Annalisa Minetti: «Gli insulti per le foto con mia figlia? Vedo l’amore più di chi mi attacca»


Sotto la foto di Instagram in cui Annalisa Minetti abbraccia sua figlia Elena di dieci mesi,le hanno scritto di tutto. La sua «colpa» sarebbe aver generato due figli pur avendo perso la vista per retinite pigmentosa e degenerazione maculare. L’hanno chiamata «cieca», le hanno detto che «non doveva fare figli che non poteva vedere» e che «è piena di sé». Annalisa, 42 anni, non vedente da quando ne aveva 18, settima a Miss Italia 1997, vincitrice del Festival di Sanremo 1998, è anche atleta paralimpica. Nei 1.500 metri, ha vinto un oro ai Mondiali 2013 e, nel 2012, due bronzi, ai Giochi Paralimpici di Londra e agli Europei. Pure questo dà fastidio: «Fa troppe cose per sembrare normale, ma non lo è», hanno scritto.

Annalisa, come ha preso i commenti?
«Ho preferito non cancellarli affinché tutti possano vedere in che società debole viviamo. Poi, lo scrittore Iacopo Melio ha fatto un post e sono arrivati tanti messaggi di solidarietà, segno che esiste un Paese migliore che ha voglia di essere resiliente. La mia storia dimostra che non c’è limite fisico che possa fermare la nostra volontà».

Melio chiede: «Davvero si lotta e si resiste per questi qui?». Lei che risponde?
«Che questi non si possono considerare normodotati. La disabilità si mostra in mille modi e io mi sento una madre più idonea di questi instabili. A me, manca la vista, loro hanno un ritardo cognitivo».

A loro manca il cuore?
«Di cuore siamo dotati tutti. Ma io a Natale ho spiegato a mio figlio Fabio di dieci anni che la vita è un dono a scatola chiusa: qualunque cosa ci trovi dentro, devi renderla meravigliosa perché è la tua e che, se rendi mentore la sofferenza, non usi più il cuore».

Prima della maternità, si è posta il tema della cecità?
«Mi sono chiesta se ero in grado di essere madre. Dovrebbero farlo tutti. Me lo sono chiesta soprattutto per l’ultima gravidanza, quando la malattia aveva concluso il percorso e sapevo di non potermi appoggiare più neanche alle ombre. Avevo paura, ma la paura è un’opportunità per scoprirsi coraggiosa. La paura è che non sai che è il cuore a farti vedere le cose. Io quello ce l’ho e va a tremila».

Qualcuno ha scritto «avrà tremila aiuti».
«Mio marito, Michele Panzarino, fa il ricercatore scientifico, c’è poco, ho una tata come mille altre donne. Non tiene i bimbi mentre io faccio niente, ma mi aiuta mentre faccio la spesa o porto mio figlio a scuola».

L’hanno criticata persino perché è al secondo marito.
«Ne avrò tre, se mai questo matrimonio dovesse rivelarsi fallimentare. Sono una persona perbene che si è innamorata due volte, cerco l’amore in tutto, nella vita, nello sport… Se mi avessero insegnato l’amore per lo studio da piccola, mi sarei iscritta all’università prima, non ora, che preparo le pappe assieme agli esami di Scienze Motorie. Io metto il cuore in tutto e lo alleno ogni giorno. Se parliamo di amore per le persone, non mi considero non vedente: vedo molto più di tanti altri. So ascoltare i silenzi, percepire i pensieri e l’anima».

Hanno scritto che fa troppe cose per non impazzire.
«Non sono predisposta al crollo mentale perché ho costruito una vita piena. Ma ho momenti in cui mi chiudo in bagno da sola. Ho coscienza dei miei limiti, so che ogni tanto devo inginocchiarmi e soffrire per alzarmi più forte».

Quando si è ammalata, era già così forte?
«No, mi adagiavo su chi mi diceva “poverina”. Dopo Sanremo, chi prima diceva “poverina” ha iniziato a dire che mi ero inventata la malattia. Ancora oggi, se al supermercato sbatto con il carrello, sento persone dire: allora è vero che non ci vede! Se non sbatto, li sento dire: vedi che ci vede! Nelle scuole, servirebbe un’educazione sociale che aiuti i giovani a non avere paura della disabilità».

Non le fa male non poter vedere i suoi figli?
«È l’unica cosa che mi stringe la gola. Non tocco mai il loro viso, non capirei comunque e perciò cerco di non essere curiosa, ma ne soffro».

10 gennaio 2019 (modifica il 10 gennaio 2019 | 23:16)

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FONTE UFFICIALE: CORRIERE.IT

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