Esistenze liquide sempre a rischio. Bauman critico della modernità


L’antitotalitarismo radicale di Zygmunt Bauman non si mai tradotto nella rinuncia all’eredit marxiana. La dissidenza in Polonia stata, anzi, la sua leva per rileggere il socialismo in chiave umanistica ed etica. Di qui quella sua critica sociale che investe il sistema capitalistico. Bauman riesce a mantenere fermo lo sguardo del sospetto. Dissidente a Est, anticapitalista a Ovest — non certo per opportunismo. Se si osserva attentamente, la restrizione della libert, seppur in forme pi latenti e dissimulate, emerge anche nei Paesi occidentali. Bauman compie allora un passo ulteriore e, a Est come a Ovest, mette sotto accusa l’intero progetto della modernit che ha promosso e favorito la regolazione predittiva e razionale del mondo. In breve: nella modernit sono insite ambizioni totalizzanti. Creatrice dell’ordine, distruttrice dell’anomalia, la modernit porta in s come esito estremo, risultato ultimo e parossistico, il totalitarismo.

Zygmunt Bauman
Zygmunt Bauman

Nel suo deciso antimodernismo, sviluppato soprattutto negli anni Ottanta, Bauman riprende l’insegnamento della Scuola di Francoforte, le idee di Adorno, Horkheimer, Marcuse, Fromm. Questo spiega perch non arretri e non cada in una posizione reazionaria. Il nodo da sciogliere la dialettica dell’Illuminismo. L’emancipazione auspicata dalla filosofia dei Lumi stata disattesa, tradita. Hanno avuto la meglio il culto della scienza e lo sfruttamento della natura a danno dell’umanit etica, politica ed estetica. Il progetto moderno ha rinnegato la vocazione emancipatrice riducendosi a strumento di dominio. Per Adorno e Horkheimer la causa va scorta nell’autodistruttivit della ragione, per Bauman nell’ambizione totalizzante della modernit, nella pianificazione razionale.

nello Stato, nume tutelare, in cui vengono accentrati i mezzi per organizzare e regolare la vita, che la modernit trova la sua espressione pi consona. Bauman indica qui l’affermazione della sicurezza a danno della libert. Lo Stato, architetto del reale, che definisce la collettivit, la confina alle sue norme, ed dunque sempre potenzialmente totalitario. La sua funzione consiste sempre pi nel separare l’utile dall’inutile, coloro che sono destinati a vivere e prosperare da coloro che, nocivi e patologici, vanno eliminati. La Shoah, esaminata in accordo con Hannah Arendt, nelle sue strutture tecniche e burocratiche, fenomeno moderno per eccellenza, in grado anzi di portare retrospettivamente alla luce il pericolo insito nella modernit.

Il potenziale totalitario oggi resta. Solo che si articola diversamente nella cultura di massa, nel sistema mediatico, nello sfrenato consumismo delle societ liberali che contribuiscono non alla liberazione, bens all’alienazione dell’individuo. Attento alle forme di quello che Michel Foucault chiama micropotere, senza per questo sottovalutarne la dimensione disciplinare che limita la spontaneit, Bauman riesce a legare la critica alla modernit con la critica all’universo postmoderno. Basta non farsi sfuggire quel totalitarismo rovesciato che opera nascostamente, ma in modo non meno efficace, grazie alla sua capacit di frammentare e atomizzare.

Alla fine degli anni Novanta Bauman giunge ad una formula teorica tratta, come lui stesso pi volte ammette, da una metafora: Modernit liquida. La formula destinata ad un enorme successo. La liquidit assurge a sigillo dell’epoca attuale, incerta, flessibile, vulnerabile. Tutto possibile — nulla sembra davvero realizzabile. Emersa dapprima in alcuni saggi, la formula diventa il tema della sua opera pi importante Liquid Modernity, pubblicata nel 2000. La liquidit, o fluidit, un altro nome per designare un nuovo capitolo della storia moderna, un capitolo che Bauman preferisce non chiamare postmoderno. Questo termine potrebbe essere fuorviante, lasciando intendere che la modernit si conclusa. Bauman punta piuttosto sulla continuit: il postmoderno non annuncia la fine della modernit, bens il suo proseguimento con altri mezzi. Proprio per esigenze di chiarezza attinge alla metafora dei solidi divenuti liquidi. La continuit non dunque solo cronologica. Istanze e motivi della modernit seguitano a operare nella situazione postmoderna. Ma la modernit non pu nascondere di aver disatteso le promesse e si rivela perci una modernit senza illusioni. cio una modernit debole, incapace di realizzare pienamente la sua vocazione ordinatrice e mostra dunque un tratto negativo. Pi che di postmodernit si dovrebbe allora parlare di modernit negativa.

Sennonch la metafora della liquidit ha molti vantaggi interpretativi. Solido e liquido sono gli aggettivi che indicano due epoche distinte, ma contigue. Solida la societ basata sulla produzione, dove sono saldi i cardini dell’organizzazione comune; liquida la societ del consumo, dove quei cardini vanno in frantumi, dove tutto si scioglie, si liquefa. Sta qui il grande merito di Bauman: nell’aver chiarito il passaggio dalla societ dei produttori, che assegna ai propri membri un ruolo definito, alla societ dei consumatori, che rende vaga e incerta la partecipazione, fluida e mutevole l’appartenenza. Se la prima contraddistinta da istituzioni stabili e solide, che consentono agli individui di articolare e strutturare la propria esistenza politica, la seconda caratterizzata da contesti fluidi, cornici sfumate.

La fluidit non deve, per, trarre in inganno. Il rischio totalitario rimane latente, solo che si manifesta sotto nuovi aspetti. A ben guardare, la liquidit non che l’esito estremo e paradossale della modernizzazione, di quella ossessione per la rigidit, di quella realizzazione tecnica della vita, che ha finito per rovesciarsi nell’opposto dando luogo ad una liquefazione, senza per questo smettere di essere totalizzante. La transizione alla fase liquida, bench possa avvenire in tempi diversi, appare un fenomeno planetario. il passaggio da assetti vecchi e consunti, da ordinamenti marci e friabili, a una vita liquida, informe, provvisoria, privatizzata.

Non se ne coglierebbe la profondit, se non lo si leggesse sullo sfondo del neoliberalismo. Va scorta forse qui la novit introdotta dall’interpretazione di Bauman. L’ideologia neo-liberale gioca ai suoi occhi un ruolo decisivo nella societ liquida perch contribuisce a rendere tutto precario e instabile, sia promuovendo la deregolamentazione dell’economia di mercato, sia assecondando la libert individuale astratta o, meglio, un individualismo separato dal corpo politico. Societ liquida vuol dire mancanza di legami, precarizzazione, moltiplicazione delle paure. Quale modo migliore per amministrare il potere? Si compie allora il passaggio dallo Stato sociale allo Stato penale, la cui funzione repressiva pu esercitarsi senza troppa resistenza.

6 gennaio 2019 (modifica il 6 gennaio 2019 | 21:50)

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