Calabria, giornalisti minacciati: presentata la proposta di legge


C’è chi li attacca e chi li difende. In Calabria la politica si è schierata al fianco dei giornalisti vittime d’intimidazioni. Ed ha deciso di difenderli istituendo, per la prima volta in Italia, un Fondo per garantirgli un sostegno oltre che morale, anche finanziario. Le risorse messe a disposizione ammontano a 100 mila euro. Il progetto di legge che porta la firma di Seby Romeo, capo gruppo del partito democratico in Consiglio regionale, stabilisce che al giornalista vittime d’intimidazioni, subite in territorio regionale, gli sia garantito un indennizzo pari al 60 per cento del danno subito con un massimale di 10.000 euro. «Non è più tollerabile l’atteggiamento di sfida contro la libertà di stampa messa in atto in questi ultimi tempi» — ammonisce Romeo —. «È finito il tempo della solidarietà e delle parole. In Calabria occorre passare ai fatti. Questa legge è uno degli strumenti necessari per arginare gli attacchi continui che molti giornalisti calabresi subiscono quotidianamente» — ha detto l’esponente del Pd.

La legge è stata presentata martedì alla cittadella regionale:sono intervenuti il presidente regionale dell’Ordine dei giornalisti Giuseppe Soluri, il segretario regionale del sindacato e rappresentante della Federazione nazionale della Stampa italiana, Carlo Parisi e Michele Albanese, giornalista del Quotidiano della Calabria, consigliere nazionale della Fnsi e responsabile del sindacato per i progetti di educazione alla legalità, da cinque anni sotto scorta perché minacciato dalle cosche. Albanese ha parlato di una Calabria «tenuta sotto scacco dall’arroganza della criminalità organizzata e dei poteri forti che, alleati alla ‘ndrangheta, sono da ostacolo alla libertà di stampa». Quella a favore dei giornalisti calabresi minacciati non è una legge manifesto ma tende, concretamente, a rilanciare l’immagine di una categoria che negli anni ha dovuto fare i conti con ritorsioni e danneggiamenti che hanno minato la serenità di tanti cronisti impegnati in prima linea a raccontare le gesta criminali delle famiglie di ‘ndrangheta, tra le più agguerrite in ambito mondiale.

La Calabria continua a essere terreno di battaglia nella lotta al crimine e questo sta mettendo a repentaglio la libertà di stampa in questa regione. La legge regionale a tutela di giornalisti professionisti e pubblicisti, è composta di sette articoli. L’articolo due definisce l’ambito di applicazione: «Per vittima d’intimidazioni deve intendersi il giornalista che ha presentato denuncia alla competente autorità per avere subito grave pregiudizio, fisico o psicologico, nonché danni materiali, in seguito a reati con particolare riferimento alla criminalità organizzata e ha collaborato con la giustizia per l’individuazione dei responsabili».

4 dicembre 2018 (modifica il 4 dicembre 2018 | 16:21)

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FONTE UFFICIALE: CORRIERE.IT

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