Milano, dietro gli spari in via Cadore spunta la pista delle faide in curva


Enzo Anghinelli e una foto degli striscioni di

Enzo Anghinelli e una foto degli striscioni di “Commandos” e “Sconvolts” a San Siro nel 1999

Tra le piste seguite dagli investigatori della Squadra Mobile che stanno indagando sull’agguato di venerdì 12 aprile a Milano in via Cadore ce n’è una che porta al primo anello della curva Sud dello stadio di San Siro. È la ricostruzione che fanno Cesare Giuzzi e Gianni Santucci nelle pagine milanesi del Corriere della Sera di oggi.

i commandos e gli sconvolts
L’assalto a Enzo Anghinelli, 46 anni, bersagliato da cinque pallottole calibro 9 mentre si trovava a bordo della sua auto, è fallito solo perché il colpo potenzialmente mortale gli ha attraversato la testa senza ucciderlo. L’uomo, un lungo curriculum criminale che nulla ha a che fare con lo stadio, ha però nel suo passato una frequentazione del gruppo ultras degli “Sconvolts”, scomparso dagli spalti prima della metà degli anni Duemila. Una compagine del tifo rossonero legata a un’altra, cacciata dal Meazza nel 2016 al culmine di scontri con la “Curva Sud”, quella dei “Commandos tigre”.


il legame
Ma quale è la connessione, secondo gli agenti della Mobile, tra l’agguato che ha portato Anghinelli in coma e gli Ultras? Innanzitutto il fatto – come ricostruito dal lungo articolo di Giuzzi e Santucci – che la vittima degli spari, dopo una lunga detenzione, avesse negli ultimi mesi ripreso a frequentare San Siro, proprio sedendo al primo anello, nella zona un tempo occupata dagli “Sconvolts”. Non solo, il suo avvocato – a sua volta un tifoso che ha sempre frequentato i “Commandos” – lo scorso 18 dicembre è stato aggredito e pestato durante una trasferta a Bologna e negli ultimi mesi, come risulta alla Digos, che marcano stretto i movimenti della Sud, ha iniziato a frequentare il “giovane” marchio dei “Black devils”. Un gruppo, da un paio d’anni a San Siro, che avrebbe portato in curva rapporti con la ‘ndrangheta.

la stretta
Ma se, a quanto risulta al Corriere, pare che Anghinelli non avesse alcuna mira particolare verso gli spalti di San Siro, il suo ritorno e il suo legame con l’avvocato, potrebbe aver creato qualche tensione. Due filoni quindi, per la Mobile, quello iniziale degli affari di droga della vittima, ma anche i suoi movimenti al Meazza, tanto che ieri l’avvocato è stato fermato mentre era in partenza per le vacanze sequestrandogli i cellulari. Non solo: c’è un episodio da chiarire. Anghinelli il 17 marzo, prima del derby, avrebbe avuto a San Siro un confronto, sfociato in un pestaggio nei suoi confronti, con alcuni personaggi della curva. Un fatto che Anghinelli non ha mai denunciato e che è emerso solo quando era già al Policlinico.

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