea il carattere eterno della legge biblica; in questo modo seppellisce un altro supporto dell’ antisemitismo.

Particolarmente degno di nota il suo riconoscimento dei motivi per i quali gli ebrei non vedono in Ges il Messia, uno dei punti di disputa tra le nostre reciproche confessioni, che in Tra Gerusalemme e Roma enumeriamo tra le differenze insuperabili. Anche qui Ratzinger propone una via per le quale egli pu rimanere fedele alla sua tradizione e nello stesso tempo impedire che gli ebrei vengano attaccati per la fedelt all’ebraismo. Anche qui egli non rinuncia alla speranza secondo la quale la via cristiana alla salvezza venga accettata universalmente, pone tuttavia un segno importante per la coesistenza, accettando al riguardo gli argomenti degli ebrei.

Arie Folger
Arie Folger

Nella mia replica io criticai altre due tesi che abbiamo approfondito nella nostra corrispondenza e da ultimo abbiamo discusso personalmente. Il primo la sua concezione dello stato di Israele. Egli sottolinea che in questo stato che espressamente nella sua dichiarazione d’indipendenza mirava ad una forma statale laica, non pu vedere la realizzazione della promessa del territorio. Ha per questo diversi motivi. Io non ho voluto accettarli perch non si pu vedere nell’umiliazione del popolo ebreo (la distruzione del tempio e la dispersione del popolo nella diaspora) un significato teologico, ma negarlo poi nel momento del sollievo. Nella sua lettera a me diretta, per, egli trova una formulazione che ci avvicina. Lo stato attuale non per lui la realizzazione della promessa del territorio, in esso tuttavia si pu vedere un segno della perdurante alleanza di Dio con Israele.

La copertina del libro in uscita per San Paolo
La copertina del libro in uscita per San Paolo

Sulla base di questa chiarificazione si approfondito il dialogo tra i rabbini ortodossi e il Vaticano e avranno possibilmente luogo dei dialoghi teologici, per comprendersi meglio reciprocamente e valutare da un punto di vista teologico anche nella Chiesa il moderno stato di Israele.

L’altro tema da me dibattuto con Benedetto era il desiderio di un dialogo teologico concernente in particolare la cristologia nella Bibbia. Qui io devo deludere il papa emerito: per motivi religiosi siamo qui riluttanti. Le nostre lettere e dialoghi, tuttavia, ci hanno portato alla disponibilit a discutere da un punto di vista teologico alcuni temi di attualit. Il fatto poi che proprio un rabbino ortodosso scriva una prefazione ad un libro con il papa emerito in cui vi ben presente un confronto teologico gi qualcosa che va nella direzione indicata da Benedetto.

Il 16 gennaio del 2019 ho visitato di persona Benedetto. Erano presenti il cardinale Koch, presidente della Commissione per le relazioni religiose con l’ ebraismo, il rabbino Zsolt Balla, rabbino del Land Sassonia e membro della presidenza della conferenza dei rabbini ortodossi di Germania e il rabbino Josh Ahrens rabbino della comunit ebrea di Darmstadt. In un colloquio intenso della durata di quasi un’ora ho avuto modo di conoscere di persona Benedetto. In verit non pi in un’et giovanile, ma sempre pienamente padrone di se stesso dal punto di vista intellettuale. In lui ho trovato un pensatore molto simpatico e profondo cui ripugnano l’antisemitismo e l’antiebraismo in tutte le sue forme. Naturalmente non siamo d’accordo su molti temi, ciononostante abbiamo il desiderio di approfondire la nostra fraternit, di vivere ciascuno la propria devozione e di servire Dio — ciascuno secondo quanto inteso dalla propria tradizione. Era per me un grande onore conoscerlo cos da vicino e approfondire con lui dei temi cos complessi.

Nella mia visita consegnai al papa in dono una Bibbia ebrea con la traduzione in inglese che si basa sul commento biblico di Rashi. Il dono era accompagnato da una lettera che si concludeva con un’ espressione di augurio con la quale voglio concludere anche questa prefazione: Che l’Eterno gli doni ancora molti lunghi e sani anni.

15 aprile 2019 (modifica il 15 aprile 2019 | 12:43)

© RIPRODUZIONE RISERVATA




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