Napoli nel saggio di Paolo Macry: la città indefinibile


Duemilacinquecento anni di vita e ancora cerca un futuro e una identit. Per questo, sebbene sia una delle citt pi scritte e raccontate del mondo, Napoli praticamente impossibile da definire. Se la prendi da un lato ti scappa dall’altro; se ne cogli il declino ti sfugge il rinascimento. Napoli la somma delle sue parti e ci vuol altro che un intellettuale per mutilarla con un po’ di teoria, dice Paolo Macry. Storico e analista politico, Macry parla di se stesso. lui l’intellettuale in questione, e le parti a cui accenna sono le tante contraddizioni del luogo in cui vive da quasi cinquant’anni, lo stesso di cui si occupa nel suo ultimo libro, Napoli. Nostalgia di domani (il Mulino).

Paolo Macry,
Paolo Macry, Napoli. Nostalgia di domani, il Mulino, pagine 218, euro 15

La sua sembra una partenza rinunciataria, un prendere atto che una citt cos carica di storia non la tieni dentro un’unica idea come una moneta in un pugno, tanto pi se il prodotto di un immaginario, e di racconti ossificati, che spesso la stringono in panni troppo stretti. Invece, proprio a partire da questo spiccato senso del limite che Macry riuscito a scrivere un libro agile (200 pagine per procedere dalla Neapolis greco-romana a quella attuale) e denso allo stesso tempo. Un libro di storia, ma in parte anche autobiografico. Una guida ai luoghi della cultura e dell’arte, ma soprattutto una guida politica.

Paolo Macry, storico dell’et
Paolo Macry, storico dell’et contemporanea

Napoli una citt immobile, si dice. E allora come la mettiamo, contesta Macry, con la rivoluzione del 1799 poi decapitata in piazza o con quell’altra ghigliottina epocale che fu il 1860 o, ancora, con le Quattro giornate del 1943? Napoli decantata per la presunta mescolanza residenziale tra lite e popolo. Ma uno stereotipo anche questo. Un abisso ha sempre diviso il popolo dai signori, e nel 1884, tanto per dirne una, il colera fece dieci volte pi vittime nella citt bassa che nei pressi della centrale piazza del Plebiscito. Poi c’ il pregiudizio esterno sul ceto politico locale, spesso valutato ad una sola dimensione, quella corrente. Anche qui Macry sorprende. Prendiamo i sovrani repubblicani, i sindaci. Il monarchico Achille Lauro fu a suo modo un innovatore. Rispose alle richieste materiali di una citt uscita a pezzi dalla guerra e la sua leadership carismatica, unita a un’idea di grande destra, anticip di quarant’anni quella di Berlusconi. Il post-comunista Antonio Bassolino ha avuto alti e bassi, ma le sue politiche culturali hanno lasciato il segno, si vedano la metropolitana dell’arte e le opere di Paladino o Kapoor in piazza Plebiscito. E attenzione anche al populista Luigi de Magistris. Il suo laissez faire ha prodotto inefficienza amministrativa, ma ha tenuto insieme segmenti professionali e generazionali assai diversi tra loro, superando incompatibilit ideologiche e sociologiche.

Infine, la questione del giudizio interno sugli scrittori che si sono occupati in modo critico e allarmati di Napoli. Citt tollerante? Fino a un certo punto. A Pasquale Villari Napoli rimprover di parlare senza conoscere le cose. A Matilde Serao le chiese chi la pagasse. A Malaparte, Ortese e Saviano ha rinfacciato di lucrare sui suoi mali per ricavarne successo personale. Tutto questo, si spiega nel libro, negazionismo identitario. Meglio: la conferma di una debolezza identitaria apparentemente incomprensibile in un territorio cosi ricco di cultura. Ma in fondo il problema proprio questo. A Napoli — dice Macry — storicamente mancato, e manca ancora oggi, un sistema culturale capace di dare vita a una stabile identit. Non qualche brillante intellettuale che costruisca il paradigma dell’essere napoletani, ma un flusso di cultura che innervi la comunit, tendenzialmente l’intera comunit, e le dia gli strumenti della consapevolezza.

3 dicembre 2018 (modifica il 3 dicembre 2018 | 20:58)

© RIPRODUZIONE RISERVATA




http://xml2.corriereobjects.it/rss/cultura.xml

You may also like...

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Utilizzando il sito, accetti l'utilizzo dei cookie da parte nostra. maggiori informazioni

Questo sito utilizza i cookie per fornire la migliore esperienza di navigazione possibile. Continuando a utilizzare questo sito senza modificare le impostazioni dei cookie o cliccando su "Accetta" permetti il loro utilizzo.

Chiudi