«Io sono Mia», in un film tutti i tormenti di Mia Martini


Il primo giorno di riprese di “Io sono Mia” stato il 14 maggio. Io non credo alle coincidenze, dice Serena Rossi, volto e voce di Mia Martini nel film sulla sua vita che per tre giorni sar nelle sale (il 14, 15, 16 gennaio) e a febbraio in onda su Rai1. Loredana Bert, che ha collaborato, ascolta in silenzio, ma fa un piccolo salto sulla sedia. Poi prende la parola: Il 14 maggio il giorno in cui stata trovata morta Mim. Dicono che il tempo cancelli certe cose, e invece non cancella proprio niente. Il racconto fa avanti e indietro negli anni attraverso la confessione della cantante a una giornalista, alla vigilia del ritorno a Sanremo, nel 1989: La sua rivincita contro la cattiveria del mondo, le scrisse Modugno. E il film si chiude proprio con l’interpretazione da morsa nello stomaco di Almeno tu nell’universo, tralasciando quello che successe poi e regalando a Mia Martini un doveroso riscatto per una vicenda incredibile.

una storia di esclusione e violenza commenta Tinni Andreatta, direttore di Rai Fiction, che vede questo lavoro come un tributo alla cantante, la cui vita stata assurdamente distrutta dalla voce che portasse sfortuna. anche un modo per chiederle scusa. Noi che lavoravamo nello spettacolo in quegli anni non abbiamo fatto abbastanza, riflette il regista Riccardo Donna. Sono convinta che Mim sarebbe fiera di questo film — riprende Bert —. Per me e per il suo pubblico non mai morta, ma quando ho visto Serena recitare stato un colpo al cuore. Ho ritrovato dei dettagli, dei gesti, gli scatti che faceva… quella malinconia e quel dolore che provava ma raramente mostrava. Sembrava lei. Lei che per tutti, delle due sorelle era quella mite. Eh, ovvio, chi vuoi che fosse la pazza — sorride —. E invece era lei, che cambiava continuamente, coraggiosissima. Fino a che non ce l’ha pi fatta. Negli ultimi anni aveva deciso di andare in Calabria, cuciva le reti per i pescatori.

Nel film Renato Zero, suo grande amico e Ivano Fossati, suo grande amore non hanno voluto essere nominati. Mi dispiace molto ma non hanno tolto nulla (anche perch degli alter ego ci sono, ndr). L’importante era Mim. Mim che in una scena dice meglio reclusa che umiliata da brutali maldicenze. Un pensiero che alla sorella continua a fare male: Ricordo con tristezza molti personaggi anche famosissimi che quando la vedevano facevano gli scongiuri. C’era il terrore quando arrivava. L’hanno bloccata. Con alcuni di questi signori ho a che fare ancora, sono vivi. Ma se mi vedono abbassano gli occhi. E io non ho mai accettato di andare nelle loro trasmissioni, mai. Quindi rivela: Anche quando doveva tornare nel 1989 a Sanremo c’era chi non la voleva. Dicevano che sarebbe caduto il teatro. servita la presenza di una persona, non dir il nome, che facesse da garante: l’hanno obbligato a sedersi in prima fila. Alla fine Baudo si dovuto arrendere.

Ma nel 1989 non lo organizzava lui… Ah no?. Pare ironica. A ogni modo, la ritrov nel 1992, super favorita con Gli uomini non cambiano. Ippoliti annunci che era la vincitrice prima del verdetto, perch la giuria popolare l’aveva premiata, e molti anni dopo Baudo mi ha confessato che vinse Barbarossa con “Portami a ballare” proprio per non far sembrare il Festival truccato. stato uno scippo e basta. Non cos, spiega il conduttore. Portami a ballare era stata pi votata. Oggi posso dire che “Gli uomini non cambiano” era pi bella, ma decise la giuria. Io di Mim sono sempre stato amico e protettore, per lei ho fatto tutto e pi di tutto, di certo non ho partecipato alla congiura diffondendo quelle voci. stata un’ignominia, Mim ha subito una cosa vergognosa. Lei, nel 1992, in un’intervista ringrazi Baudo per esserle stato vicino: Non sento di essere stata danneggiata. Dal film si direbbe che le classifiche non le importassero granch. Dal film si direbbe che l’unica cosa che davvero le importava, fosse cantare.

10 gennaio 2019 (modifica il 10 gennaio 2019 | 20:14)

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