Arte, vince il sistema Milano ai Global Fine Art Awards


Gli Ambienti di Lucio Fontana, meno conosciuti rispetto ai Concetti spaziali e cos difficili da esporre. Le espressioni artistiche dell’epoca fascista, esplorate con rigore, partendo da documenti e fotografie storiche. Due mostre italiane. Due premi, i Global Fine Art Awards 2018, vinti da Pirelli HangarBicocca per Lucio Fontana: Ambienti/Environments ed alla Fondazione Prada per Post Zang Tumb Tuuum. Art Life Politics: Italia 1918–1943. Soprattutto, una vittoria per Milano. Vista e interpretata come un (altro) segnale di rinascita. Applaudita dal ministro Alberto Bonisoli, celebrata dal sindaco Giuseppe Sala: La conferma di una citt proiettata verso il mondo.

Vicente Todol
Vicente Todol, direttore artistico di Pirelli HangarBicocca

Premiazione marted 12 marzo a New York, cerimonia all’Harold Pratt Mansion, Upper East Side: 13 categorie in gara, 94 i progetti espositivi candidati (su 2 mila selezionati) provenienti da 31 Paesi. Festa, nominations e diplomi, come agli Oscar. Pirelli HangarBicocca si aggiudicato il premio internazionale nella categoria Best Impressionist and Modern dedicata alle esposizioni personali. Vicente Todol, direttore artistico di Pirelli HangarBicocca, che con Marina Pugliese e Barbara Ferriani ha curato la mostra di Fontana (dal 21 settembre 2017 al 25 febbraio 2018, in collaborazione con la Fondazione Lucio Fontana), ha ritirato il premio, emozionato: Per noi una grande soddisfazione — spiegava ieri mentre si dirigeva a Brooklyn per incontrare un artista “da portare a Milano” — ricevere un riconoscimento di questo livello per avere diffuso l’opera meno nota di Fontana. Grazie a quell’esposizione cambiato il modo di vedere l’artista: 250 mila visitatori ne hanno scoperto l’importanza storica e la contemporaneit, il progetto stato punto di riferimento per ricercatori, curatori e storici dell’arte (due Ambienti spaziali di Fontana attualmente esposti al Metropolitan sono stati ricostruiti seguendo il modello di HangarBicocca).

Germano Celant, che ha concepito e curato la mostra
Germano Celant, che ha concepito e curato la mostra Post Zang Tumb Tuuum. Art Life Politics: Italia 1918–1943 alla Fondazione Prada di Milano

Stessa categoria, Best Impressionist and Modern, ma questa volta per le presentazioni collettive: qui che la Fondazione Prada si aggiudicata il Global Fine Art Award per la mostra sull’arte del Ventennio curata da Germano Celant e presentata a Milano dal 18 febbraio al 25 giugno 2018. Acclamatissima (il New York Times l’ha definita The most important show of 2018, la pi importante del 2018) e complessa: Il Fascismo — racconta Celant — un tema difficile da raccontare, noi lo abbiamo fatto sforzandoci di evitare strumentalizzazioni, la nostra stata una rilettura contemporanea di un periodo storico e della sua produzione artistica, la cultura sotto un certo tipo di condizione. Si pu fare questo esercizio per altre epoche, portandolo fino all’oggi.

Il ministro dei Beni culturali Alberto Bonisoli
Il ministro dei Beni culturali Alberto Bonisoli

Mostre di respiro globale, vittoria internazionale (battuti Tate Modern, National Gallery, British Museum di Londra, Whitney Museum, Guggenheim di New York, Moma di San Francisco, Museo Reina Sofia di Madrid). Soddisfazione locale. Il primo a gioire il sindaco Sala: Grazie a Pirelli HangarBicocca e a Fondazione Prada per aver portato Milano sul tetto del mondo attraverso due mostre davvero strepitose. Questi premi confermano quanto la nostra citt, vivace e innovativa, sia pronta a ricoprire un ruolo internazionale anche a livello culturale e artistico. Aggiunge Alberto Bonisoli: Un riconoscimento strameritato da due fondazioni che lavorano bene da anni. Il ministro dei Beni culturali smorza i toni trionfalistico-ambrosiani: L’arte moderna e quella contemporanea sono fondamentali per tutto il Paese, stiamo andando nella direzione giusta, un approccio multicentrico benvenuto e necessario. Poi, per, dice: Milano sta offrendo proposte che giustificano un viaggio in citt.

Il sindaco di Milano Giuseppe Sala
Il sindaco di Milano Giuseppe Sala

Milano a place to be assicura il sindaco Sala. Il luogo da visitare. Per il suo impatto culturale, la forza delle sue rassegne, il cartellone di eventi (solo qualche esempio: marted ha aperto la mostra dedicata a Ingres a Palazzo Reale, l’8 aprile si inaugura il nuovo museo del Design alla Triennale, il giorno dopo comincia il Salone del Mobile con centinaia di appuntamenti). E che le vittorie americane siano state conquistate da due istituzioni private non sembra per nulla preoccupare l’amministrazione. Anzi: Milano — continua Giuseppe Sala — pronta ad accogliere ma anche a esportare un suo modello di collaborazione di successo tra pubblico e privato.

La scorsa settimana le tre mostre pi visitate in tutta Italia sono state A visual project. The art of Banksy al Mudec di Milano (museo a gestione mista pubblica/ privata), Romanticismo alle Gallerie d’Italia di Milano (privata), Antonello da Messina a Palazzo Reale di Milano (pubblica). Podio interamente ambrosiano. Ecco — spiega l’assessore milanese Filippo Del Corno — l’esempio lampante di come funziona il nostro sistema cultura: una solida alleanza tra pubblico e privato con la cabina di regia dell’amministrazione e un cartellone che aumenta il tasso di visibilit cittadina (oggi, per esempio, Del Corno presenter il programma della Milano Art Week, dal primo al 7 aprile, con un calendario di iniziative diffuse che accompagnano MiArt, la fiera internazionale di arte moderna e contemporanea).

Del Corno parla di regia, Celant di pacchetto di mischia. Alla domanda sul segreto di Milano, della sua rinascita, risponde cos: La citt si sta ricollocando sulla scena internazionale, ha riguadagnato la posizione che ricopriva nel dopoguerra. la sua collettivit di proposte culturali, oltre alla “creativit industriale”, a fare la differenza: arte, architettura, moda, design, fotografia. Non un unico linguaggio, ma un pacchetto di mischia, tanti territori e variet di manifestazioni che tutti insieme si trovano solo qui. Proprio cos, a Milano. Nemmeno a New York. Un’altra definizione interessante usata da Vicente Todol, che parla di rigenerazione. Milano, spiega il curatore spagnolo, ha fatto tanti passi per l’arte moderna e contemporanea. Questi premi ne sono la dimostrazione.

13 marzo 2019 (modifica il 13 marzo 2019 | 21:53)

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