“Mourinho? Quando stuzzichi un leone, quello ruggisce…”


Luciano Spalletti, seconda stagione alla guida dell'Inter. Getty Images

Luciano Spalletti, seconda stagione alla guida dell’Inter. Getty Images

Sette vittorie di fila, la difesa meno battuta della Serie A, il secondo posto in condivisione con il Napoli. L’Inter vuole continuare il momento super ma contro l’Atalanta, domani all’ora di pranzo, non sar facile. “La striscia di vittorie consecutive rappresenta quello che dovevamo fare – spiega Luciano Spalletti -, questo il campionato del nostro livello. All’inizio ce la siamo presa comoda, poi abbiamo dovuto galoppare pi forte. Queste vittorie riempiono il serbatoio di convinzione ma dobbiamo stare attenti a non fare confusione, perch dopo tanti risultati positivi bisogna essere bravi a non essere presuntuosi. Le vittorie non ti danno vantaggi nelle partite successive: ora dobbiamo vedere che livello di maturit abbiamo raggiunto”. Ecco perch non si deve abbassare la guardia: “Gasperini fa bene al calcio, influisce a renderlo sempre pi bello e moderno. La forza dell’Atalanta indubbia, loro ti montano addosso. Questa partita va vista come un’estensione della Champions: il fatto che l’Atalanta non tra le primissime in classifica non conta, paga il fatto che a inizio stagione non ha capitalizzato il suo gioco. Hanno numeri importanti, anche migliori dei nostri: in quello stadio si esaltano, hanno forza fisica e mentale”.

squadra
A Bergamo Spalletti far qualche cambio: “Per me fondamentale che tutti i giocatori si facciano trovare pronti – spiega il tecnico -: la qualit del campione vero, che mette davanti a tutto il risultato della squadra. Prendo a esempio Joao Mario, Gagliardini e Dalbert: a loro tre vanno fatti i complimenti, dopo l’uscita dalla lista Champions sono rimasti con la mente solida. Logicamente adesso sono pi stanchi quelli che hanno giocato col Bara: Brozovic, come minuti e come extra, cio per quello che mette di suo nella partita, ha dato tanto. Lui quello che lega il gioco da met campo fino alla Curva Nord. Oggi vedremo se avr recuperato, per noi un giocatore importante: per arrivare in cima alla classifica ci vogliono tanti giocatori importanti come lui. Borja Valero ha fatto un pezzo di partita come corsa e come presenza ma ridotta nei minuti, quindi completamente a posto. Nainggolan ha tentato di fare quello che ci ha abituato col Barcellona: ha fatto bene per le sue possibilit, tornato un po’ indietro nella sua condizione, sar difficile che ci sia per la partita, per va apprezzata la sua disponibilit per la squadra. Perisic? Lui si trova dentro tutti i numeri che oggi fanno la classifica dell’Inter: non contano solo i gol e gli assist, c’ una completezza di numeri che va al di l di questo. Siamo contentissimi di Ivan: con le sue galoppate riesce a dare un contributo per i gol degli altri, per questo lo scegliamo quasi sempre”.


juve e mou
La Juve che perde con lo United pu essere uno stimolo per le sfidanti in Italia? “La Juve pi forte di tutti, sono quelli che probabilmente vinceranno lo scudetto. Per ci sono difficolt durante un campionato come la Serie A: ci sono delle cose che possono minare le certezza, ecco perch tutte le altre squadre dovranno cercare di fare l’impossibile. In alcuni casi, poi, le persone riescono a fare davvero l’impossibile”. Infine Mourinho, mito del popolo nerazzurro: “Il gesto di Mourinho? Lui stesso ha detto che a freddo non lo rifarebbe e siamo tutti d’accordo. Per poi ci sono pressioni emotive, soprattutto in certe partite, che vanno a sommarsi e il rischio di cadere in una piccola reazione c’. Fino a che si resta su fatti di questo livello tutto fa parte dello spettacolo. Poi se stuzzichi un leone, il leone ruggisce. Comunque la reazione dei tifosi interisti al gesto di Mourinho fa capire che i risultati fatti insieme portano un amore infinito. Deve essere da stimolo anche per noi poter entrare a far parte di un sentimento cos. Ci vogliono risultati continuati. Devi volerti migliorare continuamente e cercare sempre soddisfazione per il popolo interista, che se lo merita”.

Dal nostro inviato Carlo Angioni 

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