«Sindrome italiana»: badanti di mezza età in crisi d’identità


Lucia Calamaro in Sindrome italianacompie un ulteriore passo nelle inquietudini e nel disorientamento del nostro vivere raccontando le difficolt delle badanti, molte venute dall’est Europa e spesso madri, che accudiscono i nostri anziani, colpite da una vera e propria sindrome, con sintomi di spaesamento, insonnia, stanchezza, pulsioni suicide, una profonda crisi identitaria e di ruolo (al Rossetti di Trieste). Sulla scena la situazione si ribalta, sono tre italiane di mezza et a mettersi in gioco come domestiche e badanti in Paesi stranieri.

Le tre donne, interpretate da Manuela Mandracchia, Sandra Toffolatti, Maringeles Torres, affiancate da Monica Bianchi, si immedesimano empaticamente. La scrittura procede per monologhi e brevi dialoghi, la regia di gruppo ed il punto debole dello spettacolo. Naturalismo, antinaturalismo, grottesco, e tutto sembra scorrere in superficie, pur essendo brave le interpreti. Per sfuggire al patetismo non si riesce a far intuire il dramma, la solitudine, lo smarrimento. Una misura da trovare che un occhio esterno avrebbe aiutato a raggiungere e il testo della Calamaro, forse non uno dei migliori, si appiattisce su una diffusa benevolente ironia.

5 dicembre 2018 (modifica il 5 dicembre 2018 | 20:08)

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