Asia Argento si difende e rilancia: «Io innocente, vorrei tornare a X Factor»


«Jimmy è salito da solo nella mia stanza, ha pure sbagliato ascensore: mi ricordavo un bambino, mi sono trovata davanti un uomo. Gli ho preso il viso tra le mani per guardarlo da vicino, ci siamo abbracciati, ma il mio era un gesto materno, lui invece si vede che aveva gli ormoni impazziti, ha cominciato a baciarmi e toccarmi, mi è saltato addosso, mi ha spogliata, mi ha buttato sul letto, di traverso, e ha fatto sesso con me, un rapporto completo e non protetto, che sarà durato due minuti al massimo, io ero fredda, pietrificata, non ho provato piacere. Questa è la mia verità». Tubino nero, tacchi a stiletto, margherite di corallo rosso ai lobi, tatuaggio che spunta dalla scollatura, Asia Argento racconta a Non è l’Arena di Massimo Giletti su La7 di quell’incontro con Jimmy Bennett nella suite del Ritz Carlton di Marina del Rey, Los Angeles, a maggio del 2013, quando lui aveva ancora 17 anni («Ma io nemmeno lo sapevo che era minorenne») e lei 37 («Quale champagne? Io al massimo ho bevuto un bicchiere di vino mentre lo aspettavo, mi aveva detto che voleva farmi leggere un copione ma quel copione non l’ha mai portato e poi mi ha confessato che ero il suo sogno erotico di ragazzino»).

L’accusa

Una settimana fa l’ex bambino prodigio di Hollywood, che oggi ne ha 22 e non ha più trovato scritture, che la chiamava «mamma» e le ha chiesto 3 milioni e mezzo di dollari di risarcimento («A me, che sul conto avevo cinquemila euro»), la accusava di averlo violentato «abusando del suo potere,con la promessa di darmi una parte in un suo film, come Weinstein».
Proprio lei, la paladina del movimento MeToo che quell’ex potentissimo produttore l’ha svergognato in mondovisione. «Non c’è insulto peggiore» ribatte Asia Argento, che ironizza, controbatte e smentisce e soltanto alla fine dell’intervista le si spezza la voce, quando confessa cosa l’ha ferita di più: «Mi hanno dato della prostituta, mi hanno chiamato pedofila, non so nemmeno come sto ancora in piedi, io ho dei figli e questa è un’accusa che non auguro a nessuno, ma loro sono fieri di me, la gente sta dalla mia parte e vorrei tornare a X Factor a fare il mio lavoro perché l’Italia mi vuole e non ho fatto niente di quello per cui sono accusata». Nonostante l’appello accorato di Giletti ai vertici di Sky Italia, che l’ha esclusa dal talent dopo lo scandalo, al momento la decisione resta irrevocabile.

Il selfie

Quel selfie in cui Jimmy e Asia sorridono abbracciati dopo l’amplesso che ciascuno sostiene di aver subito dall’altro, Asia lo spiega così: «Cercavo di tornare alla realtà, alla normalità». Lo stesso motivo per cui, prima di separarsi, sono andati insieme al ristorante: «Non volevo staccarmi dall’immagine di lui come bambino. Dopo tre mesi ho cominciato a starci male, mi sentivo in colpa per non aver reagito, il non sapermi difendere credo che derivi da traumi infantili, mi era già successo con Weinstein. Sola in stanza con lui, parlavamo di Victor Hugo, quando a un tratto è ricomparso dal bagno in accappatoio e con la scusa di farsi fare un massaggio mi è saltato addosso e mi faceva anche un po’ schifo visto che non è proprio un Adone. Non è vero che ci sono stata cinque anni, lui mi ha rubato l’innocenza». Dopo la denuncia, la solidarietà dalle colleghe italiane è stata pari a zero: «Soltanto una mi ha chiamato».

Le insistenze di Bourdain

Se ha pagato a Bennett quei 250 mila dollari «perché in fondo mi fa pena, è un’anima persa» è soltanto per le insistenze di Anthony Bourdain, chef e scrittore, il suo compagno. Poi lui si è ucciso «e io sono caduta nell’abisso. Non credo che uno così saggio e intelligente si sia tolto la vita per le mie foto, glielo avevo detto che mi vedevo con un altro. Mi sento in colpa per non aver capito il suo dolore, dei due ero io quella depressa. “Vedrai che finirà” mi diceva lui “vedrai che saremo felici”».

30 settembre 2018 (modifica il 3 ottobre 2018 | 13:22)

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FONTE UFFICIALE: CORRIERE.IT

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