giro d’affari da 60 milioni di euro


Organizzare il Masters costa, non c’è dubbio: solo per garantirsi la possibilità di approdare alla short list delle candidate. A dicembre Torino ha dovuto garantire all’Atp 18 milioni di euro tra montepremi e tassa d’accesso. E se gli Internazionali d’Italia hanno un fatturato di circa 32 milioni, per le Finals uno studio della Fit e del Comune ipotizza, per il primo anno, un fatturato di oltre 50 milioni.

Alexander Zverev, 21 anni, ha vinto l’ultima edizione del Masters. Afp

Alexander Zverev, 21 anni, ha vinto l’ultima edizione del Masters. Afp

il confronto
Come sede del torneo, Torino ha scelto il PalaAlpitour, cioè il PalaIsozaki dell’Olimpiade 2006, capienza 14.350 spettatori, presentando un ambizioso progetto di coinvolgimento di tutte le energie culturali, turistiche e enogastronomiche della città e dell’area metropolitana. Perché l’evento, costi a parte, sicuramente genera grandi profitti. Il paragone più semplice, ovviamente, è con l’ultima edizione, la decima consecutiva ospitata dalla O2 a Londra e vinta da Sascha Zverev. Dal 2009, sono stati oltre due milioni e mezzo gli appassionati che hanno assistito all’evento londinese. Nel 2018 gli spettatori dall’11 al 18 novembre sono stati 243.819, ma l’indotto (bar, ristoranti e negozi all’interno dell’arena) ha portato il totale delle presenze a 358.472. Poi c’è la cessione degli spazi commerciali e delle suite del palazzetto destinate ai partner economici più facoltosi. Insomma, tra biglietti venduti, incassi dagli sponsor e dai diritti tv, è facile prevedere che siano stati superati i 60 milioni di euro di introiti.


i social
Il Masters macina numeri incredibili anche sui nuovi media che servono ad amplificare al massimo la percezione dell’evento nel mondo, a beneficio anche degli sponsor. L’anno scorso ci sono state cinque milioni di interazioni social sui canali Atp, quasi 37 milioni di visualizzazioni per i video, un totale di contatti sulle piattaforme Atp che ha superato i 200 milioni. Curioso anche il dato sull’impatto acustico dei match: il sistema Atp Fan Meter ha registrato la massima oscillazione nel match d’apertura tra Federer e Nishikori, quando lo svizzero (poi sconfitto per due set a zero) ha ipnotizzato l’arena con un lob nel secondo set. E chi lo sa, magari nel 2021 il Divino sarà ancora tra noi a dispensare delizie.

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 Riccardo Crivelli 

© riproduzione riservata


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