«Ballando con le stelle», addio toni garbati in nome dell’audience


Nato come alternativa politically correct all’intrattenimento del sabato sera di Maria De Filippi, Ballando con le stelle si trovato nel tempo costretto a inseguire la concorrenza sul suo stesso terreno, adottando varie strategie comunicative per variare (abbassare?) il tono patinato e garbato di un format che su Bbc da molti anni il pilastro dell’intrattenimento del fine settimana (Rai1, sabato, 20.35). La prima strategia consiste nell’inevitabile popolarizzazione derivata dall’innalzamento dei toni, dalle polemiche, dalle risse verbali tra giuria e concorrenti. Soprattutto in passato, alcune scelte di cast (tra giuria e concorrenti) sembravano strategicamente pensate per andare proprio in questa direzione. Cosa ci fa la criminologa Roberta Bruzzone a commentare le performance dei concorrenti?

La seconda strategia trasformare il ballo in un elemento quasi di contorno, un motore che serve a innescare elementi tipici del reality show o del talk popolare: parlare alla pancia del Paese. Maria rimesta nel torbido di storie private e persone comuni o costruisce il carrozzone di giovani talenti di Amici? Ecco che Milly Carlucci mette insieme un variegato parterre di celebrity chiamate a misurarsi con jive, samba e via cos. Ed subito trash. C’ l’ex senatore Razzi alla disperata ricerca di un posto nel mondo (e probabilmente di uno stipendio) dopo i fasti della politica. Gli fa compagnia Nunzia De Girolamo, che contribuisce ad aumentare la quota di politici riconvertiti in personaggi tv. C’ Suor Cristina che spera di replicare il miracolo (mediatico) di The Voice: al regolamento che prevede esibizioni basate sul passo a due viene fatta un’eccezione permettendole di esibirsi in pi morigerati balli di gruppo. Forse pu intervenire sulla crisi mistica di Guillermo Mariotto? L’unica menzione speciale va alla grazia e all’eleganza di Milena Vukotic.

14 aprile 2019 (modifica il 14 aprile 2019 | 21:22)

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