Rizzo 3° a Hiroshima, primo azzurro sul podio del Grand Prix


Matteo Rizzo, 20 anni. Afp

Matteo Rizzo, 20 anni. Afp

Impresa di Matteo Rizzo: il 20enne milanese, al 40° Nhk Trophy di Hiroshima, in Giappone, porta l’Italia maschile del pattinaggio di figura per la prima volta sul podio del circuito, la Coppa del Mondo della disciplina. Il portacolori delle Fiamme Azzurre finisce splendido terzo, alle spalle solo del giapponese Shoma Uno, argento olimpico e mondiale in carica e del russo Sergei Voronov, nel cassetto un argento e un bronzo europei. LA STORIA L’allievo di Franca Bianconi e di papà Valter, di base sulla pista bergamasca di Ice Lab, tre settimane fa, nello Skate America di Everett, col quarto posto (a 63/100 di punto dal terzo…), già aveva eguagliato il miglior piazzamento nella storia maschile azzurra della rassegna(24 edizioni): l’oriundo francese Samuel Contesti finì a sua volta ai piedi del podio alla Cup of China 2009, alla Cup of Russia 2010 e proprio all’Nhk Trophy 2011. Rizzo, stavolta, si supera e arriva là dove nessuno era arrivato. LA GARA Merito della quarta piazza nel corto di venerdì, ottenuta sulle note riadattate di ”Volare” e della terza nel libero di oggi, centrata su quelle di un medley dei Rolling Stones. Il sorpasso avviene ai danni del 19enne russo Dmitri Aliev che, da sempre suo rivale diretto, nel secondo segmento di gara pasticcia molto. Matteo, invece, pur non perfetto, ben rimedia alla caduta sul quadruplo toeloop iniziale (pur riuscito nel riscaldamento) e a qualche difficoltà sulla combinazione triplo lutz-triplo toeloop. Con 147.71 nel libero, il totale è di 224.71, quanto basta per respingere di 1.29 il tentativo di ritorno dello statunitense Vincent Zhou. Uno (276.45) e Voronov (254.28) finiscono lontani, ma importa poco.

LE PROSPETTIVE
Il risultato apre a nuove prospettive: Rizzo, che ha molto migliorato la qualità del proprio pattinaggio, è in costante ascesa. Avanti di questo passo, potrà togliersi belle soddisfazioni e regalare al movimento tricolore risultati che un pattinatore di scuola italiana, in ambito internazionale, non ottiene dai tempi del leggendario Carlo Fassi. Prossimo obiettivo, passando per i campionati italiani di Trento del mese prossimo, gli Europei di Minsk di gennaio. Intanto, con Nicole Della Monica-Matteo Guarise (coppie) e Charlene Guignard-Marco Fabbri (danza) con addirittura nel mirino la finale di Vancouver, c’è di che festeggiare. Come fanno la sorprendente giapponese Rika Kihira, che a Hiroshima vince tra le donne dopo il quinto posto del corto e i russi Natalia-Zabiiako-Alexander Enbert, dominatori tra le coppie. La rhythm dance è invece dei connazionali di quest’ultimi Tiffani Zagorski-Jonathan Guerreiro (domani il libero).


 Andrea Buongiovanni 

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