Nba, Playoff, Houston-Utah 122-90 in gara-1


“E’ ora di vincere”. James Harden lo dice come le fosse la cosa pi naturale del mondo per spiegare il cambio di marcia dei suoi Rockets dopo l’All Star Game: non pi la squadra che aveva bisogno che il Barba battesse record su record solo per rimanere a galla, ma un collettivo compatto attorno alla sua star e una delle migliori difese Nba. Questa seconda versione di Houston quella che ha travolto 122-90 Utah in gara-1, una partita quasi mai in discussione dove la nuova identit dei Rockets, una squadra completa e non pi un one-man show, ha fatto la differenza. Vero, il Barba ha brillato con 29 punti, 8 rimbalzi e 10 assist, ma non ha avuto affatto bisogno di strafare. “Hanno dato tutti una mano, soprattutto con la difesa che sappiamo essere quella che ci permetter di fare la differenza” ha proclamato quello che il Toyota Center osanna come mvp. Utah non si quasi mai vista, imbrigliata nella difesa dei Rockets e incapace di trovare il ritmo offensivo ad eccezione dei primi 4’ della ripresa, quando ha ridotto a 5 punti un vantaggio che era arrivato a 15. Troppo poco per dare fastidio ad una squadra determinata come i Rockets.


le chiavi
Sette giocatori in doppia, 62-42 di dominio in area, 8 triple a bersaglio, almeno 10 punti di vantaggio per gli ultimi 18’ e un +32 finale. Eppure Mike D’Antoni non completamente soddisfatto della prova dei suoi: “I playoff non sono la regular season: devi essere al top per tutti i 48’ e noi siamo stati un po’ morbidi nel secondo tempo – ammonisce il coach -. In difesa siamo stati ottimi ma sappiamo di poter migliorare ancora molto”. Utah probabilmente non la pensa allo stesso modo, visto che non andata oltre il 39% al tiro e ha balbettato 7/29 dall’arco, con Donovan Mitchell ammutolito (19 punti con 7/18 al tiro) e Rudy Gobert (22 punti e 12 rimbalzi) a lungo unica arma efficace, anche se il duello tra centri l’ha vinto Clint Capela (16 punti e 12 rimbalzi), meglio di quello che considera la sua musa nonostante una fastidiosa infezione respiratoria. “Non abbiamo giocato bene, non c’ altro modo per dirlo – proclama un deluso Quin Snyder -. In attacco abbiamo fatto troppi errori, abbiamo perso molti palloni (19, trasformati da Houston in 24 punti, ndr). Penso che la loro fisicit in difesa ci abbia distrutto: ci sono tante cose che dobbiamo migliorare e una di queste la protezione del ferro”. Oltre a Harden e Capela, per Houston (50,5% al tiro e 15 triple a bersaglio) nell’allungo decisivo del 4 periodo si sono messi in mostra Chris Paul (14 punti e 7 assist a referto) e Danuel House (8 dei suoi 11 punti nel parziale conclusivo). Nel grigiore di Utah, bene per tre quarti Ricky Rubio (15 punti e 6 assist), impalpabile Joe Ingles. Come ha sottolineato Snyder, questa squadra deve migliorare molto se vuole davvero dare fastidio ai Rockets.


la partita
Harden con 12 punti lancia i Rockets sul 31-21 a 1’40” sulla prima sirena, prologo alla fuga che li porta sul 55-38 a 2’31” dall’intervallo, grazie ad un parziale di 14-4 con 4 triple in meno di 2’. Utah comincia la ripresa sotto 59-44, ma si riavvicina con un parziale di 17-7 che Mitchell chiude sul 66-61 Rockets poco pi di 4’ dentro il 2 tempo. Houston ristabilisce le distanze con un parziale di 10-0, poi dilaga nel quarto periodo costringendo i Jazz alla resa ben prima di aver sfondato i 30 punti di vantaggio. “E’ solo la prima partita” ricorda Harden in sala stampa. Utah mercoled in gara-2 dovr dimostrare di aver imparato la lezione. Houston: Harden 29 (7/16 da due, 4/10 da tre, 3/3 tiri liberi), Gordon 17, Capela 16. Rimbalzi: Capela 12. Assist: Harden 10. Utah: Gobert 22 (8/10, 6/6 tl), Mitchell 19, Rubio 15. Rimbalzi: Gobert 12. Assist: Rubio 6.

 Davide Chinellato 

© riproduzione riservata




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