Oberleiter, terrorista altoatesino ergastolano e latitante chiede la grazia


Il terrorista altoatesino Heinrich Oberleiter, 77 anni, condannato all’ergastolo ma che non ha mai scontato un giorno di carcere perché da sempre latitante, vuole chiedere la grazia al presidente della repubblica italiana. La domanda è stata presentata dai suoi legali alla Corte d’Appello di Brescia, sede giudiziaria in cui nel 1974 venne emessa l’ultima sentenza a carico di Oberleiter, una condanna a 16 anni per un attentato lungo la linea ferroviaria del Brennero. La notizia è stata anticipata dal «Giornale di Brescia». Ora i magistrati dovranno formulare un loro parere che dovrà poi essere inviato al Quirinale. La clemenza dello Stato italiano viene invocata per motivi di salute.

I «bravi ragazzi» della valle Aurina

Oberleiter faceva parte della cosiddetta banda dei «bravi ragazzi della Valle Aurina» (gli altri erano Sepp Forer, Siegfred Steger e Heiz Oberlechner) che nella seconda metà degli anni ‘60 terrorizzò la provincia di Bolzano e non solo con una serie di attentati dinamitardi; il terrorista fin da quell’epoca ha trovato rifugio in Austria, paese che ha sempre negato l’arresto e l’estradizione sollecitate a più riprese dall’Italia. Dei componenti del gruppo, Oberleiter era l’unico di cittadinanza italiana ma anche gli altri «bravi ragazzi» sono sempre sfuggiti alla giustizia: tutti volevano la ricongiunzione dell’Alto Adige all’Austria, considerata la loro «Heimat» e trattavano gli italiani alla stregua di invasori. Proprio per questo uno dei bersagli preferiti delle loro bombe erano stati fin dall’inizio bar e locali frequentati da italiani.

Strage di finanzieri e carabinieri

Il periodo «di fuoco» per i quattro è stato il biennio 1966-67: gli attentati si concentrarono in località delle valli Pusteria, Tures e Aurina. Nella sola Brunico vennero fatti saltare in aria il circolo Enal, il bar Stella Alpina, l’albergo Centrale , il Dopolavoro ferroviario; si trattò di un «salto in avanti» rispetto al passato, fino ad allora il terrorismo altoatesino aveva avuto come bersaglio tralicci dell’alta tensione e non luoghi frequentati da persone. Due sono gli ergastoli a cui sono stati condannati Oberleiter e i soi complici. Il loro tritolo uccide il finanziere Bruno Bolognesi a Passo Vizze, altri due militari delle Fiamme Gialle il 23 luglio 1966 cadono sotto raffiche di mitra a San Martino di Casies, sei carabinieri rimangono feriti per lo scoppio di un ordigno trappola ad Anterselva. La banda è sospettata anche dell’uccisione del carabiniere Vittorio Tiralongo a Molini di Tures. Dei componenti della banda, Oberlechner è il solo deceduto, gli altri hanno vissuto tranquillamente tra Austria e Germania.

Il tentativo di Ciampi

Come segno di riconciliazione tra Roma e Vienna, più volte si è parlato della concessione della grazia ai «bravi ragazzi della Valle Aurina»; Carlo Azeglio Ciampi stava per firmare il provvedimento già nel 2o02 ma fu fermato dalle pressioni di Alleanza Nazionale. Una seconda «esplorazione» fu tentata da Giorgio Napolitano qualche anno più tardi ma anche in quel caso non se ne fece nulla.

4 dicembre 2018 (modifica il 4 dicembre 2018 | 13:22)

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FONTE UFFICIALE: CORRIERE.IT

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