La bravura di Silvero «né uomo né donna»


Cannes «In lungo o in smoking?», aveva chiesto ai suoi fan brasiliani prima di partire per Cannes. Alla fine Silvero Pereira — che in Bacurau di Kleber Mendonça Filho e Juliano Dornelles interpreta Lunga, una sorta di cangaçeiro, vendicatore di torti a suon di machete — ha optato per un abito lungo a balze multicolor, chioma da leonessa e orecchini grandi come un cd. Sul braccio un enorme tatuaggio che riproduce il segnale attraversamento cervi. Non è tipo da passare inosservato l’attore brasiliano, 37 anni, animatore del collettivo teatrale di Fortaleza As Travestidas, in prima linea per il riconoscimento di diritti civili per il movimento lgbt.

Kleber Mendonça Filho ha voluto proprio lui per questa specie di Robin Hood del sertao. «Il suo personaggio è un misto di tanti aspetti della cultura popolare brasiliana. Sappiamo da subito che è un ricercato, forse un criminale ma allo stesso tempo è molto popolare. Come un eroe locale, un uomo gay che qualcuno chiama una lei. Silvero Pereira, con il suo corpo e il volto, è un attore con una fortissima presenza sullo schermo». Nel sertao ci è nato Silvero Pereira, a Mombaça, nello stato del Ceará, grazie alla madre che lo mandò adolescente a Fortaleza ha potuto studiare arte e recitazione.

Quindici anni fa è stato tra i creatori di As Travestidas, che riunisce attori gay, etero e transgender. In quanto a lui, invoca la libertà di non essere inquadrato. «Non mi vedo come un uomo, né donna. Sono semplicemente io». In prima linea, insieme a tutto al cast di Bacurau, anche contro i tagli alle spese per l’educazione del governo di Jair Bolsonaro. A lui, ricorda, lo studio ha cambiato la vita. «Quello che succede in Brasile sembra un film distopico ma è la realtà. La nostra presenza qui è segno della nostra battaglia a favore della cultura», hanno detto i registi. Anche attraverso la parrucca di Silvero.

16 maggio 2019 (modifica il 16 maggio 2019 | 21:06)

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