“Noi anche sfortunati, ma niente alibi. Higuain stia tranquillo”


Gennaro Gattuso, da dicembre 2017 allenatore del Milan. Ap

Gennaro Gattuso, da dicembre 2017 allenatore del Milan. Ap

Il modo migliore per esorcizzare un problema è cercare di tirarci fuori l’aspetto positivo. Rino Gattuso utilizza questa strategia per affrontare il delicatissimo argomento relativo agli infortuni. Una tegola dietro l’altra che si sono abbattute su Milanello e che evidentemente rendono molto complicata la vigilia di una sfida così difficile. “Loro sono pieni di campioni, vengono da un altro pianeta, con il Barcellona sono i più forti in Europa. A volte danno la sensazione di non sudare nemmeno, e Cristiano Ronaldo gli ha dato una mentalità ancora più vincente. Noi però, nonostante abbiamo molti problemi, ce la giocheremo a testa alta: nel calcio può succedere di tutto. E poi il fatto che molti non stiano giocando nelle migliori condizioni è la nostra forza. Tutti questi infortuni hanno ricompattato la squadra, vedo gente che dice una parola in più, che aiuta lo spogliatoio, non vedo preoccupazione ma coesione”.

la partita
Ci sono poi gli aspetti legati alle individualità, sia per quanto riguarda la sua squadra sia per quanto riguarda i bianconeri. Per esempio, per quanto riguarda Higuain. il consiglio del tecnico rossonero è molto chiaro: “Per come sente le partite e per com’è il suo carattere, il consiglio è di stare tranquillo. Occorre lucidità. Gonzalo non è al massimo in termini fisici, ma comunque se la deve godere”. Trasferendosi sull’altra sponda, è inutile chiedergli quale possa essere il trattamento “di favore” riservato a Ronaldo. Anche perché, come sottolinea Gattuso, in queste condizioni il Milan non può permettersi di dedicarsi a un solo giocatore. “È un campione, quando lo affrontavo io per marcarlo bisognava fargli sentire del duro, d’altra parte quelle erano le mie armi. Ora è più maturo, fa meno tocchetti. Chi è il Gattuso di adesso per fermarlo? Abbiamo Kessie, ma non sto assolutamente parlando di marcatura a uomo. Ronaldo lo marchi con la difesa di reparto. L’unico giocatore juventino che si può marcare a uomo, a cui bisogna chiudere il gioco, è Bonucci”.


bonucci
E qui si apre una parentesi in cui Gattuso diventa molto sentimentalista. “Leo ci ha dato tanto come professionalità, dal punto di vista tecnico tattico e umano. Se io ho fatto qualche miglioramento caratteriale è anche grazie lui. Quando mi si chiudeva la vena ci pensava lui a farmi ragionare. Per me e per qualche suo compagno è stato un valore aggiunto. È stato un onore allenare uno come Leo, ci ha sempre messo tutta la faccia, lo saluterò con grande affetto”. Parole dolci anche per Allegri, nonostante fra i due non sia sempre filato tutto liscio, in particolare quando Rino giocava ancora. “Max è stato il mio capitano e il mio allenatore, se in vigilia mi ha fatto tanti complimenti e solo perché è un mio amico… Devo dire che i litigi avuti con lui e con Leonardo mi hanno aiutato a fare questo mestiere, perché ho imparato anche come rapportarmi con i miei giocatori. Con Allegri ci sono state discussioni, ma non ho mai portato rancore, con lui ho bellissimi ricordi. Una settimana sì e una no stiamo al telefono un’ora per parlare di pallone”. Domani il tecnico rossonero proverà a dargli un dispiacere, partendo da questo presupposto: “Non partiamo sconfitti, ce la giocheremo con grande voglia e senso di appartenenza. Da due-tre settimane a questa parte se c’è da battagliare lo facciamo. Le polemiche di Mourinho allo Stadium? In carriera io ho fatto di peggio…”.

Dal nostro inviato Marco Pasotto 

© riproduzione riservata

  

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