Simona Sparaco (con pseudonimo) vince il Premio DeA Planeta


Simona Sparaco con il romanzo Nel silenzio delle nostre parole ha vinto la prima edizione del Premio letterario DeA Planeta. La cerimonia avvenuta luned sera al locale Blue Note di Milano, in una serata condotta da Andrea Delogu con Neri Marcor e con un intervento di Javier Sierra, giornalista e scrittore, vincitore del Premio Planeta 2017 con Fuoco invisibile (DeA Planeta), presenti le autorit e circa trecento ospiti della cultura, dell’imprenditoria e del giornalismo italiano.

Sparaco, che ha concorso con lo pseudonimo di Diego Tommasini, si aggiudicata il premio, pari a 150mila euro, e la pubblicazione in Italia con DeA Planeta e in lingua spagnola con case editrici del Gruppo Planeta.

Un libro di cui innamorarsi, ricco di emozioni, con una storia universale: questo, nelle parole di Rosaria Renna, conduttrice radiofonica e televisiva, membro e portavoce della giuria, l’identikit dell’opera vincitrice: un romanzo corale, un’opera di finzione che prende avvio da un fatto di cronaca per indagare la distanza tra le persone.

Gli altri giurati erano lo scrittore Massimo Carlotto, Marco Drago (presidente Gruppo De Agostini), il docente e scrittore Claudio Giunta e Manuela Stefanelli (direttrice della Libreria Hoepli).

L’opera di Sparaco ha avuto la meglio sugli altri quattro romanzi finalisti: La marocchina di Silvia Bottani, La congregazione di David Mancini (pseudonimo), Io sono luce di Rosa Matteucci e L’esercizio di CP (pseudonimo).

Il libro vincitore sar presentato in anteprima al XXXII Salone internazionale del Libro di Torino sabato 11 maggio e in libreria dal 14. Siamo orgogliosi di essere riusciti nell’intento di attrarre autori, noti e meno noti, scrittori e aspiranti tali ha dichiarato Gian Luca Pulvirenti, amministratore delegato DeA Planeta Libri.

In totale gli autori in concorso sono stati 1.169 (di questi, 208 hanno scelto di usare uno nome fittizio). I generi pi rappresentati al concorso sono stati il thriller, il fantasy e le storie vere. Come, in parte, il romanzo che ha vinto. Le storie dei miei personaggi — ha spiegato Sparaco, gi finalista al Premio Strega e al Premio Bancarella — si ispirano ai fatti realmente accaduti nella Grenfell Tower di Londra, che nel 2017 prese fuoco. Le mie storie sono una finzione che mi servita come pretesto per raccontare la difficolt di comunicare tra genitori e figli, l’incapacit di mostrarci per quello che siamo.

La stesura di questo libro mi ha accompagnato durante tutta la gravidanza. La data di consegna coincideva con la presunta data del parto. Proprio il nome del neonato, Tommaso, e quello dell’altro figlio, Diego, hanno insieme ispirato lo pseudonimo dell’autrice.

15 aprile 2019 (modifica il 15 aprile 2019 | 23:14)

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