Vio, Caironi e Porcellato il tris d’assi al Festival di Trento


Da sinistra Marco Malvaldi, Martina caironi, il direttore Andrea Monti, Bebe Vio, Claudio Arrigoni e Francesca Porcellato. Bozzani

Da sinistra Marco Malvaldi, Martina caironi, il direttore Andrea Monti, Bebe Vio, Claudio Arrigoni e Francesca Porcellato. Bozzani

“Tre come loro” davvero: non tutte le nazioni possono vantare campionesse cos, vanto per l’Italia nel mondo. Martina Caironi, Bebe Vio, Francesca Porcellato sono eccellenze non solo nello sport, ma anche nella vita e lo hanno dimostrato raccontandosi e raccontando tre generazioni di atlete nello sport paralimpico all’Auditorium Santa Chiara. Un incontro affollato e animato anche dagli stimoli di uno scrittore come Marco Malvaldi, dove si partiti dal cambio di percezione in questo ultimi anni verso il movimento paralimpico: “Quando io e gli altri Azzurri stavamo partendo per i Giochi di Seul 88, all’aeroporto ci chiesero che santuario ci fosse l. Ora ci riconoscono e ci incitano”, ha detto Porcellato aprendo l’incontro. Porcellato la pi grande atleta paraplegica di sempre, unica al mondo capace di vincere medaglie d’oro in tre diversi sport e in edizioni estive e invernali dei Giochi (“Ma non posso dire di averlo fatto da sola, dietro ai successi ci sono tante persone, a cominciare da mio marito, che anche il mio preparatore, Dino”); Caironi la donna amputata pi veloce del mondo, la prima senza una gamba a correre i 100 metri sotto i 15 secondi (“Quel record cominciato quando mi sono avvicinata allo sport paralimpico: mi servito vedere cosa facevano altri nella mia condizione, mi ha fatto sentire una atleta e non solo una persona con disabilit”).

BEBE – Bebe Vio ha ormai travalicato i confini dello sport, diventando fenomeno sociale e culturale (“Poco dopo la malattia ho avuto la fortuna di conoscere due persone che sono state fondamentali. Oscar Pistorius mi disse: ‘Fai sport e ti divertirai’, ma mi convinse di pi dicendo che avrei potuto mangiare ogni schifezza, tanto avrei smaltito. Alex Zanardi pazzesco, sa dire con semplicit cose straordinarie, una delle migliori persone che ci siano”). I tanti discorso si sono chiusi sul futuro. Porcellato domani si appresta a vincere l’ultima tappa e finire in maglia rosa il Giro d’Italia di handbike: “Faccio un passo alla volta. La mia prima Paralimpiade stata Seul 88 e ora guardo a Tokyo 2020. Poi vedremo, sempre per cercare di dare al mondo paralimpico l’attenzione che merita”. Caironi arriva da una doppia medaglia d’oro europea con record del mondo: “Intanto penso ai prossimi Giochi, perch confermarsi sempre difficile, ma poi mi piacerebbe provare ad andare ai Giochi invernali, come ha fatto Francesca cos bene, provando con lo snowboard, che ho iniziato a fare e mi piace molto”. Bebe reduce dal trionfo europeo in Italia, a Terni, con l’oro nel fioretto sia in singolo che nella gara squadre con Andreea Mogoss e Loredana Trigilia: “Allenatrice? Non so se riuscirei, forse sarei troppo cattiva, da me pretendo tantissimo… Ora sto studiando comunicazione e mi piacerebbe lavorare nello sport, nel Coni e nel Cip, poi magari in un unico comitato che possa unire lo sport olimpico e paralimpico”.


 Claudio Arrigoni 

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