Nba Playoff, Golden State-Clippers 131-135, serie sull’1-1


Lou Williams, 32 anni, al tiro. Ap

Lou Williams, 32 anni, al tiro. Ap

“Ci sono tre cose sicure nella vita – proclamavano minacciosi i Clippers su Twitter -: la morte, le tasse e che questa squadra non molla mai”. Golden State lo ha provato sulla propria pelle, subendo da Los Angeles una clamorosa rimonta da -31 che vale l’1-1 nella serie dopo il 135-131 con cui Gallinari e compagni si sono presi gara-2 alla Oracle Arena. Una vittoria storica che prova quanto questa squadra non abbia perso la sua identità battagliera nonostante i due ribaltoni stagionali, di quanto sia ottimamente allenata da Doc Rivers, di quanto Lou Williams, mattatore della rimonta con 36 punti, sia un fenomeno troppo spesso sottovalutato solo perché parte dalla panchina, di come Gallinari (24 punti) sia importante per questa squadra quando gioca da aspirante All Star come nella ripresa. L’incredibile rimonta dei Clippers dimostra anche che i campioni, come i Monstar di Space Jam, sono battibili, soprattutto se rilassano come hanno fatto sul 94-63 a 7’31” dalla terza sirena. Per i Warriors oltre al danno c’è la beffa: DeMarcus Cousins si è infortunato al quadricipite sinistro meno di 4’ dentro la sua seconda partita playoff in carriera e il timore è che si tratti di uno strappo. Sarebbe un brutto colpo per i campioni, più di questa incredibile rimonta.

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CLIPPERS SHOW
I Clippers ai playoff nemmeno dovevano esserci. In estate nessuno dava loro più di 35 vittorie, a febbraio dopo il ribaltone sul mercato delle trade sembravano pronti a giocare per tenersi la scelta al draft e pensare all’estate da protagonisti sul mercato. Rivers aveva promesso che la squadra non avrebbe mollato: l’ha portata ai playoff non facendole mai perdere la propria identità. “Siamo ossi duri. Fisicamente è mentalmente, siamo ossi duri. Adoro i miei ragazzi” ha proclamato patron Steve Ballmer dopo la partita. I Clippers sono stati magnifici in gara-2: sotto di 31 si sono fatti riaccendere dal talento di Williams, dalla grinta di Pat Beverley e Montrezl Harrell, dalla capacità di Gallinari di attaccare il ferro come dovrebbe fare più spesso, dall’energia sotto canestro di JaMychal Green, molto più efficace di Ivica Zubac, apparso ancora fuori posto. Sono indicazioni importanti anche per il resto della serie, che prosegue giovedì a Los Angeles.


DALLE STELLE ALLE STALLE
I Warriors erano stati perfetti nei primi 29’. Curry scatenato come in gara-1, Thompson mortifero col tiro da fuori, Durant devastante, Green creativo, Kevon Looney (19 punti, miglior partita in carriera) perfetto sostituto di Cousins, la difesa eccellente nel tenere i Clippers lontano dal ferro. Tutto cancellato: dai 44 punti concessi a LA nel terzo periodo, dal 31,6% del quarto periodo contro il 62,5% concesso ai Clippers, dall’incapacità di fermare Williams, dalla tripla di Curry che a 10” dalla fine danza sul ferro e anziché il contro sorpasso sigilla l’impresa dei Clippers. Per i Warriors questa è una lezione da imparare: nel secondo tempo hanno giocato come la squadra svogliata che ha chiuso la regular season col peggior record dell’era Kerr, anziché con la grinta e la determinazione di un gruppo che va a caccia del terzo titolo di fila.

LA PARTITA
Warriors devastanti per tutto il primo tempo, coi primi 5’ della ripresa che servono a piazzare quello che sembra il colpo di grazia, col 94-63 firmato da un gioco da tre punti di Durant a 7’34” dalla sirena e i campioni che hanno mandato a bersaglio i primi 9 tiri del periodo. I Clippers si risvegliano grazie a Lou Williams, ai suoi 17 punti e al 15/21 dal campo. Sono sotto 108-94 quando inizia il quarto periodo, ma Golden State sul 120-106 sembra averli domati. Niente di più sbagliato: Gallinari fa male, Harrell di più, Williams è letale. Nemmeno le uscite per falli degli energetici Beverley e Green ferma la rimonta dei Clippers: Lou pareggia sul 128 a 1’10” dalla fine, Shamet (rookie come Gilgeous-Alexander, che gli serve l’assist) infila la tripla del 133-131 con 15” da giocare. Poi Harrell a 5” dalla fine infila i liberi che consegnano i Clippers e questa gara alla storia.

Golden State: Curry 29 (3/7 da due, 5/11 da tre, 8/8 tiri liberi), Durant 21, Looney 19. Rimbalzi: Bogut 9. Assist: Green 9.

LA Clippers: GALLINARI 24 (5/11, 3/6, 5/6 tl), 4 rimbalzi, 6 assist, 2 recuperi e 3 perse in 34’38”. Williams 36 (11/18, 2/4, 8/10 tl), Harrell 25, Green 13. Rimbalzi: Harrell 10. Assist: Williams 11.




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