Vela, Goodall, il tweet del lieto fine dall’oceano: “Grazie, super Tian Fu”


Il momento del salvataggio di Susie Goodall. Dal profilo Instagram @susiegoodallracing

Il momento del salvataggio di Susie Goodall. Dal profilo Instagram @susiegoodallracing

Nomen omen, dicevano gli antichi Romani. Che più o meno sta a significare “il nome è un presagio”. E per fortuna, viene da dire, altrimenti Susie Goodall, che di cognome fa “tutto bene” non si sarebbe salvata dalla spaventosa avventura che l’ha vista protagonista a circa duemila miglia nautiche (3700 chilometri) a ovest di Capo Horn, dove è stata recuperata da un cargo di Hong Kong dopo 48 ore di paura alla deriva nel Pacifico. Susie, 29 anni, nata e cresciuta in Cornovaglia a Falmouth, era l’unica donna e anche la più giovane della flotta di 22 barche della Golden Globe Race, il giro del mondo in solitario senza scalo e assistenza. Un’edizione speciale voluta per i 50 anni dalla prima storica impresa di Sir Robin Knox Johnson. Susie era partita con gli altri da Les Sables d’Olonne, in Francia, il 1° luglio di quest’anno, era previsto il suo arrivo dopo circa nove mesi di navigazione sempre a Les Sables. Ma le cose non sono andate come avrebbe sperato.

deriva
Mercoledì scorso, nelle acque del Pacifico, Susie con il suo DHL Starlight, monoscafo di 36 piedi (poco più di 10 metri), era finita nel mezzo di una tempesta con venti violentissimi fino a 40 nodi e onde di oltre cinque metri. In quel delirio la barca, scagliata dalla violenza del mare, si è ribaltata perdendo l’albero a duemila miglia da Capo Horn, il passaggio più ambito e più temuto da tutti i domatori di onde. Senza albero, e dopo essersi ripresa da una brutta botta in testa, che l’aveva lasciata per breve tempo priva di sensi, la Goodall ha lanciato l’SOS e ha sempre mantenuto i contatti con la direzione della regata che ha immediatamente allertato i soccorsi e le autorità marittime del Cile. Il primo a rispondere alla chiamata è stato un portacontainer, il Tian Fu, 190 metri e 26.600 tonnellate di stazza,che dalla Cina era diretto in Argentina. Nel frattempo Susie cercava di tranquillizzare famiglia e amici con qualche tweet, anche ironico: “Il mare sta calando… le onde sono SOLO di quattro metri”. Ieri, all’alba, il Tian Fu ha localizzato la navigatrice solitaria che ha dovuto attendere ancora qualche ora prima di essere portata a bordo. C’è voluto un po’ di tempo per convincerla ad abbandonare il DHL Starlight. Ma alla fine, anche stremata dal mal di mare, ha dovuto desistere. Le condizioni meteo erano ancora troppo dure per consentire un recupero dall’acqua e così Susie è stata issata a bordo con un braccio uncinato. “Sulla nave”, ha twittato l’account della regata per dare l’annuncio che l’avventura potenzialmente tragica si era risolta con successo.


nata per il mare
La ragazza ha il sale marino che scorre nelle vene. Ha iniziato a navigare quando aveva appena tre anni insieme ai genitori, appassionatissimi di vela, che la portavano in giro insieme al fratello. Il suo sogno, fin da ragazzina, era quello di navigare, da sola, attorno al mondo. “Quando lo dicevo ai “grandi” — raccontava prima della partenza — mi guardavano come se fossi matta. Poi quando avevo circa 12 anni ho visto l’impresa di Ellen McArthur e il suo giro del mondo in solitario e ho pensato che se lo aveva fatto lei allora avrei potuto farlo anche io!”. E così è stato. Nel frattempo, tra una regata e l’altra, ha trovato lavoro in una ditta di spedizioni marittime. Quando è capitata l’occasione della Golden Globe Race però ha mollato tutto per seguire le onde, le stesse che hanno tentato di spazzarla via. Stavolta ha vinto lei.

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We would like to express our deepest gratitude to everyone involved in the successful rescue of Susie. MRCC Chile, MRCC Falmouth, the Golden Globe Race organisers, and especially the master and crew on Tian Fu, have given it their all over the past few days. . It was with a heavy heart Susie left DHL Starlight to fend for herself, before she fills with water and rests on the Pacific Ocean floor. DHL Starlight has been her home for the past few years; a faithful friend who stood up valiantly to all the elements, a guardian until their last moments together. . Once aboard Tian Fu, Susie remarked how enormously welcome the crew made her feel. They offered lots of food and drink, and over the next week or so she’ll have plenty of time to rest en route to Argentina. . When she was younger, Susie loved doing somersaults on trampolines. We just never thought she?d do one in a boat. . ? Susie?s Family . ?: the crew of Tian Fu 🙂 . @goldengloberace

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Questo il messaggio di ringraziamento firmato dalla famiglia di Susie e diffuso sui social: “Vorremmo esprimere la nostra più profonda gratitudine a tutti coloro che sono coinvolti nel salvataggio di Susie. MRCC Chile, MRCC Falmouth, gli organizzatori della Golden Globe Race, e in particolare il comandante e l’equipaggio di Tian Fu che è stata super negli ultimi giorni. Con tanto cuore, Susie ha lasciato DHL Starlight per un lungo viaggio, prima di essere travolta dall’acqua e di ritrovarsi nell’Oceano Pacifico. DHL Starlight è stata la sua casa negli ultimi anni, un amico fedele che l’ha accompagnata sempre, un guardiano fino all’ultimo momento insieme… Una volta a bordo di Tian Fu, l’equipaggio l’ha fatta sentire enormemente la benvenuta. Le hanno offerto un sacco di cibo e bevande e durante la prossima settimana avrà tutto il tempo di riposarsi in rotta verso l’Argentina. Quando era più giovane, Susie amava fare le capriole sui trampolini. Non abbiamo mai pensato che ne avrebbe fatta una su una barca”.

 Federica Cocchi 

© riproduzione riservata




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