Il dogo argentino uccise un bimbo. «Lo abbiamo adottato, merita un’altra possibilità»


Abbiamo visto Asia tra tanti cani che abbaiavano. Era silenziosa, ci guardava con gli occhi sgranati, incuriosita. Abbiamo capito subito che era il cane che cercavamo anche se non sapevamo nulla del perch fosse finito in quel canile a Rovereto. La donna che parla ha trent’anni esatti. Da tre convive — in un paesino nella Val Lagarina, provincia di Trento — con il compagno, un coetaneo innamorato degli animali tanto quanto lei. Vuole restare anonima perch racconta di avere gi grossi problemi con i vicini di casa proprio a causa del suo nuovo ospite. Ha infatti ricevuto insulti pesantissimi da chi ha saputo della sua decisione di adottare Asia, femmina di dogo argentino — un incrocio di bulldog, bull terrier e mastino, razze usate nei combattimenti — che il 16 agosto 2016, a Mascalucia, nel Catanese, assieme a un altro molosso (Macchia, il figlio maschio), sbran e uccise un bimbo di un anno e mezzo, Giorgio Crisafulli.

Il timore che si possa ripetere quella terribile vicenda

Il timore di chi vive in Val Lagarina che si possa ripetere quella vicenda terribile, avvenuta davanti alla madre del piccolo, Stefania, veterinaria di 34 anni condannata a otto mesi per omicidio colposo. Quel cane killer non dovrebbe pi stare in giro — una delle frasi allarmate che si leggono sui social —: cosa potrebbe succedere se incontrasse altri bimbi?. La nuova padrona per sostiene che Asia non azzann nessuno. Abbiamo letto tutti gli articoli su quella vicenda, lei rimase in disparte. Fatto sta che per affrontare i due cani — descritti al processo come molto aggressivi — i soccorritori spararono narcotico che, nonostante le dosi elevate, non bast ad addormentarli. Era mezzogiorno. Il bambino, che giocava nei pressi di una piscina in giardino, venne azzannato dal dogo maschio, allevato assieme all’altro cane nella convinzione che potessero convivere in famiglia. Giorgio grid, richiamando la madre in cucina che si lanci verso il molosso, lottando per strappargli il piccolo. La donna, oggi, non vuol pi parlare di quella tragedia. Pur convinta dell’innocenza, ha scelto di patteggiare per non presentarsi pi alle udienze: un calvario che sarebbe stato per lei insopportabile, racconta Fabio Cantarella, l’avvocato. Se Asia ora stata adottata perch ha compiuto un percorso — regolato dalla legge — che per i cani pericolosi prevede una rieducazione finalizzata a evitare l’eutanasia, una misura che pu essere richiesta dai veterinari delle Asl. A meno che non si oppongano associazioni animaliste come Enpa e Lav che si prendono in custodia l’animale.

ci che avvenuto in questo caso

ci che avvenuto in questo caso, con l’animale affidato al Parco canile di Rovereto gestito dall’associazione Arcadia onlus e presieduto da Pierluigi Raffo. Approdano qui situazioni estreme come quella del pastore tedesco che nel 2015 a Pordenone azzann e uccise Astrid, una bimba di tre anni. Gli animali vengono rieducati con esercizi finalizzati all’autocontrollo e terapie di gruppo. Poi c’ il training per abituarli ai nuovi padroni. Con Asia durato tre mesi. La donna — che non ha figli e non prevede di averne — racconta che il dogo ha undici anni, l’abbiamo scelta perch anziana e per darle un’altra possibilit. Che chiss se un’altra possibilit l’avr anche Macchia, l’altro cane. Anche lui ha terminato la rieducazione. Per lui non so se mi sentirei di adottarlo ammette la proprietaria di Asia.

2 aprile 2019 (modifica il 3 aprile 2019 | 07:10)

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FONTE UFFICIALE: CORRIERE.IT

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