Nadal parte bene, la Sharapova convince


Si è aperta nel segno di Rafa Nadal l’edizione numero 107 dell’Australian Open, iniziato questa notte, come da tradizione, da Melbourne Park. Lo spagnolo, al rientro ufficiale dopo oltre 4 mesi di assenza (l’ultimo match era stata la semifinale persa per ritiro a Flushing Meadows contro Juan Martin Del Potro giocata il 7 settembre scorso), ha battuto nettamente l’australiano James Duckworth per 6-4 6-3 7-5 in 2 ore e 15 minuti. Nadal ha messo in mostra il solito tennis di sempre, aggressivo, in pressione sull’avversario ogni qualvolta ne aveva la possibilità, mai una palla rimessa per caso e determinato nel buttarsi alle spalle gli ultimi mesi di una carriera leggendaria e che proprio quest’anno festeggia i 10 anni dall’unico successo all’Open d’Australia (era il 2009). L’unico momento in cui il suo gioco ha fatto cilecca è stato sul 5-3 del terzo set quando, andando a servire per il match, si è improvvisamente smarrito rimettendo in gara il modesto avversario. Ma sul 5 pari, Nadal ha ripreso a martellare forzando il più possibile l’inevitabile conclusione del match. “Sono contento – ha dichiarato Nadal a fine match – della vittoria di oggi. I primi turni sono sempre insidiosi, lui ha giocato il suo tennis che conoscevo, aggressivo, vario, sorprendente. Era importante però che io giocassi il mio e credo di esserci riuscito. Ogni giorno che passa mi sento sempre meglio, più sicuro e convinto di poter far bene”.

Rafa ha servito bene (6 ace, 2 doppi falli, il 67% di prime) ottenendo buone percentuali di realizzazione sia sulla prima (74%) che sulla seconda (59%). Dall’altra parte del campo un giocatore decisamente leggerino che ha provato a fare il diavolo a quattro (71 discese a rete su 192 punti complessivi) senza riuscirci: per l’australiano infatti ci sono stati 40 vincenti e 40 gratuiti, per Rafa invece 38 vincenti e solo 11 errori non provocati. Rafa è atteso al secondo turno dal vincente tra Mattews Edben e Jan Lennard Struff.


DAMON – Tra tutti gli outsider c’era molta attesa per il gioiellino australiano Alex De Minaur che sabato aveva conquistato a Sydney il primo titolo della carriera battendo nello stesso giorno prima Gilles Simon in semifinale e poi il nostro Andreas Seppi in finale. Ebbene De Minaur non si è fatto prendere dalla sindrome del giorno dopo ed ha passato agevolmente il turno battendo per 6-4 7-5 6-4 il portoghese Souza. Tra i big, avvio tranquillo per Kevin Anderson che però ha lasciato per strada un set al francese Adrian Mannarino (6-3 5-7 6-2 6-1 lo score). Il sudafricano, finalista nel 2017 all’Open degli Stati Uniti e nel 2018 a Wimbledon, ha fatto solo 14 ace, servendo complessivamente non alla sua altezza (5 i doppi falli, solo il 65% di prime con una realizzazione del 75%). Avanti anche Grigor Dimitrov (4-6 6-3 6-1 6-4 a Janko Tipsarevic).

IL MAGNIFICO – Nella tarda mattinata italiana è atteso l’esordio di Roger Federer che gioca il torneo per la 20esima volta di fila (il debutto nel 2000 battendo al primo turno Michael Chang) come 20 erano le partecipazioni record di Lleyton Hewitt tra il 1997 e il 2016. Lo svizzero, vittorioso nelle ultime 2 edizioni (6 complessivamente), affronta al primo turno l’uzbeco Denis Istomin (numero 101 del mondo). Nel femminile Maria Sharapova, campionessa qui nel 2008, ha avuto l’onore di aprire il torneo sulla Rod Laver Arena superando con un devastante doppio 6-0 la povera qualificata statunitense Harriet Dart che ha ballato in balia delle onde per 63 minuti prima di arrendersi alla furia di Masha. Buona, di consistenza, anche la prova di Angelique Kerber, campionessa qui nel 2016, e testa di serie numero 2 del torneo. La tedesca ha laciato 2 game per set alla slovena Polona Hercog senza mai perdere il comando delle operazioni. Passa al secondo turno anche la statunitense Sloane Stephens che ha superato per 6-4 6-2 la connazionale Taylor Townsend.

 Luca Marianantoni 

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