Più libri più liberi, dal 5 dicembre. Torna la fiera della piccola e media editoria italiana


Un’editoria che piace sempre di più all’estero, che cerca occasioni per farsi conoscere e proporsi sul mercato globale. Anche i piccoli e medi editori che da mercoledì 5 a domenica 9 si ritrovano a Roma nella Nuvola di Fuksas per Più libri più liberi mettono sempre di più la testa fuori dai confini nazionali. Un fenomeno che viene analizzato il 6 in un incontro (sala Aldus, ore 14.30) che si intitola proprio «Perché l’editoria italiana piace sempre di più all’estero?». «Per anni siamo rimasti un po’ arretrati, trincerati dietro lo schermo della lingua — dice Diego Guida presidente del gruppo Piccoli editori di Aie — , ora, avendo compreso che il mercato italiano è un po’ asfittico, ci siamo aperti all’estero con più convinzione, grazie anche alle iniziative dell’Aie e dell’Ice, l’Agenzia per la promozione all’estero e l’internazionalizzazione delle imprese italiane, come la partecipazione dell’Italia alla Non/Fiction International Book Fair di Mosca, che è stata una vetrina preziosa per la nostra letteratura».

Il logo dell’edizione 2018 di Più libri più liberi
Il logo dell’edizione 2018 di Più libri più liberi

I dati elaborati dall’Ufficio studi dell’Aie vedono un aumento del 36.5 % della vendita di titoli italiani all’estero rispetto al 2014, mentre gli acquisti sono diminuiti del 10,7%. L’indagine è il punto di partenza per riflettere sui temi dell’internazionalizzazione che non significa soltanto vendita dei diritti ma anche coedizioni, progettazione e realizzazione di volumi per editori stranieri. «Intendiamoci: l’acquisto di libri all’estero è importante — dice Giovanni Peresson dell’Ufficio studi dell’Aie —. Mostra comunque un interesse, un’apertura verso ciò che viene prodotto fuori dall’Italia che per l’editoria è vitale. Rimaniamo un pubblico di lettori curiosi. Però le due curve, vendita e acquisto, si stanno avvicinando. In particolare, i piccoli e medi editori cominciano ad affacciarsi sui mercati stranieri, anche al di là dei casi più macroscopici come L’amica geniale di Elena Ferrante o dei gialli di Sellerio. Questo fenomeno, ormai consolidato, è stato favorito dalla nascita di figure professionali nuove, come le agenzie di scouting. La nostra narrativa trova sempre più voce fuori dall’Italia, mentre nei ragazzi, dal 2012/2013, le vendite di titoli italiani hanno superato gli acquisti».

La Fiera cresce negli spazi e nei numeri, con più di 650 appuntamenti e 545 espositori. «L’evento culturale c’è, bisogna trovare la formula migliore perché sia anche commerciale» dice ancora Guida. Il 5, dopo la cerimonia di inaugurazione ufficiale, entrerà nel vivo del tema conduttore (non semplice), di quest’anno: «Per un nuovo umanesimo». Alle 12.30, nella sala Luna, si parlerà di «etica della responsabilità»: il direttore del «Corriere della Sera» Luciano Fontana dialoga con il capo della Polizia Franco Gabrielli, mentre alle 16.15, nella sala La Nuvola, Ilaria Cucchi assieme a Carlo Bonini, presenta la graphic novel Il Buio, dedicata alla lunga notte di Stefano Cucchi. Mentre alle 17.30 nella sala Luna Paolo Conti intervisterà il ministro dei Beni culturali Alberto Bonisoli nell’incontro Lettura: primo motore della cultura. Alla stessa ora (sala La Nuvola) l’ex sindaco di Riace Mimmo Lucano racconta a Francesco Merlo la sua esperienza. A chiudere la giornata (alle 18.45 , sala La Nuvola) ci sarà lo scrittore israeliano Abraham Yehoshua con Leonetta Bentivoglio. Si partirà dal nuovo romanzo, Il tunnel (appena uscito da Einaudi), per parlare di paura, identità, amore: una vicenda privata che è, inevitabilmente, anche collettiva.

4 dicembre 2018 (modifica il 4 dicembre 2018 | 21:04)

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