Quegli animali che potremmo non rivedere: così il clima cambia il mondo


Quando nel 1835 Charles Darwin vi approdò in una tappa del suo viaggio a bordo del Beagle, le Galapagos erano uno scrigno di biodiversità di incommensurabile valore. Non a caso il naturalista britannico iniziò proprio lì ad elaborare le teorie evolutive che raccolse poi nel 1859 nel volume L’origine delle specie.

I rischi del clima

Oggi Darwin non avrebbe forse le stesse opportunità: le isole restano uno dei luoghi più incontaminati del pianeta, ma a metterle a rischio sono i cambiamenti climatici. Nell’arcipelago vivono migliaia di specie animali, molte delle quali non si trovano in alcun altro luogo della Terra. Come l’iguana marina, l’unico esemplare di lucertola che vive in acqua; o il fringuello «vampiro», che si nutre del sangue di altri volatili. Animali catturati, assieme ad altri, dall’obiettivo di Thomas P. Peschak, biologo marino tedesco passato al fotogiornalismo per raccontare il mondo naturale che cambia. I suoi scatti alle Galapagos, così come quelli in diverse zone dell’Africa, hanno fatto il pieno di riconoscimenti all’ultimo World Press Photo e saranno in mostra, tra le altre, al Forte di Bard (Aosta) dal 7 dicembre al 6 gennaio .

Che fine hanno fatto i pinguini?

La sua immagine di una colonia di pinguini dell’isola di Halifax, in Namibia, confrontata con una vecchia foto scattata nello stesso luogo attorno al 1890, rende bene l’idea di quanto i mutamenti climatici abbiano effetti reali e non siano solo uno spauracchio ambientalista. Se le emissioni di Co2 continueranno ad aumentare, spiegava a marzo un rapporto di Wwf, Università dell’East Anglia e James Cook University, il mondo è destinato a perdere metà delle specie animali e vegetali.

«Emergenza planetaria»

«Siamo chiamati ad affrontare un’emergenza planetaria — dice Donatella Bianchi, presidente del Wwf Italia —. Il rischio che molti dei luoghi più affascinanti della Terra, come l’Amazzonia, le Galapagos e anche alcune aree del Mediterraneo, saranno irriconoscibili agli occhi dei nostri figli è più drammatico di quanto si potesse immaginare».

23 novembre 2018 (modifica il 24 novembre 2018 | 08:12)

© RIPRODUZIONE RISERVATA




http://xml2.corriereobjects.it/rss/ambiente.xml

You may also like...

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Utilizzando il sito, accetti l'utilizzo dei cookie da parte nostra. maggiori informazioni

Questo sito utilizza i cookie per fornire la migliore esperienza di navigazione possibile. Continuando a utilizzare questo sito senza modificare le impostazioni dei cookie o cliccando su "Accetta" permetti il loro utilizzo.

Chiudi