risale da -19 e stende gli Spurs


Jamal Murray, 22 anni AP

Jamal Murray, 22 anni AP

Una rimonta da brividi. E un eroe di serata, come per ogni impresa che si rispetti. Denver stavolta non ci casca: i Nuggets, imbrigliati da San Antonio per 32’, sotto di 19 punti con 4’28” da giocare nel 3° quarto, esondano nel 4° periodo, rilassando i nervi tesi, scacciando le paure d’inesperienza da post season, trascinati da Murray. Versione Dr Jekyll e Mr Hyde: 0/8 al tiro nei primi 36’, 8/9 nell’ultimo parziale, da 21 punti personali, contro i 23 complessivi avversari. Non sarà la rimonta da -31 dei Clippers ai Warriors, ma riapre una serie che sullo 0-2 sarebbe stata segnata. Murray entra in casa Spurs senza invito, ospite indesiderato, inquilino sfrattato eppure inamovibile nel pitturato dei texani. Attacca il ferro come un forsennato, micidiale col tiro dalla media, quando gli Spurs intasano l’area. Poi chiude i conti con le triple. Jokic e Harris nei momenti bui avevano tenuto in piedi la baracca, che invece crolla sul versante Spurs. D’improvviso la difesa collassa, i 31 punti di DeRozan non bastano.

la partita
Dopo 3’ DeRozan ha già due falli: dentro Belinelli. Che piazza subito un gioco da 4 punti: tripla più tiro libero a segno. 9 punti nei primi 7’ per Millsap: logico, è il Nugget più esperto, chiamato a dare l’esempio. Gli altri hanno ancora i nervi tesi, dopo gli stenti di gara 1. 26-21 Speroni comunque, alla fine del 1° quarto. Difendono forte, di nuovo: Denver costretta a un misero 8/24 al tiro. Poi in attacco hanno Aldridge come bussola: 12 punti dopo 12’, immarcabile per Plumlee. Addirittura +19 neroargento sul 42-23, grazie a un 14-0 di parziale, in coda un fallo tecnico comminato a Coach Malone. DeRozan diventa inafferrabile attaccando il ferro in avvio di 2° parziale, facendo staffetta con Aldridge come terminale offensivo. Denver trema. E il pubblico del Pepsi Center mugugna, spazientito. La reazione dei Nuggets arriva: 11-0 di controparziale, con Jokic e Harris che si caricano la squadra sulle spalle. All’intervallo è 59-49 San Antonio. Spurs trascinati dal duo Aldridge-DeRozan, coproduzione da 33 punti complessivi. De Rozan con 17, addirittura 15 segnati nel solo 2° quarto. Denver s’aggrappa a Jokic: 12 punti e 8 rimbalzi, e un pick&roll con Morris, d’impatto dalla panchina, che funziona come poco altro. A Millsap viene chiamato un discutibile 4° fallo a inizio 3° quarto, mentre White continua ad approfittare della difesa da torero di Murray. Spurs di nuovo +19 Spurs sul 78-59, con 4’28” sul cronometro del 3° quarto. Sembra finita. Sbagliato.


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rimonta nuggets
Sono ancora Jokic e Harris a suonare la carica, ispirando il 16-2 di parziale che riporta Denver. Gay pasticcia in ogni modo immaginabile, 82-75 Spurs dopo 36’. Beasley e Mills portano punti dalle rispettive panchine, poi comincia il Murray show. Il suo primo canestro dal campo arriva con 10’45” sul cronometro. Non si ferma più. Prende fuoco, divampa. Pareggia la gara a metà 4° quarto, quindi segna i tiri liberi del vantaggio, il primo dal 17-16, per il 99-97. Fa scollinare Denver per prima oltre quota 100 e innervosire Pop, che si becca un tecnico per proteste dopo aver richiesto time out senza successo. Poi Murray chiude la gara con due triple consecutive. Boom, boom. Il Pepsi Center esplode. Denver vince con la rimonta da filmone americano, quelli col lieto fine. Si va in Texas sull’1-1 nella serie.

Denver: Murray 24 (6/14, 2/3, 6/7 t.l.), Harris 23, Jokic 21. Rimbalzi: Jokic 13. Assist: Jokic 8.

San Antonio: DeRozan 31 (11/19, 9/9 t.l.), Aldridge 24, White 17. BELINELLI 8 punti (3/5), 1 rimbalzo, 1 assist in 23’. Rimbalzi: Gay 9. Assist: Mills 5.

 Riccardo Pratesi 

© riproduzione riservata




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