Luitz e compagni sotto inchiesta per ossigeno in gara


Il tedesco Stefan Luitz, 26 anni. Afp

Il tedesco Stefan Luitz, 26 anni. Afp

“Under investigation”. La vittoria di Stefan Luitz nel gigante di Beaver Creek (Usa) di domenica scorsa ancora sotto inchiesta perch il tedesco, insieme ai suoi compagni di squadra, ha inalato ossigeno tra la prima e la seconda manche. Una pratica vietata dalle regole della Federazione internazionale sci, ma non dalla Wada, l’agenzia mondiale antidoping.

LE BOMBOLE A Beaver Creek si corre in altura, la partenza del gigante a quota 3152 metri, e i tedeschi hanno utilizzato l’ossigeno con l’intenzione di accelerare il recupero. Tanto sicuri della liceit del gesto da utilizzare le mascherine al bar del team hospitality, sotto gli occhi di tutti. Ma la regola 2.12 dell’antidoping Fis proibisce l’utilizzo di bombole di ossigeno e derivati in ogni sede di gara di Coppa del Mondo, Mondiali o gare del calendario ufficiale. In realt, l’ossigeno spesso viene utilizzato in allenamento soprattutto in localit come Copper Mountain in cui l’altitudine ( a quota 3800) mette in difficolt gli atleti. Ma l’uso fuori dalle competizioni non vietato nemmeno dal regolamento Fis.


LA GARA Stefan Luitz, di ritorno dal grave infortunio a un ginocchio che l’ha fermato in Alta Badia un anno fa, ha vinto a Beaver Creek il suo primo gigante in carriera davanti a Hirscher (il migliore degli italiani stato Riccardo Tonetti, ottavo alla fine), con lui in gara c’erano gli altri tedeschi Alexander Schmid (17 alla fine), Fritz Dopfer (24), Benedikt Staubitzer (non qualificato per per la seconda manche). Non c’ stata nessuna protesta ufficiale delle altre nazioni, ma visto che tutto accaduto sotto gli occhi di tutti — tra gli atleti e addetti ai lavori girano diverse foto del fatto — la giuria ha avvertito Luitz che quel trattamento era contro il regolamento e ha segnalato l’accaduto al dipartimento antidoping della Fis, che ha immediatamente coinvolto la Wada. La decisione dell’agenzia antidoping mondiale attesa per oggi entro mezzogiorno: si sapr se i tedeschi saranno squalificati o no (per la gara di Beaver Creek o anche per altre gare in calendario), se i risultati del gigante statunitense saranno rivoluzionati o meno. Una decisione urgente, anche perch alle 17 di oggi pomeriggio in Val d’Isere si riunisce la giuria per il gigante in programma sabato sulla pista francese. Entro quell’ora c’ bisogno di sapere se ci saranno modifiche nella lista di partenza, se saranno tolti a Luitz e compagni i punti guadagnati negli Stati Uniti, se i tedeschi potranno prendere il via o meno.

LA DECISIONE Tutto quindi nelle mani della Wada, che nel suo regolamento non proibisce l’inalazione di ossigeno, mentre punisce la somministrazione endovenosa. In Italia poi vietato l’uso delle camere ipobarica che simula l’allenamento in altura utilizzato soprattutto negli sport di resistenza. L’inalazione di ossigeno prima o durante una prestazione sportiva aiuterebbe ad aumentare il livelli di ossigeno nel sangue e accelera i tempi di recupero. Gli sciatori statunitensi ne hanno sempre fatto uso, soprattutto in occasione degli allenamenti su piste ad altitudini elevate (a Beaver Creek custodivano le bombole in una stanzetta del bar nella zona del traguardo). Anche atleti di altre nazioni hanno utilizzato l’ossigeno in passato, sempre in occasione degli allenamenti in altura, quando la percentuale di ossigeno nell’aria scende. Ma di mascherine indossate davanti a tutti, in gara, non c’erano precedenti. Oggi si sapr se un comportamento da squalifica o meno.


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