«Chiuso un asilo abusivo, temiamo fosse dei no vax»


BORGO SAN LORENZO. «Individuato e chiuso a Borgo San Lorenzo un asilo abusivo. Nei locali è stata riscontrata la presenza di escrementi di topo e critiche condizioni igieniche, oltre alla presenza di cibo avariato. È stata disposta la chiusura immediata della struttura». L’annuncio di ieri del sindaco Paolo Omoboni racconta di un blitz avvenuto mercoledì mattina nella periferia del paese mugellano, dove è stata trovato un appartamento in cui c’erano sei bambini, di cui due sotto i tre anni e quattro tra tre e sei anni, con una sola persona adulta. «Temiamo — aggiunge il sindaco — che si tratti di un asilo abusivo organizzato da genitori no vax». Assieme alla polizia municipale, nel blitz di mercoledì c’era anche il personale dell’Asl; e ora una figura autorevole dell’azienda sanitaria rivela: «La struttura non aveva verificato lo stato vaccinale dei bambini. E da nostre verifiche successive i minori non sono risultati in regola con la legge sull’obbligo vaccinale». Il sospetto che si tratti di un’alternativa scolastica improvvisata per figli di genitori no-vax, raccontano dal Comune di Borgo San Lorenzo, sarebbe nato dal fatto i sei bambini siano in parte di età da asilo nido, in parte da scuola materna. Tutto, secondo una nota dell’amministrazione comunale, è partito dalle indagini dei vigili che avevano notato strani movimenti attorno a quel capannone di periferia e, in particolare, a un appartamento al primo piano. Dopo giorni di appostamenti in borghese, è arrivata l’irruzione che ha portato a scoprire quelle due stanze più cucina, «moderne e ben tenute», rivela una fonte , «ma con materassi che avevano sopra escrementi di topo e cibo avariato». I bambini sarebbero tutti figli di italiani, la donna trovata con loro «è della zona». Al momento non risultano reati rilevati, ci sarebbero solo irregolarità amministrative. Ma le indagini, assicurano da Borgo, proseguiranno per ricostruire tutti gli aspetti della vicenda. «Una scoperta che ha lasciato sconcertati — riprende la nota — vista la diffusione e l’alto livello di qualità dei servizi educativi pubblici e privati, esistenti sul territorio, che ne costituiscono un’eccellenza a livello regionale». Ma le mamme di alcuni bambini trovati nell’appartamento minacciano cause legali e negano che si trattasse di un asilo. Una di loro è una militante no-vax: «Non era un asilo, perché sia tale ci deve essere continuità, ci deve essere il pranzo e lo spazio per il pisolino – dice l’interessata – Era solo un corso di yoga, meditazione e gioco di quattro ore per tre mattine a settimana, il lunedì, il mercoledì e il venerdì». La mamma spiega che la donna trovata con i bimbi è una imprenditrice che rilascia regolare ricevuta e che ha preso l’appartamento in affitto. «È vero che per ospitare bambini della fascia 0-3 servono i permessi — aggiunge — ma infatti alle mattinate partecipavano anche i genitori, i vigili sono solo arrivati nel momento del cambio di un turno tra genitori». Quanto alla situazione di sporcizia rilevata dai vigili urbani, la mamma ribatte: «Si tratta di un ambiente bellissimo e la presenza di cibo scaduto è irrilevante perché i bambini non pranzano lì. Quanto agli escrementi di topo, per un problema nel ripostiglio era stata chiamata un’azienda per la derattizzazione che doveva solo passare a recuperare le trappole». Duro il commento del sindaco Omoboni: «Da genitore mi lascia perplesso la scelta di altri genitori di mandare i propri figli in strutture senza requisiti».

6 aprile 2019 | 11:33

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FONTE UFFICIALE: CORRIERE.IT

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