“Ottima reazione. Keita? Ha strappi di qualit”


Luciano Spalletti, allenatore dell’Inter. ANSA

Luciano Spalletti, allenatore dell’Inter. ANSA

Altro successo per l’Inter in casa della Spal a Ferrara, il quarto consecutivo per una squadra ritrovata dopo i problemi di inizio stagione. “Pu essere un’incognita tornare a giocare in campionato dopo un’ottima prova in Champions – ha dichiarato Luciano Spalletti a Sky Sport a fine partita – Ho cercato di fare una via di mezzo in quanto a turnover, oggi non stato facile portare a casa il risultato e lo abbiamo notato minuto dopo minuto. Quando la Spal attaccava con forza noi siamo riusciti a tenere botta, dovevamo perdere meno palloni a centrocampo perch l che poi la Spal acquisiva convinzione e creava pericoli dalle nostre parti”.

KEITA
Non particolarmente brillante la prova di Keita, oggi proposto dal primo minuto da Spalletti al posto di Candreva: “Bisogna lasciare che interpreti il calcio come vuole lui, un giocatore che ha strappi di qualit e velocit. Quando ha questi strappi riesce a incidere, poi ha bisogno un attimo di recuperare perch lo si ritrova fuori posizione, ma normale che questo accada”. Ha proseguito il tecnico nerazzurro: “Per le qualit che ha lo ritengo fortissimo, ho molti giocatori che posso alternare e stasera toccato a lui, per me ha fatto bene”.


CHE REAZIONE
Chiudere con una vittoria prima della sosta sempre un bene, permette di lavorare con maggiore tranquillit in vista del prossimo turno (il 21 ottobre c’ il derby). Spalletti elogia lo spirito della sua squadra, capace di tornare in vantaggio dopo quel gol di Paloschi che poteva spezzare le gambe ai suoi: “Appena la gara si rimessa in parit siamo stati bravi a reagire, non una caratteristica di molte squadre. Anche noi inizialmente non riuscivamo a recuperare da queste situazioni, ora la situazione cambiata”. Tutt’altro che arrendevole la Spal vista stasera: “Sono forti fisicamente, a centrocampo pressano e corrono di continuo e sono bravi nelle palle inattive. Giocare con due punte? Oggi non era possibile, gli avversari avevano caratteristiche che impedivano questo sistema di gioco alternativo”.

 Gasport 

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