Paolo Di Paolo, la mostra la Maxxi di Roma


Per me e per altri amici muore oggi l’ambizione di essere fotografi: il testo di un commovente telegramma che Paolo Di Paolo, classe 1925, invi al suo direttore Mario Pannunzio all’indomani della chiusura del settimanale Il Mondo. Era l’8 marzo 1966. E per l’ex ragazzo di Larino, Molise, giunto a Roma nel 1939 per studiare filosofia, quella data segn l’abbandono della macchina fotografica.

Paolo Di Paolo (1925)
Paolo Di Paolo (1925)

Lui, che del Mondo era stato uno dei pi assidui collaboratori — 573 immagini pubblicate per la leggendaria testata in quattordici anni, dal 1952 — decise da allora, poco pi che quarantenne, di fare altro: Non riconoscendomi pi — ha raccontato ieri — in un mondo del giornalismo che andava trasformandosi troppo radicalmente, almeno per il mio modo di vedere.

Intorno a Di Paolo, oggi un vispo signore di 94 anni, da allora caler un silenzio interrotto di rado. Almeno fino a questa mostra appena inaugurata nel museo Maxxi con l’evocativo titolo Mondo perduto. Titolo che fa s riferimento alla testata (di cui stata ricostruita parte della redazione nell’allestimento), ma che al tempo stesso evoca lo Zeitgeist di un’intera epoca.

Pier Paolo Pasolini (1922-1975)
Pier Paolo Pasolini (1922-1975)

Ed infatti un pezzo di storia italiana — cultura, politica, giornalismo, nobilt, moda, gente comune — quello che riaffiora nelle pieghe di un bianco e nero capace non solo di documentare volti, luoghi e tradizioni passate, ma anche di emozionare, tanto pi oggi a distanza di oltre mezzo secolo. Trecento le immagini selezionate per questa antologica curata da Giovanna Calvenzi, scelte nello sterminato archivio — 250 mila tra negativi, provini, stampe e diapositive — che Di Paolo ha conservato per decenni in cantina e che sua figlia Silvia racconta di aver ritrovato per caso agli inizi degli anni Duemila. Foto edite su riviste (Tempo e Settimana Incom, tra le altre), ma anche inedite, tutte comunque contrassegnate dal particolare stile del fotografo, lontano anni luce dal paparazzismo allora in voga. Istantanee, le sue. Immagini non posate e spontanee ma mai, o quasi mai, rubate: Non aggredivo — ricorda Di Paolo — mi facevo precedere da un biglietto o da fiori. Ed ero ammesso l dove altri non arrivavano.

Sono nate cos le esclusive di Anna Magnani nella sua villa al Circeo (Una tigre se percepiva ostilit, meravigliosa se sentiva amicizia, e fui il primo a fotografarla con suo figlio) o di Kim Novak in pieno divismo mentre si stira da sola un abito nella suite del Grand Hotel. Tanto spazio anche a cronaca e storia: l’inaugurazione dell’Autostrada del Sole (con gli sguardi increduli di una famiglia di contadini al passaggio della prima auto) o i funerali di Togliatti. Molti i ritratti di artisti e scrittori: Lucio Fontana alla Biennale, Mimmo Rotella mentre realizza un suo dcollage, Ezra Pound, Tennessee Williams in spiaggia, Giuseppe Ungaretti con il caratteristico cipiglio e gatto in braccio, Oriana Fallaci a Venezia o Salvatore Quasimodo, ritratto nella serie degli Incontri impossibili, faccia a faccia con Anita Ekberg.

Cinema e spettacolo rivivono anche nei volti spensierati di Sophia Loren e Marcello Mastroianni in pausa a Cinecitt, in quelli di Monica Vitti e Michelangelo Antonioni ai tempi del loro amore o nel bacio tra Simone Signoret e Yves Montand a spasso tra i monumenti.

Una sezione a parte dedicata al legame tra Di Paolo e Pier Paolo Pasolini. Tanti i ritratti intimi dell’autore corsaro: a Roma sul Monte dei Cocci, pensieroso sulla tomba di Gramsci al Cimitero Acattolico, in casa con l’amata madre Susanna o sul set del Vangelo secondo Matteo.

Ma il tandem Di Paolo-Pasolini (altro sodalizio giornalistico fu quello tra il fotografo e Irene Brin) rimanda soprattutto al celebre reportage a puntate sulle vacanze degli italiani, realizzato nel 1959 per la rivista Successo diretta da Arturo Tofanelli. Titolo, La Lunga Strada di Sabbia: una periplo che i due percorsero a bordo di una Fiat Millecento lungo le coste italiane, in piena estate, da Ventimiglia alla Sicilia e poi di nuovo all’ins, dalla Puglia a Trieste. Immagini (e parole) straordinarie in cui emergono passioni, vizi e virt di un’Italia pre boom, povera ma bella, che proprio allora andava scoprendo il rito delle vacanze di massa.

La mostra

Paolo Di Paolo. Mondo perduto, a cura di Giovanna Calvenzi, in programma da oggi fino al 30 giugno a Roma al Maxxi- Museo nazionale delle arti del XXI secolo (maxxi.art), presieduto da Giovanna Melandri. La mostra un viaggio inedito nell’Italia degli Anni 50 e 60 attraverso 300 scatti di Di Paolo che includono protagonisti del cinema, dell’arte, della cultura. Gucci main sponsor dell’esposizione.

16 aprile 2019 (modifica il 16 aprile 2019 | 21:36)

© RIPRODUZIONE RISERVATA




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