I 2.500 capolavori rubati dai nazisti agli ebrei in mano al governo tedesco


Pi di 70 anni dopo la fine della Seconda Guerra Mondiale il governo tedesco ancora in possesso di migliaia di opere d’arte, quasi sicuramente rubate dai nazisti in Germania e in tutta l’Europa, in grandissima parte a famiglie ebraiche. Come ha confermato il ministero delle Finanze tedesco a Bild Zeitung, sono esattamente 2.500 i capolavori non ancora restituiti ai legittimi proprietari che attualmente si trovano in musei statali, nei ministeri o nel deposito federale delle opere d’arte di Weissensee, a Berlino.

La richiesta di Firenze

La notizia emerge sull’onda delle rinnovate polemiche suscitate dall’appello del direttore della Galleria degli Uffizi, Eike Schmidt, che ha chiesto la restituzione del Vaso di Fiori di Jan van Huysum, un olio del Settecento trafugato al museo fiorentino dalle truppe hitleriane e attualmente in possesso di una famiglia tedesca. Ma se nel caso del dipinto olandese siamo di fronte a un privato, con tutte le difficolt legali di una eventuale restituzione, in quello del governo tedesco c’ anche un problema di azione insufficiente e di lentezza burocratica. Non che Berlino non abbia fatto o faccia nulla per attivarsi nella ricerca dei proprietari o dei loro eredi. Nell’agosto del 2018, la Germania ha rinnovato il suo impegno a rispettare e tradurre in pratica i cosiddetti accordi Washington, firmati nel 1998, in cui 40 nazioni si impegnarono a far luce sull’arte rubata dai nazisti in guerra e a rintracciare gli eredi per restituire in tutti i casi nei quali possibile le opere trafugate.

Obblighi giuridici labili

La soluzione dei furti d’arte dei nazionalsocialisti un dovere permanente, in particolare per la Germania. Noi non abbandoneremo questa responsabilit, aveva dichiarato la ministra federale per la Cultura, Monika Gruetters. Gli accordi di Washington non comportano alcuna regola giuridicamente vincolante, ma si basano sulla volont politica dei Paesi che vi aderiscono. Anche perch, secondo il codice civile tedesco, la restituzione non obbligatoria essendo passati pi di 35 anni. Il problema che in venti anni, sono stati restituiti appena 54 tra dipinti e sculture. Attualmente, sempre secondo informazioni della Bild, il governo tedesco ha in corso trattative per la restituzione di una dozzina di opere. Poco rispetto alla mole del deposito.

Collezioni sconvolgenti

Luned scorso, la ministra Gruetters ha personalmente consegnato agli eredi il Ritratto di una giovane donna seduta del pittore francese Thomas Couture, appartenuto a un ex ministro dell’Interno francese Georges Mandel, condannato all’ergastolo dal regime collaborazionista di Vichy. L’opera faceva parte della collezione di Cornelius Gurlitt, il mercante d’arte che l’aveva ereditata dal padre, il quale grazie ai suoi rapporti con i gerarchi nazisti era riuscito ad impossessarsi, spesso pagandoli pochissimo, di centinaia di capolavori, fra cui opere di Max Liebermann, Chagall, Picasso, Otto Dix, Emil Nolde e Ernst Ludwig Kirchner.

Il silenzio di musei e case d’asta

Forte di oltre 1.200 lavori, venne scoperta per caso nel 2012 durante una ispezione fiscale in un appartamento di Monaco di Baviera e in seguito sequestrata dalle autorit tedesche. Da sola, la collezione Gurlitt ha praticamente raddoppiato il numero delle opere d’arte rubate ora nella disponibilit del governo tedesco. Secondo gli storici, furono almeno 5 milioni le opere d’arte sottratte dai nazisti ai loro proprietari, soprattutto ebrei, durante la Seconda Guerra Mondiale. Ma per anni in Germania il tema stato tab. A musei e case d’asta non interess mai la provenienza delle opere, pur di assicurarsele.

11 gennaio 2019 (modifica il 11 gennaio 2019 | 22:43)

© RIPRODUZIONE RISERVATA




FONTE UFFICIALE: CORRIERE.IT

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