“Soddisfatti dai bronzi ai Giochi Giovanili, futuro roseo”


Muhammad Ali diceva che “I campioni non si costruiscono in palestra, ma dall’interno partendo da qualcosa che hanno nel profondo: un desiderio, un sogno, una visione”. Gabriele Caulo e Assunta Cennamo il sogno l’hanno raggiunto, vincendo entrambi la medaglia di bronzo alle Olimpiadi Giovanili di Buenos Aires. Ma di lavoro in palestra ce n’ stato eccome, ed stato fondamentale. Seguiti dal direttore tecnico Claudio Nolano, hanno intrapreso ormai da tempo un percorso e non hanno intenzione di fermarsi. “Non so dove andranno questi ragazzi, ma un futuro roseo li aspetta”.


SODDISFAZIONE Due azzurrini che lasciano il segno nella competizione pi attesa di tutte, dimostrando al mondo di essere ai vertici e di avere assolutamente qualcosa da dire. A parlare ora spetta a chi da tempo segue ogni giorno con passione i migliori atleti d’Italia per preparali con esperienza alle sfide pi importanti, il d.t. Claudio Nolano: “Sono felicissimo e sento che lo anche tutto il movimento che rappresento, tanti tecnici e atleti mi stanno contattando per quello che abbiamo fatto e il Presidente Angelo Cito ci stato vicino dall’inizio soffrendo ed esultando con noi qui a Buenos Aires. Questi risultati sono una grande soddisfazione e al tempo stesso una liberazione dopo il periodo olimpico buio passato nell’ultimo quadriennio”.

Da sinistra: d.t. Claudio Nolano, Gabriele Caulo, Assunta Cennamo e Carlo Molfetta

Da sinistra: d.t. Claudio Nolano, Gabriele Caulo, Assunta Cennamo e Carlo Molfetta

LA GARAAssunta Cennamo riuscita nell’impresa di salire sul terzo gradino del podio nei -63 kg: “La categoria di Susy difficile, ci sono ragazze con fisicit importanti. Nelle grandi occasioni come questa spesso capita che il pi quotato poi non arrivi in fondo, e lei ci ha abituati a degli exploit incredibili capace di battere anche la Campionessa del Mondo. E infatti ci ha regalato una gioia enorme”. Anche Gabriele Caulo conquista il bronzo nei -63 kg, perdendo per un soffio la semifinale che lo avrebbe portato a giocarsi l’oro: “Sapevo che poteva fare bene, potenzialmente sono convinto sia il pi forte del mondo nella sua categoria, ma solito fare questo “giochetto” negli ultimi istanti vincendo o perdendo di un punto. Quello che certo che entrambi avevano nelle gambe la medaglia d’oro”.

FUTURO Partecipare alle Olimpiadi Giovanili non da tutti, tornare con una medaglia men che meno. Susy e Gabriele hanno coronato il sogno di ogni atleta, ma per tutti resta l’obiettivo pi grande le Olimpiadi Ufficiali: “Non so dove andranno questi ragazzi, ma stanno seguendo un bel percorso che abbiamo programmato insieme e il futuro roseo. Avevamo tutti grandi aspettative, ma con la consapevolezza che si trattava di un evento difficilissimo da affrontare: dei Campioni del Mondo in carica sono addirittura usciti al primo turno, perch questi sono i Giochi a Cinque Cerchi, imprevedibili. Ora si torna a casa pi carichi per i prossimi appuntamenti, il lavoro fatto finora si rivelato giusto e tutto ci a cui partecipiamo sono tappe intermedie vero l’obiettivo finale. I ragazzi in soli sei mesi hanno cambiato fisico e approccio alle competizioni, sono maturati tantissimo e questa la mia vittoria pi grande”.

TORNARE A CASA Le Olimpiadi giovanili non sono ancora finite e gi Nolano e i ragazzi stanno pensando al rientro in Italia: “Torniamo a casa e ci rimettiamo al lavoro. Ho detto loro che si devono godere queste medaglie, ma poi si deve anche voltare pagina restando con i piedi per terra, ricominciando anche dalle gare pi semplici rimettendosi in gioco. Il lavoro fatto finora deve continuare e per questo ringrazio tutto lo staff azzurro, dal Team Manager Carlo Molfetta al preparatore fisico Francesco Zambrella, da chi ha lavorato sul quotidiano come Giovanni Lo Pinto ai nutrizionisti e ai fisioterapisti, tutti senza tralasciare nessuno. Un pensiero, ringraziando anche Diego Grisoli, va a Sofia Zampetti, altra qualificata a Buenos Aires che dovuta restare a casa, se avesse partecipato forse ora festeggeremmo tre medaglie. Ad ogni modo due su due, obiettivo raggiunto, meglio di cos non potevamo fare”.


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