«Mi ha violentata in crociera». Lo stupro e l’intrigo internazionale


Lei studentessa, diciassettenne, britannica. Lui italiano, 18 anni. Tutto succede a bordo di una nave da crociera, la Divina della compagnia Msc, cittadella galleggiante che la scorsa settimana stava solcando il Mediterraneo con oltre 3500 passeggeri a bordo. Giovedì di fresca mattina la ragazza bussa sconvolta alla porta dell’alto ufficiale alla sicurezza e racconta qualcosa di brutto: «L’italiano mi ha violentato nella sua cabina». Non ci sono dubbi sull’identità dell’aggressore. La ragazza lo denuncia e fornisce i dettagli della violenza che servono all’ufficiale per fare una veloce indagine interna. Alla fine il responsabile della sicurezza decide di parlarne con il comandante, che sta navigando alla volta di Valencia, sulla costa spagnola sud-orientale, dopo aver lasciato Maiorca.

L’arresto

Attraccata la nave in porto, il comandante attende l’intervento degli agenti di polizia, ai quali consegna il presunto violentatore. Le autorità procedono al fermo del giovane italiano, che finisce in cella in attesa che un giudice si esprima sul provvedimento. Dopo due giorni la decisione: il diciottenne va liberato. La ragione? Questione di competenza territoriale. Il magistrato spagnolo ha ritenuto di non poter giudicare su un reato commesso in acque internazionali, da un cittadino italiano ai danni di una cittadina straniera, a bordo di una nave battente bandiera panamense. Cioè, non c’era nulla di spagnolo nella drammatica vicenda vissuta dalla minorenne inglese. E, dunque, lo stupro è finito in un’impasse giudiziaria con, al momento, una sola certezza: la libertà del presunto stupratore. Situazione paradossale e kafkiana.

Chi giudica?

Domanda: cosa succede ora? Possibile che il reo di un presunto stupro venga rimesso in libertà per il semplice fatto che quel giudice non può decidere alcunché?
«In questo caso c’è giurisdizione concorrente di più Stati, tranne quello nel quale è stato tratto in arresto il presunto reo. La Spagna non poteva che liberarlo senza un mandato di cattura internazionale di uno Stato con giurisdizione sulla vicenda», spiega Antonio Bultrini, professore di diritto internazionale all’Università di Firenze. Ha giurisdizione la Gran Bretagna, lo Stato di cittadinanza della vittima che però non sempre procede. E ha giurisdizione Panama, lo Stato di bandiera della nave. «La soluzione più naturale sarebbe che sulla vicenda indagasse la magistratura britannica, che potrebbe spiccare il mandato di cattura o chiedere a Panama di farlo- aggiunge Bultrini -. Per quanto riguarda l’Italia, può attivarsi secondo l’articolo 9 del codice penale che punisce i reati commessi all’estero da cittadini italiani. Condizione minima e indispensabile: la pena del reato dev’essere superiore ai tre anni. Qualora ci fossero dei problemi in Gran Bretagna, la vittima può denunciare il fatto anche in Italia. La nostra magistratura può però intervenire solo se l’accusato mette piede sul territorio nazionale». Insomma, un intrigo giuridico internazionale.

La compagnia: aiutiamo la vittima

La vittima è stata visitata all’ospedale di Valencia, come prevede il protocollo per chi subisce violenze sessuali. Dopo di che è tornata, con i genitori, a bordo della Divina, proseguendo la crociera verso Marsiglia e Genova.
Da parte sua, Msc Crociere ha voluto precisare che «il giorno 11 marzo siamo stati informati di un caso di presunta violenza sessuale da parte di un passeggero. Appena venuti a conoscenza dell’episodio, abbiamo immediatamente adottato tutte le misure necessarie e riportato il fatto alle autorità spagnole, le quali sono salite a bordo della nave, non appena arrivata a Valencia. Il sospettato è stato consegnato alle autorità spagnole e non è più risalito sulla nave». La compagnia sta collaborando con gli investigatori. «E stiamo offrendo supporto alla vittima e alla sua famiglia. Per ragioni di privacy non ci è tuttavia possibile fornire ulteriori dettagli». In conclusione: il giovane italiano sospettato della violenza sessuale si trova libero in Spagna, la giovane inglese è rientrata in patria e il giudice dello stupro non si sa chi sia.

17 aprile 2019 (modifica il 17 aprile 2019 | 08:22)

© RIPRODUZIONE RISERVATA




FONTE UFFICIALE: CORRIERE.IT

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