“S, ho il rugby nel Dna”


Tommaso Allan, 25 anni. Tommaso Allan, 25 anni.

Tommaso Allan, 25 anni.

Tommaso Allan, 25 anni.

E’ il momento della Nazionale ovale. Il momento di mostrare i muscoli: quelli di Tommaso Allan, figlio d’arte, giramondo e astro nascente del nostro rugby. I tradizionali test match di novembre sono alle porte e se ieri gli azzurri di Conor O’Shea, a Chicago contro l’Irlanda, si sono presentati con una sorta di secondo gruppo, da Firenze in poi il c.t. al netto degli assenti per infortunio proporr tutti i suoi migliori giocatori. Tommaso Allan, naturalmente, compreso. Il 25enne vicentino, un bel toro di 1.86 per 87 kg, da qualche tempo l’apertura titolare. Il regista, il direttore d’orchestra. Nel ruolo che fu di Diego Dominguez, gli spetta anche il compito e la responsabilit di calciare tra i pali. C’ un leader indiscusso, capitan Sergio Parisse. Ci sono diversi “anziani”, da Leo Ghiraldini in gi. Poi ci sono coloro che, dopo la Coppa del Mondo 2019, in Giappone tra dieci mesi, dovranno prendere in mano le redini tricolori. Allan, 40 presenze dal novembre 2013 (l’esordio a Torino contro l’Australia), chiaramente tra questi. Con, alle spalle, la sua storia da rugbista globetrotter. Tommy, doppio figlio d’arte, nato a Vicenza, la citt di mamma Paola Berlato, un passato con 4 caps azzurri da mediano di mischia. Pap William, invece, scozzese e, tallonatore, dal 1991 al 1993 ha giocato a Thiene. in quel contesto che i futuri genitori del n.10 azzurro si sono conosciuti. Anche zio John stato tallonatore, di buon livello, con trascorsi nella Scozia (con la quale vinse il Sei Nazioni 1990) e nel Sudafrica. “Sportivamente parlando – dice Tommaso – ho preso da ognuno di loro. Ma faccio riferimento soprattutto a me stesso. Sebbene i miei restino un punto fisso, soprattutto ora che da 8-9 mesi sono tornati a Vicenza dal Sudafrica”.

Allan in visita alla Gazzetta dello Sport. Allan in visita alla Gazzetta dello Sport.

Allan in visita alla Gazzetta dello Sport.

Allan in visita alla Gazzetta dello Sport.

Alla fine vince l’azzurro
Il ragazzo comincia a giocare presto, intorno ai sei anni, nelle giovanili del Petrarca Padova. Poi, al seguito della famiglia, finisce prima in Inghilterra, formandosi con le Accademie dei London Scottish e dei Wasps, e quindi in Sudafrica dove, nel 2012, conquista la Currie Cup under 19 con Western Province. Nel mentre, sfruttando il doppio passaporto, tra under 17, 18 e 20, facendo base a Edimburgo, milita nelle Nazionali scozzesi di categoria, disputando Coppa del Mondo e Sei Nazioni giovanili. Nel 2013 finisce ai francesi del Perpignan, in prima squadra, dove trova l’azzurro Tommy Benvenuti e il vice allenatore Ciccio De Carli. l che Jacques Brunel, allora c.t. dell’Italia, lo rintraccia. E poi lo convoca. Per Allan inizia un delicato tira e molla: come scontato che sia, non si pu vestire la maglia di due Nazionali. Tommy sfoglia la margherita e alla fine, per fortuna del movimento tricolore, sceglie il Paese di mamma Paola. A livello di club, a Perpignan resta tre anni. Poi nell’estate 2016 approda a Treviso dove, sempre pi protagonista, sta disputando la terza stagione.


Allan in visita alla Gazzetta dello Sport.

Allan in visita alla Gazzetta dello Sport.

L’incontro con Benan e il matrimonio
Ma l’eredit degli anni transalpini non solo professionale. Nel 2015, dalla citt francese, trascorre un weekend con gli amici a Barcellona e incontra Benan Demir, studentessa universitaria in neuroscienze, turca di Smirne. I due, dopo un paio d’anni di convivenza vicino alla Ghirada, casa del Benetton, il 7 ottobre si sono sposati. “In una villa di Mogliano – racconta – ma i festeggiamenti sono rimandati a luglio. Benan, a cui parlo in inglese, ora sta facendo un dottorato sulla realt virtuale a Padova. Quando mi porta a Smirne sono felice: una citt meravigliosa”. Le sue passioni e le nottate per Lillard Lui, nel mentre, decisamente maturato: come uomo e come atleta. “Non sono un estroverso – ammette – ma in campo parlo molto. Cerco l’intesa con i compagni, senza mai impormi. E inseguo la mia strada, facendo tesoro delle esperienze del passato, tanto che conservo qualche articolo che parla di me, ma guardando al futuro. Per questo non ho riferimenti precisi, anche se vorrei attaccare palla in mano come Beauden Barrett, apertura degli All Blacks. E a Jonathan Sexton, pari ruolo dell’Irlanda, invidio la capacit di vedere sempre tutto in anticipo. I miei idoli per sono nel basket Nba. Stravedo per Portland e per la sua stella, Damian Lillard. A volte, impegni rugbistici permettendo, sto sveglio per vederlo giocare”.

Allan con la moglie Benan.

Allan con la moglie Benan.

 Andrea Buongiovanni 

© riproduzione riservata


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