“Se vuole la Juve vince. Ma l’Inter tornata, la rivale n. 1”


Alessandro Del Piero, qui nella stagione 2011-2012, la sua ultima in bianconero. Ansa

Alessandro Del Piero, qui nella stagione 2011-2012, la sua ultima in bianconero. Ansa

C’era un ragazzo con i capelli lunghi e la maglia numero 10 della Juve sulla schiena. Correva veloce, dribblava tutti e segnava gol belli e importanti. Come quello all’Inter il 26 aprile 1998: 1-0 e scudetto in cassaforte. C’era un uomo con i capelli corti e la maglia numero 10 della Juve sulla schiena. Capiva prima dove finiva la palla, scattava al momento giusto e segnava gol belli e importanti. Come quello all’Inter il 25 marzo 2012: 2-0 e scudetto pi vicino. Il ragazzo del ‘98 era Alessandro Del Piero: 23 anni, talento, velocit e la prospettiva di una lunga carriera piena di gioie. L’uomo del 2012 era Alessandro Del Piero: 37 anni, classe, intelligenza sopraffina e la capacit di essere decisivo e vincente anche al tramonto della sua avventura in bianconero. Oggi Ale fa il commentatore per Sky e mille altre cose, ha i capelli corti dell’et adulta ma l’entusiasmo della giovent. E stasera avrebbe una gran voglia di giocare.

Ale, se diciamo Juve-Inter lei risponde… cosa?


” stata la pi grande rivalit che ho vissuto. C’era anche il Milan, ovviamente, ma con Inter la sfida era pi intensa per tanti motivi”.

Nella famosa sfida del ‘97-98 ci fu il confronto tra i due migliori giocatori del mondo: lei e Ronaldo. Che atmosfera c’era e quanto era bello sfidare il Fenomeno?

“L’atmosfera purtroppo era guastata dalla focalizzazione su altri temi. Personalmente stata una meraviglia potermi confrontare con lui in quell’anno in cui eravamo entrambi al top dal punto di vista fisico e mentale. Ronaldo fu motivo di grande stimolo, competitivit, allegria. Ogni domenica per me era una sfida virtuale con lui a chi segnava di pi, a chi dribblava di pi, a chi faceva pi assist, a chi lasciava maggiormente a bocca aperta la gente”.

Lo Juve-Inter del ‘98-99 la terzultima partita del primo Del Piero. Come ricorda oggi quell’Alessandro pre-infortunio?

“Il primo Alessandro chiuse la carriera pochi giorni dopo quella gara. Il calcio italiano era al centro del mondo e io ero felice e orgoglioso. Stavo maturando, ero bravo, ma dal punto di vista mentale il secondo Alessandro fu pi forte del primo. Sul mio recupero c’erano tanti dubbi, ho affrontato e superato sfide complesse”.

Scelga un altro Juve-Inter della sua carriera.

“Quello di San Siro nel febbraio 2006: gol su punizione nel finale e debutto dell’esultanza con la linguaccia”.

A piccoli passi l’Inter sta lavorando per tornare a essere il rivale numero uno della Juve?

“S, lo dico da un paio d’anni. La societ solida, l’allenatore conosce la A, la rosa valida”.

Dopo aver studiato tutti gli avversari nei primi tre mesi della stagione, c’ in giro qualcuno pi forte della Juve o adesso la Champions pi di un semplice obiettivo?

” pi di un semplice obiettivo. La Juve ha dimostrato che quando vuole vincere, vince”.

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 G.B. Olivero 

© riproduzione riservata


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