Toto Cotugno bandito dall’Ucraina: «Sono apolitico e suonerò a Kiev»


Toto Cutugno non ha dubbi: Per quanto mi riguarda, il 23 marzo prossimo canter a Kiev, in un teatro da 4000 posti da tempo esauriti, accompagnato da un’orchestra sinfonica di 60 elementi. La notizia che un gruppo di parlamentari Ucraini ha chiesto di negarmi l’accesso al Paese in quanto filosovietico mi coglie del tutto impreparato. Un fulmine a ciel sereno.
Lei viene accusato, come accaduto qualche giorno fa al collega Al Bano, di essere amico di Putin.
Putin? S, venuto a salutarmi a uno dei concerti in Russia. Abbiamo scambiato qualche battuta di circostanza. Tutti sanno che io non ho mai fatto politica. Certo, nel corso delle numerose esibizioni ho conosciuto Putin e tutti i capi degli stati della ex Unione Sovietica. Fra l’altro ho ricevuto in questi anni parecchi inviti a esibirmi in Crimea, ma ho sempre declinato per non dare adito a polemiche e strumentalizzazioni o vedermi precludere la possibilit di cantare in Ucraina. Io faccio una musica che vuole unire le persone, non dividerle.
Cosa pensa sia successo?
L’organizzatore locale non ne sa assolutamente nulla. Il che fa pensare che sia una iniziativa autonoma di un gruppo di parlamentari, ma che il governo ucraino non c’entri per niente. Per quanto mi riguarda il concerto si far. A volte succede in questi Paesi che ci siano rivalit fra istituzioni dello Stato. Una volta, in Ucraina, mi hanno tenuto in dogana per quattro ore senza un perch. successo poco dopo il festival di Sanremo dove avevo invitato il coro dell’Armata Rossa sul palco dell’Ariston. C’era un collegamento fra i due fatti? Non lo so. Qualche anno fa l’Ucraina mi ha nominato “Uomo dell’anno” e adesso vengo trattato da indesiderato in quanto spia sovietica. assurdo, surreale.
Cosa determina il successo delle sue canzoni nei Paesi dell’ex Unione Sovietica?
Canto l’amore, e i grandi sentimenti, aiuto la gente a sognare con l’enfasi latina che loro apprezzano. Io sono sempre stato un ambasciatore di pace, canto la gioia di vivere. ovvio che se mi esibisco davanti a un capo di Stato buona educazione che io accetti di incontrarlo. Non mi aspettavo un inizio cos turbolento del tour internazionale. Credo nei valori della pace e del dialogo, di cui mi sento ambasciatore.
Una volta che sar risolta questa storia, a quali progetti dedicher il suo tempo?
Ovviamente nell’immediato far s che questa faccenda si sgonfi. Poi continuare a cantare nelle ex repubbliche dell’Unione. Ogni volta sono bagni di folla, l’entusiasmo delle gente in quei Paesi per me un toccasana. Non sento gli acciacchi n la fatica. Voglio continuare a cantare finch le forze mi sorreggono e poi pubblicare un altro album di canzoni al pi presto.
Il promoter di Toto Cutugno, Danilo Mancuso ha preso contatti con l’ambasciata italiana a Kiev. L’ambasciatore Davide La Cecilia avrebbe minimizzato la vicenda impegnandosi in una verifica presso le autorit locali. La pattuglia dei cantanti italiani che spopolano all’est comprende, oltre ad Albano e Toto Cutugno, i Ricchi e Poveri, Pupo e ultimamente anche Fogli e Umberto Tozzi. Ma il sogno dei russi da sempre quello di avere Adriano Celentano. Per lui sempre pronto un assegno in bianco. Ma resta un sogno destinato a rimanere tale.

15 marzo 2019 (modifica il 15 marzo 2019 | 20:04)

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