La visione Bosch, l’automobile come servizio – La Gazzetta dello Sport


Efficienza, divertimento e sicurezza sono le parole d’ordine del colosso della tecnologia che progetta la mobilità di domani

Come la tecnologia sta cambiando la mobilità? Tra auto (elettriche) che dialogano con gli altri utenti della strada; portiere che si aprono tramite un’app; sistemi di geolocalizzazione del parcheggio libero più vicino, uno spaccato del futuro è andato in scena al “Bosch ConnectedWorld” organizzato a Berlino il 15-16 maggio 2019. “L’Internet delle Cose è uno dei principali vettori del cambiamento in atto perché tutto ciò che può essere connesso sarà connesso. E l’ulteriore passo è l’Economia delle Cose, con gli oggetti che oltre a comunicare sapranno lavorare insieme” ha commentato Volkmar Denner, Ceo di Bosch, aprendo l’evento che nel 2014 nasceva nella hall di un albergo e oggi raccoglie 5 mila persone e oltre 150 relatori.

Connessione e sicurezza

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“La mobilità è libertà, indipendenza, possibilità di scegliere. Se 100 anni fa l’auto era tutto ciò, ora c’è bisogno di un cambiamento: l’automobile diventa un elemento nel network della mobilità, come un servizio” ha aggiunto. Markus Heyn, membro del Board of Management di Bosch. “La nostra visione fa rima con efficienza, divertimento, sicurezza che sono tutti elementi di una mobilità personalizzata, automatizzata, connessa, rispettosa dell’ambiente – ha detto Heyn –. Faccio un esempio: cercare un parcheggio in città è una perdita di tempo. Con la Bosch Community-Based Parking puoi conoscere disponibilità e posizione di un posteggio, in tempo reale, e visualizzare le strada più breve per arrivarci”. Tra i punti essenziali per migliorare la vita quotidiana c’è il nodo-traffico, considerando che ogni giorno in Europa un conducente perde 50 minuti in colonna. Sul tema ecco alcune soluzioni già proposte dal colosso tedesco tramite la Bosch IoT (Internet delle Cose) Suite, basata sull’open-source. Spiccano la Convenience Charging di Bosch, soluzione integrata di ricarica e navigazione che offre ai guidatori di mezzi EV il modo per pianificare il viaggio, identificando la colonnina di ricarica lungo il percorso (valutando il costo dell’elettricità nel caso specifico), stima sul tempo necessario per giungere in loco e quindi ricaricare (e il costo finale), e lo strumento per prenotare un ristorante durante l’attesa. Il tutto tramite un’app. E in caso d’emergenza ecco la ricarica on-demand fornita dalla start-up Berlino Chargery, che accorre con una cargo-bike per il “rabbocco”. E se i mezzi più moderni sono un concentrato di elettronica, e un’auto ha una vita media di 15 anni, aspetto essenziale è aggiornare il software. La suite Bosch IoT se ne occupa in wireless, senza necessità di recarsi dal concessionario, sapendo anche prevenire guasti e avarie con l’analisi predittiva, tramite il proprio Cloud. Mentre la centralina per connettività Vechicle-to-Everything (V2X), che funziona in Wi-Fi oppure con rete mobile, fa “dialogare” auto, moto, utenti della strada avvisando se si forma un ingorgo nel traffico dando così una possibilità di scelta per cambiare rotta. Piccolo ma efficiente strumento l’adattatore retrofit e-Call: si inserisce nell’accendisigari e in caso di tamponamento, incidente, ribaltamento invia chiamate automatiche ai numeri pre-impostati, potendo anche indicare la posizione del sinistro sullo smartphone dei riceventi.

Visione futura

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In questo capitolo ecco i Bosch IoT Shuttle autonomi, 100% elettrici, connessi. Sotto i riflettori a Berlino dopo la prima apparizione al Ces di Las Vegas. Da un lato mettono in connessione chi deve compiere un medesimo percorso, magari verso l’ufficio ogni mattina; dall’altro l’intelligenza artificiale farà rima con la scelta della strada migliore per evitare traffico o altri impedimenti. In una parola: ottimizzazione. Quando entreranno in funzione? “Non spetta a noi dirlo, noi abbiamo le tecnologie e possiamo fornire tutto il pacchetto ai costruttori, ma non vogliamo diventare un provider di shuttle. Questo strumento incarna lo stato dell’arte delle nostre tecnologie sulla materia della guida autonoma ed elettrica” dice Heyn. Va infatti considerato (per ogni mezzo a guida completamente autonoma) l’aspetto legislativo, che può differire nei singoli Paesi e rallentare il percorso. Il futuro, però, sembra già arrivato.


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