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Archiviati con un successo e tanta soddisfazione gli Assoluti di scherma organizzati a Gorizia, l’Unione Ginnastica Goriziana ha voltato pagina e iniziato a scrivere un nuovo capitolo della sua storia. Come avevamo anticipato nelle scorse settimane il presidente uscente Moreno Sfiligoi ha ultimato il suo mandato con l’appendice dei campionati, e subito dopo il nuovo direttivo dell’Ugg ha provveduto ad eleggere il suo nuovo numero uno. Non ci sono state sorprese, in pole position era annunciato Mario Corubolo e proprio lui è il presidente dello storico sodalizio di via Rismondo per i prossimi due anni. Si tratta di un ritorno, visto che Corubolo goriziano, avvocato classe 1962 ha già ricoperto questa carica per due mandati subito prima dell’era Sfiligoi, qualche anno fa. Al suo fianco, come vicepresidente, è stata nominata Elisa Hoban, che negli anni scorsi era stata consigliera, mentre il nuovo segretario dell’Ugg è Stefano Benetti e il consigliere amministrativo è il commercialista Marco Zini, “new entry” del direttivo. Completano la squadra di Corubolo Giancarlo Bigot, Rolando Parmesani ed Emanuele Trevisan. Completato il passaggio della scelta del presidente, il prossimo consiglio servirà per distribuire le deleghe. Società che, per molti versi, prosegue sulla strada della continuità,
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visto che Corubolo di fatto in questi anni non ha mai “staccato” la spina. Dopo essere stato presidente ho ricoperto anche la carica di vicepresidente, continuando a vivere atmosfera, progetti, problemi ed entusiasmi in seno all’Ugg spiega Mario Corubolo . Sono comunque soddisfatto e orgoglioso della fiducia che mi è stata confermata, oltre che concentrato perché consapevole delle sfide che mi attendono. I problemi non mancano, ma partiamo da una buona base perché il gruppo che mi circonda è molto valido. Le priorità sono l’organizzazione della prossima stagione sportiva (l’Ugg punta a potenziare la sezione fitness e l’offerta di corsi per gli adulti) e i progetti per il 150 anniversario di fondazione, che cadrà proprio nel 2018. Abbiamo delle idee, che presto proveremo a definire dice Corubolo . Stiamo lavorando alla digitalizzazione del nostro archivio, ci piacerebbe aprire la nostra storica sede ad una serie di visite particolari, e coltiviamo l’ambizione di poter ospitare e organizzare un grande evento. Tra le questioni spinose, come aveva confermato anche il presidente uscente Sfiligoi, quella della gestione della struttura di via Rismondo, con i grandi costi che comporta. E’ una questione con la quale dovremo confrontarci sempre, da proprietari dice,

restando comunque positivo ed ottimista . Ci sarebbero da affrontare degli interventi di manutenzione straordinaria fondamentali per rendere sostenibile lo stabile, e noi speriamo di poter rientrare tra i beneficiari dell’apposito contributo regionale. Marco Bisiach
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OLEH ERIC NOVEANTO Ikuti di twitter Real Madrid dikabarkan menaruh minat untuk memboyong Marcos Alonso dari Chelsea pada bursa transfer musim panas mendatang.

The Blues merekrut Alonso dari Fiorentina pada 2016 lalu dan sejak saat itu bek kiri asal Spanyol menjadi pilihan utama, mampu mengemas 13 gol dari 69 penampilan di semua kompetisi.

Sang pemain berusia 27 tahun masih memiliki tiga setengah tahun kontrak tersisa di Stamford Bridge, namun menurut Mundo Deportivo, Madrid bersiap untuk mengajukan tawaran.

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Alonso mengawali karier profesionalnya di Santiago Bernabeu, tapi gagal bersinar dengan hanya mencatatkan satu satunya penampilan sebagai pemain pengganti pada menit ke 89 kontra Racing Santander di La Liga musim 2009/10 lalu.

Saat ini, Marcelotak tergantikan di sektor kiri pertahanan Madrid, namun kepulangan Alonso ke klub masa mudanya akan bisa memberikan masa istirahat lebih bagi sang penggawa internasional Brasil.
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Quando si fresche di parto, deprivate di sonno e molto affaticate e in giro per la citt con un bambino piccolo, non ci si trova nelle condizioni migliori per scatenare battaglie civili. Per si dovrebbe. Per dire. Le mamme (e pap nonni, zii, babysitter) dovrebbero darsi alla disobbedienza di massa sui mezzi pubblici di Roma. E rifiutare di chiudere il passeggino quando salgono sull ordina il regolamento. Cos intimano guidatori, controllori, altri passeggeri assai solidali. Cos sono costrette a fare in tante. Anche la curatrice di questa rubrichetta, a suo tempo. Ma pensavo che, nel tempo, il buonsenso avesse prevalso. Invece no, una poveretta (in genere poveretta femmina) costretta, sul bus in movimento, a tenere il poppante con un braccio e a chiudere il passeggino con l In genere, nessuno la aiuta. A volte il passeggino si chiude con fatica. A volte, il pupo rischia di volare via nell (vabb visto l sui mezzi Atac, atterrerebbe sul morbido; ma non sono bei momenti). E insomma, ci vorrebbero molte Rose (e Rosi) Parks, sui bus della capitale: emule/i della signora afroamericana che nel 1955, in Alabama, rifiut di alzarsi da un sedile per bianchi (a trovarlo, poi, un sedile, sui mezzi Atac; alle mamme con pupo e passeggino raramente qualcuno lo cede; forse dovrebbero portarsi anche una seggiolina pieghevole, cos per provocare).

Mia figlia maggiore ha quasi 14 anni, tredici anni fa, dovendo tornare al lavoro e non avendo alcun tipo di supporto familiare, l iscritta ad un nido vicino al mio ufficio. Abito a Milano in zona Fiera e lavoravo in via Olona sempre a Milano. All ero convinta di poter andare e tornare senza problemi con la metropolitana, ma anche io mi sono dovuta scontrare con i regolamenti ATM. Mi dissero che il passeggino dovevo portarlo su e giù per le scale e che non potevo usufruire dei pannelli mobili per le carrozzine perchè era solo per gli handicappati. e va bene. (per altro non ne funzionava nemmeno uno) di ascensori neanche l una volta sul treno mi dissero di chiuderlo, ma avendo solo due mani non ho potuto visto che era pienissimo e non ci si muoveva. Uno dei soliti venerdì di sciopero ATM una mandria di bufali a momenti mi ammazza la bambina pur di salire sul treno, morale, ho cominciato ad andare al lavoro in macchina. Dopo la prima ho avuto due gemelli, e lì ho dovuto lasciare il lavoro. Ma quando si è trattato di scegliere il pediatra all ASL me ne volevano dare uno lontanissimo da casa e alla mia obiezione sulla scomodità il negletto dello sportello mi ha risposto dicendo prenda l E io gli ho ribattuto che con tre figli un passeggino gemellare due mani o mi facevo crescere la coda oppure la cosa era veramente impossibile.

Vedo quindi che la situazione non è cambiata, le madri con i figli sono sempre considerate neglette e inutili, se poi ne hai più di uno sei scema perchè devi lasciare il lavoro! A me nessuno mai ha lasciato il posto nemmeno quando, incinta di due gemelli avevo una pancia enorme! I sorveglianti dell quando mi vedevano col passeggino su è giù per le scale della metropolitana si giravano dall parte piuttosto che darmi una mano!

Non sono una debole nè fisicamente nè emotivamente ma ho rinunciato ad andare in metropolitana per l di mia figlia! E i gemelli sono saliti su un mezzo pubblico solo portati in gita dalle insegnanti.

Milano non è una città a misura di bambino di mamme e di buon senso!

Purtroppo questa e la sacrosanta verità, per tutte le mamme che vivono in città o nei dintorni e che potrebbero tranquillamente spostarsi coi mezzi, invece che contribuire involontariamente all del traffico. Ovviamente se solo vivessero in un paese civile.

Ho scritto varie volte all di Bologna quando mia figlia era piccola, mi hanno anche risposto il regolamento e io insistevo che i regolamenti si potevano cambiare; per caso ho poi scoperto negli anni frequentando un di donne prevalentemente straniere, che anche loro avevano scirtto scandalizzate in quanto ovunque in Europa si gira col passeggino aperto in bus (fatta personalmente esperienza a Vienna e Parigi su bus, metro e tram); una volta ho pure discusso col conducente perchè avevo entrambi i figli e il piccolo si era addormentato sul passeggino e l voleva che chiudessi; mi sono rifiutata e ha provato a non partire, poi vista la mia decisione mi ha detto solo quello che vuole ma se sale il controllore la multa ho deciso di correre il rischio visti anche quanti pochi controllori ci sono, perlomeno a Bologna.

Comunque da circa 5 anni a questa parte ci sono i bus con il posto per i passeggini: hanno i sedili rialzabili che se non ci sono passeggini possono essere usati come normali sedili e si tirano su quando ce ne sono (unica pecca la maleducazione spesso di chi è seduto che pur di non alzarsi fa spesso finta di non vedere il passeggino).

Detto questo il mio consiglio, oltre alla disobbedienza/resistenza sul bus è di tempestare di mail le rispettive aziende di trasporto locale; non so quanto siano contate le mie, so che per me non è servito perchè è successo troppo tardi ma sono orgogliosa e contenta di sapere che ho contribuito un po anch a cambiare una regola così assurda, esistente peraltro solo in Italia.

Problema attualissimo. Io ho una bambina di 6 mesi e una di 4 anni e ogni giorno prendo il bus 2 volte al giorno. Purtroppo negli autobus di Varese non è predisposto nessun posto per i passeggini a me non hanno mai fatto chiudere la carrozzina ma non hanno nessuna attenzione per le persone con i bambini. Si fermano a mezzo metro dal marciapiede e partono immediatamente senza apsettare che l bambina si sia seduta e almeno 1 volta su 2 la chiudono dentro le porte! Pensi che in Svezia chi entra su un autobus con un passeggino non deve pagare il biglietto, perchè si presume che non riesca a timbrarlo Va bè storia vecchia l non è certo un Paese per bambini Se a qualcuno interessa su facebook ho creato questo gruppo aprite i passegini sui bus

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Conte abbraccia Quagliarella dopo il gol al Galatasaray. Reuters

Cosa succede alla Juve? Il sofferto pareggio con il Galatasaray in Champions League ?il sintomo di un malessere inatteso? Mille interrogativi sorgono attorno alla squadra di Antonio Conte. Molti si chiedono perch?faccia tanta fatica anche tra le mura amiche del suo stadio. Andiamo con ordine. E vero, i bianconeri quest non brillano come l scorso. Ma se frughiamo nella nostra memoria, l della stagione 2012 13 non fu diverso. La Juve vinse cinque partite su sei in campionato (unico pareggio a Firenze). Quest ne ha vinte cinque su sei. In Champions League port?a casa tre pari in tre partite: 2 2 a Londra col Chelsea, 1 1 in casa con lo Shakthar Donetsk, 1 1 con i danesi del Nordsjaelland. Quest siamo a due punti in altrettanti match contro i danesi del Copenhagen e il Galatarasay (avversari pi?deboli rispetto a Chelsea e Shakhtar). Inoltre ha vinto, come nel 2012,
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la Supercoppa italiana. Se dovessimo fare un esame dei risultati non ci sono grandi differenze rispetto al passato. Ma sul gioco s? I motivi sono diversi. Tutti conoscono meglio la Juventus e l nella propria trequarti per infilarla con le ripartenze. E la tattica ha portato buoni frutti visto che la difesa subisce pi?gol.

Sul piano fisico la squadra sconta gli arrivi ritardati di chi ha partecipato alla Confederation Cup. Eravamo abituati a vedere una Juve aggressiva sin dall del gioco, invece i primi tempi dei bianconeri spesso sono lenti e poco convincenti. Cambiare modulo? Conte l gi?spiegato. Per passare dal 3 5 2 al 4 3 3 ha bisogno di ali ma l in grado di svolgere quel ruolo (Pepe)?infortunato da un anno. Dunque, il coach deve arrangiarsi con i giocatori messi a disposizione dalla societ? Non mi pare che siamo di fronte a una crisi. I risultati dicono il contrario e la partita contro il Milan in campionato domenica sera costituir?un ulteriore test. Poi la pausa della serie A consentir?di tirare il fiato anche se una decina di giocatori juventini saranno impegnati in azzurro (ma l ?gi?qualificata) e con le maglie di altri paesi. Il tempo gioca a favore della Juventus. Se non perder?terreno in questa fase, il rischio (per le avversarie) ?di ritrovarsi una squadra brillante e aggressiva nel giro di un mese.

Il match del Bernabeu col Real Madrid sar?importantissimo perch? a questo punto, uscire imbattuti da quel catino farebbe svoltare anche la situazione in Champions League. Antonio Conte avverte i pericoli e annuncia che bisogner?arrotolarsi le maniche per ritrovare lo smalto. Soprattutto in difesa dove Bonucci e Chiellini sono in ritardo rispetto a Barzagli. E Buffon ha perso qualche colpo. Tevez potr?recuperare in pieno dall e Llorente avr?tempo per capire meglio gli schemi tattici del suo allenatore. Dunque, non ?crisi ma solo ruggine nel motore.
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Il sabato della serie B vede solo partite. La pi attesa era a Parma, rinviata, nonostante lo stadio Tardini fosse rimasto aperto e illuminato anche nella notte. Secondo rinvio di fila per la Pro Vercelli (e per il Perugia), era previsto invece a Brescia e anche le rondinelle hanno perso l settimana.

Il Frosinone torna da solo in testa, aspettando il Foggia Empoli di luned con i dauni da serie A diretta, nel 2018, anche per il tasso spettacolare. Al Benito Stirpe, il Novara si oppone con fierezza, secondo il carattere di Mimmo Di Carlo, evita il raddoppio perch Montip respinge il rigore di Ciofani a met ripresa (il contatto di Orlandi su Ciano troppo leggero per essere punito), quando Citro calcia sul palo in ribattuta.

Aspettando i recuperi, il Cittadella terzo, doma il Pescara, tradito sul raddoppio di Gravillon, che aveva gi rischiato di procurare un rigore. A Zeman piacciono i 5 stelle, a Pescara intervenuto alla presentazione della candidatura dell nuotatore Domenico Fioravanti, piace meno il suo gioco. Meno goleade subite ma neanche le emozioni tipiche del terzo di secolo di carriera del boemo, ormai 71enne.

Approfittiamo della giornata abbreviata per i voti, a due terzi di stagione. Frosinone 7,5, Empoli 7/8 (a Vivarini 6); Cittadella 8, Palermo 7, Bari 6,
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5, Venezia 6/7, Parma 5/6, Cremonese 6/7; Spezia 6,5, Perugia 6,5 (Giunti 6, era partito bene), Foggia 7 (lo spettacolo sempre stato da serie A, addirittura), Carpi 6 (troppo difensivo), Pescara 6, Avellino 6, Salernitana 6, Brescia 5/6; Novara 5/6, Cesena 5,5; Entella 5,5, Pro Vercelli 5+ (limitare Atzori a 3 partite irrispettoso), Ascoli 4/5, Ternana 5 29^ giornata.
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La rivista ha deciso di includere Suri nella sua classifica annuale perch la bambina pare abbia “uno dei guardaroba pi desiderati di Hollywood”, il cui valore si aggirerebbe intorno ai due milioni di sterline. La bimba stata fotografata diverse volte con i tacchi alti, il rossetto e abiti firmati Burberry e Dolce Gabbana, il tutto con il beneplacito di mamma e pap che la assecondano in tutte le sue scelte. La madre Katie, 32 anni, ha dichiarato che Suri ha davvero un occhio per la moda e che le consiglia come vestirsi, mentre il padre Tom non sembra pi di tanto colpito dall’attenzione suscitata dalla collezione di capi della figlia. “Il fatto che tutti vogliano copiare i vestiti di Suri e il modo in cui si veste un complimento. E’ un po’ strano, ma bisogna rassegnarsi”.

Alcuni blog, uno dei quali elenca ogni capo che Suri indossa, sono interamente dedicati al suo guardaroba, che include quasi tutta la collezione Junior di Marc Jacobs, una borsa di Ferragamo da 500 sterline, occhiali da sole Ray Ban e gli immancabili stivali Ugg,
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in rosa. Senza contare tutti gli abiti fatti su misura da stilisti come Giorgio Armani. Il fatto che la bambina si alleni gi da ora a farsi fotografare dai paparazzi anzich giocare con i suoi coetanei, per molti, oltre che sbagliato, scandaloso. “Le hanno inculcato una nozione molto pericolosa, che ci che importante nella vita l’apparenza e che cosa si indossa, non la persona che si il proprio valore come persona”, ha scritto sul Sun Deirdre Sanders.

In cima alla classifica di Glamour compare l’attrice di Harry Potter Emma Watson, 21 anni, testimonial di Burberry e Lancome, seguita dalla pop star Cheryl Cole, 27 anni e giudice di XFactor. Al terzo posto c’ la figlia di Rod Stewart, Kristen Stewart, al quarto Dannii Minogue e al quinto Alexa Chung.
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There’s life after Real Madrid. Alvaro Morata, Marcos Alonso and Juan Mata have all proven it.

For young players, leaving the academy of such a storied club seemed like it could be the end of their career before it has evenreally begun, yet there are ample examples to prove this is not the case.

Certainly, Mariano Diaz hopes he can add his name to the list of those who failed to make the grade at Santiago Bernabeu only to strike gold elsewhere.

After five years in the Spanish capital, which yielded only eight league appearances as well as a single goal, he departed in the summer for Lyon. The fee was a mere 8 million, yet the expectations in France are great given that he has been signed to fill the boots of Alexandre Lacazette.

“We’ve been following him for some time,” president Jean Michel Aulas admitted in June as a deal neared. “Karim Benzema and Zinedine Zidane have given us good reports on him.

“In the opinion of Zinedine and Karim, he is a player of a very high level. He’s young, powerful and very ambitious. It would be a great coup for Lyon to sign him, and there would not be too much expected of him.”

France international Lacazette scored 100 Ligue 1 goals for OL, but Mariano has started to chase him with some relish. Only a couple of months into his adventure in the Rhone Valley, he has struck six times, including a debut double against Strasbourg.

Indeed, by netting four times in the first five matches, he made the best start to a season by a Lyon striker in 20 years, beating out the likes of Lacazette, Lisandro Lopez andGiovanni Elber.

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“There was scepticism, which is to be expected because he hadn’t played often in La Liga,” he admitted in September. “But for us, it’s not a surprise, instead it’s confirmation of what we knew he was capable of doing.”

Though he was signed as a replacement to the Arsenal hitman, in truth he is a very different player, which as forced Lyon to change their style.

Lacazette is a far more dynamic presence at the forefront of the attack, capable of bringing others into play either with clever link up or through his intelligent off the ball movement. Mariano is far more of a pure striker, a character who hovers around the box, seeking to gobble up opportunities.

“He’s a real goal scorer,” Lyon assistant boss Gerald Baticle told Eurosport. “When others might want to make a pass, his first idea is to find an angle to shoot towards goal. All his play is in the centre towards goal.

“Of course, with his first touch he has to raise his head more often to take in more information and make better choices. But in individual raids he’s good because he’s capable of piercing the lines.”

Nabil Fekir, perhaps Lyon’s outstanding player in the early weeks of the season and the man who so often teed up Lacazette, has sung similar praise for him.

“Our relationship is perfect, he’s a very good player, but different from Alex,” he said. “He must learn how to save his energy by relying on his team mates.”

As with all players of his ilk, however, when he is not scoring, he is inevitably the subject of criticism.

“He’s powerful, he’s got good timing in the air but he has difficulty in small spaces. That’s the most difficult thing for a centre forward: to see them develop quickly and to get away from the marking,” Bernard Lacombe, Lyon’s record goalscorer, told L’Equipe after Mariano had drawn a blank against PSG and had largely been peripheral to the match.

While there is no doubt that he is still raw, a symptom of not having played first team football regularly, there is no questioning the 24 year old’s ambition or potential.

He quit international duty with the Dominican Republic after just one friendly appearance, during which he scored against Haiti, in order to chase instead the possibility of playing for Spain.
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Teheran La donna simbolo della rivolta di Capodanno a Teheran stata liberata. Durante i giorni pi tesi delle proteste si era tolta il foulard bianco e lo aveva sventolato

in segno di sfida al regime degli Ayatollah e alle leggi islamiche che impongono alle donne di coprirsi il capo e i capelli in pubblico. Il suo nome non stato rivelato, ma secondo alcuni attivisti una trentunenne di Teheran, sposata con due figli. Il suo gesto era stato poi ripetuto da altre tre giovani e i video erano diventati virali sul Web,
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alimentando le proteste. Le autorit non hanno rilasciato commenti.

L per i diritti umani Nasrin Sotoudeh ha detto di aver visto un dossier ufficiale, che prevede la scarcerazione della giovane. Togliersi il velo in pubblico considerato un reato nella Repubblica islamica, e pu portare a una condanna detentiva. Sotto la presidenza di Hassan Rohani,
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per l delle norme sull stata ammorbidita. La liberazione della donna pu essere considerato un gesto di distensione nei confronti dell in particolari dei giovani delle citt sempre pi insofferenti con le regole religiosi tradizionali.

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Premesso che, per quanto risulta all’interrogante:

con istanza presentata il 10 ottobre 2007 veniva richiesto al Presidente della Repubblica ed al Ministro della giustizia di voler esaminare la situazione del sig. Beccia Vincenzo e di compiere accertamenti opportuni per assicurare il rispetto delle norme nelle vicende processuali che lo vedono coinvolto con altre persone;il sig. Beccia ed i suoi colleghi ritengono di aver subito gravi torti nelle vicende di seguito esposte:

la società Syndial Spa, con ricorso in opposizione al precetto ex artt. Tale provvedimento veniva regolarmente notificato il 19 luglio 2006 (con ulteriore istanza ex artt. 669 quater e 700 del codice di procedura civile). La società Syndial Spa, già Singea Spa in liquidazione, facendo riferimento alla suindicata opposizione a precetto con pedissequo decreto, chiedeva che il Tribunale di Foggia, in persona dello stesso giudice dott. 429 del codice di procedura civile, comma 1). 430 del codice di procedura civile, parte 1;

la stessa società Syndial chiedeva al giudice dott. Baldi o di inibire l’inizio dell’esecuzione forzata, ovvero di adottare i provvedimenti opportuni, nonché fissare nel minor tempo possibile l’udienza in cui le parti sarebbero dovute comparire a sé;

a ciò il giudice del lavoro dott. Baldi Vincenzo con decreto emesso nello spazio di “due ore”, considerava che, come emerge dagli atti prodotti in uno con l’opposizione a precetto, risulta la pendenza di un giudizio di opposizione a precetto dinnanzi al Tribunale di Milano fra le stesse parti ed in relazione al medesimo oggetto di giudizio, e, visti gli artt. 615 e 618 del codice di procedura civile, sospendeva l’efficacia esecutiva della sentenza del Tribunale di Foggia emessa il 25 ottobre 2002, e rimetteva le parti dinanzi a sé per l’udienza già fissata in data 10 ottobre 2006;

il Giudice del lavoro, non tenendo conto della diversa situazione economica delle parti, sospendeva l’efficacia del pignoramento che era già stato intrapreso dagli istanti;

detto provvedimento di sospensione veniva depositato il 20 luglio 2006 e notificato in data 21 luglio 2006;

va considerato che, mentre il giudice dott. Baldi Vincenzo ha “concesso” la possibilità di proseguire nel pignoramento, del tutto legittimo, con provvedimento emesso nel breve tempo di tredici giorni (provvedimento depositato il 6 luglio 2006 e notificato il 19 luglio 2006), al contrario, lo stesso Giudice, per impedire di pignorare le somme di cui alla sentenza in oggetto, ha emesso un provvedimento depositato il 20 luglio 2006 e notificato in data 21 luglio 2006;

l’avvocato che rappresenta su Foggia la Syndial, Marcello Cordella, alle ore 8.35 del 21 luglio 2006 comunicava telefonicamente all’avv. Rosa Federici di non recarsi più al Tribunale di Manfredonia poiché era stato emesso il provvedimento di sospensione;

vista la gravità del fatto, i lavoratori si recarono immediatamente dal giudice Baldi per chiedergli o di depositare una procedura di urgenza o se di prendere in esame la possibilità di anticipare l’udienza fissata per il 10 ottobre 2006;

il giudice Baldi rispondeva che era inutile presentare qualsiasi istanza, perché dal giorno dopo sarebbe andato in ferie e considerato che sarebbe tornato pochi giorni prima del 10 ottobre 2006, non ne sarebbe valsa la pena;

a tal riguardo, si deve precisare che il giudice Baldi nei giorni seguenti tale dichiarazione si trovava di frequente presso i propri uffici,

l’interrogante chiede di sapere se risulti al Ministro in indirizzo se il giudice Baldi fosse davvero in ferie o in servizio, allo scopo,
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evidentemente, di evitare che si potesse reclamare tale provvedimento. A giudizio dell’interrogante si dovrebbe concludere in tal caso che non si è voluto affatto prendere in considerazione la gravità dei fatti e, soprattutto, che le motivazioni della Syndial erano tutte infondate e pretestuose;

la stessa Syndial non ha proposto appello a detta sentenza;

appare evidente che detta sospensione veniva decisa sul presupposto della validità ed esistenza di un procedimento pendente tra le stesse parti su Milano,

l’interrogante chiede di sapere se si intenda fare chiarezza su questo procedimento, la cui causa è stata decisa in data 20 settembre 2007;

in forza della sentenza n. Francesco Borasi del Foro di Milano affinché procedesse alle azioni legali più opportune per spingere la società Syndial Spa, in persona del suo legale rappresentante pro tempore, al pagamento delle somme dovute;

l’art. 431, comma 1, del codice di procedura civile, in ordine all’esecutorietà delle sentenze che pronunciano condanna a favore del lavoratore per crediti derivanti dai rapporti di cui all’art. 409 del codice di procedura civile, dispone che le stesse sono provvisoriamente esecutive e detta esecutività ex art. 431, commi 3 e 6, del codice di procedura civile può essere sospesa solo con ordinanza del Giudice di appello o dello stesso Giudice titolare della sentenza;

ciò vale anche per l’illegittima sospensione dell’esecuzione da parte del giudice Baldi;

il 28 gennaio 2005 l’avv. Francesco Borasi, procuratore degli opposti Beccia Vincenzo + 8, in esecuzione al mandato conferitogli, procedeva alla notifica dell’atto del precetto alla Syndial Spa, intimando alla stessa il pagamento di 375.280,80 euro, unitamente alla sentenza che non era munita di formula esecutiva;

il 10 febbraio 2005, sempre l’avv. Borasi incaricava gli Ufficiali giudiziari di Milano di procedere ad esecuzione forzata, visto il mancato pagamento delle somme;

sul verbale di pignoramento mobiliare all’uopo redatto era fissata la data del 17 febbraio 2004 quale giorno in cui la sentenza sarebbe stata munita di formula esecutiva;

l’ufficiale giudiziario incaricato, attestando il falso (poiché nell’atto di pignoramento appare la data dell’apposizione della formula esecutiva, e precisamente il 17 febbraio 2004), procedeva in data 7 marzo 2005 all’esecuzione forzata presso gli uffici della Syndial e dichiarava che nessuno era presente in quanto al momento erano tutti in pausa pranzo;

nessun’altra esecuzione è mai stata effettuata nei confronti della società Syndial nella sede di Milano, e precisamente in San Donato Milanese alla piazza Boldrini 1;

la formula esecutiva alla sentenza in oggetto non è stata mai apposta fino alla data dell’8 giugno 2006, così come si rileva dagli atti depositati e dalle memorie della società Syndial;

la memoria difensiva è stata depositata tardivamente dalla Syndial, poiché il ricorso in opposizione al precetto è stato notificato alla società convenuta il 27 gennaio 2005, mentre il precetto è stato notificato agli istanti il 17 gennaio 2005. Pertanto l’opposizione era tardiva, poiché doveva essere depositata, ai sensi degli artt. 615 e 617 del codice di procedura civile, entro cinque giorni dalla notifica, e non dieci,
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come poi è avvenuto;

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Ugo Mulas (1928 1973) matura la sua poetica soprattutto negli States. Qui tra il ’64 e il ’67 ha modo di frequentare e fotografare tutti i maggiori artisti del periodo, da Duchamp a Dine, da Johns a Segal, da Warhol a Lichtenstein e a Raushenberg, ma soprattutto ha modo di approfondire la conoscenza di Robert Frank e di Lee Friedlander. Si rafforza così nel suo pensiero l’idea di utilizzare la fotografia non tanto come un mezzo per intervenire sul reale, bensì come un mezzo per avvicinarsi al reale nel migliore dei modi e dove ciò non sia possibile, smascherare, dichiarare, il proprio intervento.

Questa duplice volontà è il tema de Le verifiche, serie di quattordici lavori effettuati tra il 1971 e il 1972, che indaga, seziona, l’identità e il linguaggio della fotografia. Tra i lavori che rivelano le potenzialità di manipolazione del reale, costitutive della fotografia, troviamo la verifica n. 4, L’uso della fotografia, dedicata ai fratelli Alinari. Questa verifica è costituita da due foto identiche del re Vittorio Emanuele II, realizzate a suo tempo dagli Alinari, in una delle quali (quella che verrà diffusa) si ravvisa un ritocco. Qui si svela la referenzialità illusoria che un certo uso della fotografia consente, rivelando apertamente concezioni ovvie ad ogni fotografo “consapevole”, ma oscure ai più; alla grande massa che quotidianamente fruisce l’immagine mediatica: “Sullo stesso portante corrono due immagini apparentemente simili, e in realtà opposte, come fossero il vero e la sua falsificazione, indici di un atteggiamento che è poi l’uso della fotografia: la storia vera, che resta negli archivi, e quella abbellita, cattivante, gradevole che viene diffusa” (U. Mulas, La fotografia, p. 154).

Questa verifica (che è un vero e proprio ready made), ci introduce all’altra ricerca di Mulas, quella della riproduzione oggettiva. Già negli anni ’60, dovendo ritrarre Duchamp, Mulas si pose il problema di rendere nelle immagini il “non fare” che caratterizza la personalità dell’artista, ovviamente la resa fotografica doveva evitare interferenze che spostassero l’attenzione da Duchamp alla sua fotografia. Analogamente alla Arbus, Mulas risolse il problema fotografando il soggetto nel suo far niente, in una posa che non è una “posa”. Il soggetto è così straniato nel tempo, nello spazio e nel significato, di lui percepiamo la consistenza fisica, l’involucro che si carica di significati generali, nozionistici, al di la della propria particolarità. L’inventore del ready made diviene egli stesso tale, il suo non fare, il non fare della macchina, accentuano l’intervento tout court dell’operatore. L’intervento del fotografo, emerge dunque da una scelta, da una presa di coscienza che prescinde dalla manipolazione formale e compositiva di quanto viene esposto.

E’ da questo humus che prendono corpo Le verifiche. Decisamente vicine alla poetica del “già fatto”, queste operazioni analizzano la fotografia utilizzandola come un vero e proprio ready made , fin’anche nella rivelazione del supporto fotografico in cui sono riportati i numeri dei fotogrammi e la marca della pellicola. La fotografia si discosta così sia dalla riproduzione di tipo naturalistico illusoria che da quella grafico formale ed evidenzia se stessatautologicamente:”>i>Ciò che veramente importa non è tanto l’attimo privilegiato, quanto individuare una propria realtà [] alla macchina [il compito] di registrarla nella sua totalità. Due operazioni strettamente connesse ma anche distinte, che, curiosamente, richiamano alla pratica certe operazioni messe a punto da alcuni artisti degli anni venti: penso ai ready mades di Marcel Duchamp [] dove l’intervento dell’artista era del tutto irrilevante sotto l’aspetto operativo, consistendo nell’individuazione concettuale di una realtà già materializzata che bastava indicare perché prendesse a vivere in una dimensione ‘altra’” (Mulas, pp. 146 e 147).

Anche nelle fotografie in cui Mulas mostra evidenti sgranature, queste significano solo se stesse; i sali d’argento diventano il soggetto stesso dell’immagine e non una variante espressiva come nel caso di William Klein. Le stesse verifiche che iniziano e concludono il ciclo possono considerarsi veri e propri ready mades. In questi casi Mulas stampa a contatto sulla carta fotosensibile un’intera pellicola vergine, dispiegata in sei strisce e fatta aderire al foglio grazie alla pressione di un vetro rettangolare, vetro che viene incorporato con la sua impronta nelle opere. Nella prima, Omaggio a Niepce, viene presentato il supporto indispensabile alla fotografia, quello che, fissando i raggi luminosi della camera obscura, rese possibile il passaggio da questa alla macchina fotografica. Nell’ultima, Fine delle verifiche, il vetro viene rotto e riportato tale e quale con tutti i suoi frammenti, determinati dal caso, sul foglio fotosensibile. L’intervento, non più ripetibile allo stesso modo, rivela la vera forza della fotografia, il suo appropriarsi di cose fuggevoli, il suo “marmorizzare” l’effimero una volta per tutte, al di la del tempo e dello spazio. Non è questo forse un Ready made? Non a caso quest’ultima verifica è dedicata a Marcel Duchamp.
ugg 5815 Le Verifiche di Ugo Mulas