La chiusura di Rai Movie, errore strategico del servizio pubblico


Gentile Fabrizio Salini, amministratore delegato della Rai, glielo dico con la franchezza che si deve alle persone di cui si ha stima. Chiudere Rai Movie una sciocchezza, un gesto non da servizio pubblico. In pi di una serata, Rai Movie ci venuta in aiuto per sopperire alla scarsit d’offerta delle reti generaliste della Rai. Leggo in una nota di Viale Mazzini che ci sar un nuovo canale (che nascer non dalla chiusura ma dalla fusione di Rai Premium e Rai Movie). Rai4 e Rai6 puntano ad avere una programmazione di maggior appealing in base a tutte le profilazioni emergenti dalle rilevazioni di ascolto esistenti universalmente nel mondo dei media. L’immagine di prodotti — prosegue il comunicato — appartenenti a una discriminazione di genere basata su modelli relativi a decenni passati appartiene a una narrazione fuori dal tempo, dalla logica, dall’interesse dell’attuale management.

Profilazioni? Appealing? Discriminazione di genere? Come parla? Come parla? Le parole sono importanti, a proposito di citazioni cinematografiche che immagino lei conosca bene. Se il servizio pubblico parla in questo modo temo il peggio. Mi par di capire che l’offerta cinematografica verr spalmata sui nuovi canali tenendo conto dei diversi target (come fanno le tv commerciali, anche se Mediaset conserva il glorioso Iris, tutto dedicato al cinema) e che il cinema sar interamente visibile su Rai Play. S, ciao. Non tutto il pubblico della Rai composto da persone che hanno dimestichezza con le tecnologie. Rai Movie era anche un simbolo, emblema di un Ente che si sempre interessato al cinema italiano. Addirittura, quando Viale Mazzini produceva i film di Bertolucci, di Olmi, dei fratelli Taviani e di altri, c’ stato un momento in cui pareva che la Rai fosse pi attenta all’avvenire del cinema che al suo. Salini, il giustiziere di Rai Movie?

16 aprile 2019 (modifica il 16 aprile 2019 | 20:37)

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