Paralimpici, Candido Junior Camp a Reggio Calabria, canestri di speranza


Il Candido Junior Camp | OSO e la forza del “passaparola”, la forza del “dai, prova, vieni anche tu!”. Quando ci si innamora, si ha tanta voglia di raccontarlo al mondo. Quando ci si innamora delle esperienze, nello specifico, si ha anche voglia di condividerle con più gente possibile. Ed è quello che è successo a Luigi Russo e Daouda Sow quando sono tornati dalla terza tappa del Candido Junior Camp | OSO (a Porto Torres), a settembre: hanno raccontato quanto fosse stato bello – il basket in carrozzina, l’amicizia, il camp – e hanno invitato nuove persone a provare, a buttarsi nella fantastica avventura dello sport.

Il Candido Junior Camp Oso si concluderà questa estate a Matera

Il Candido Junior Camp Oso si concluderà questa estate a Matera

4a TAPPA, IN CALABRIA
Undici ragazzi, undici storie diverse, tutte insieme al Candido Junior Camp | OSO. Siamo a Reggio Calabria e quella che è cominciata il 2 gennaio e finirà sabato 5 è la quarta tappa della vacanza di basket in carrozzina che punta prima di tutto all’autonomia e all’amicizia, senza naturalmente dimenticare l’apprendimento sportivo. Interamente gratuito, il Candido Junior Camp | OSO accoglie ragazzi e ragazze con disabilità, alcuni già scesi su un campo da pallacanestro e altri totalmente neofiti della disciplina. Ognuno si porta dietro se stesso e una voglia, tutta personale, di vivere lo sport. Il progetto ha alle sue spalle un team collaudato formato dalla Federazione italiana pallacanestro in carrozzina (Fipic) e da Briantea84 Cantù, insieme alla Fondazione Candido Cannavò per lo Sport e Asbi (Associazione Spina Bifida Italia) mentre il braccio destro sul territorio è la Reggio Calabria BIC, di serie B. Il Candido Junior Camp, nato nel 2015, ha raccolto un respiro nazionale grazie alla Fondazione Vodafone Italia e OSO – Ogni Sport Oltre, portale a metà tra un database di associazioni che sviluppano il binomio sport e disabilità e un social network all’interno del quale raccontare le proprie storie di sport e vita. Gli allenamenti, due al giorno, si svolgono sotto la guida tecnica dell’allenatore della nazionale e del S.Stefano Sport, Roberto Ceriscioli, assistito da Antonio Cugliandro, allenatore della Reggio Calabria BIC, e Ylenia Bulla, secondo allenatore del CUS Catania, entrambe inserite nel girone D di serie B.


Una delle partecipanti a questa tappa del Candido Junior Camp Oso

Una delle partecipanti a questa tappa del Candido Junior Camp Oso

DAL SENEGAL AL GHANA
C’è la storia di Ibrahim Hassan, dal Ghana, venuto in Italia “in barca”, come racconta lui, convinto dalla famiglia a spostarsi in Europa per curare un tumore alla gamba destra, ormai quasi tre anni fa. A parlargli del “Candido” è stato Daouda Sow, arrivato in Italia all’inizio del 2017 con una gamba da amputare a causa di una ferita d’arma da fuoco: “Ci siamo incontrati in ospedale, a Reggio Calabria, e siamo diventati amici. Gli ho parlato del basket, del Candido – racconta il senegalese – ed eccoci qui”. Attualmente, Hassan vive a Messina: “Stiamo aspettando che ci concedano l’avvicinamento – spiega Amelia Cugliandro, dirigente della Reggio Calabria BIC – per permettergli di giocare con noi. Per ora ci tifa, ci segue”. Hassan ama anche il calcio, la Juventus (più che altro Ronaldo) e nonostante la sua altezza, che arriva quasi a 1.90, non aveva mai giocato a pallacanestro in piedi ma già spinge veloce sulla carrozzina.

LA PRIMA VOLTA
C’è poi la piccola Francesca Pagnotta, 10 anni, da Soverato, provincia di Catanzaro: per lei è la prima volta nel basket in carrozzina e la prima volta lontano da casa. “Diversamente dalle altre vacanze, l’ho coinvolta nel fare la valigia – spiega mamma Maura – ha scelto lei quali vestiti portare, naturalmente si è portata tutto per i capelli, i trucchi, lei è così. Sono molto felice di questa iniziativa. Già fa nuoto ma questa esperienza è diversa”. Uno sport di squadra e un gioco di squadra, quello che ha portato Francesca a Reggio Calabria. Un passaparola che parte dalla famiglia Luigi, un altro ragazzo di Soverato che sogna di fare il medico e che era a Porto Torres. A Francesca piace moltissimo Fedez – nella previsione di trasferirsi a Milano, ha espresso il desiderio un po’ azzardato di vivere a City Life – ma anche la canzone di Irama, “Io non mollo mai”. Che cosa si aspetta Francesca da questo camp? Risponde “niente”. Ma ha un sorriso gigante sul viso.


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