L’italiana che segue le orme di Dian Fossey: «La mia vita tra i gorilla»


È italiana ed è l’erede di Dian Fossey, la zoologa americana che dedicò la sua vita allo studio dei gorilla, decidendo di vivere in mezzo a loro nelle foreste del Ruanda. Veronica Vecellio, 44 anni, di Belluno, ha deciso di seguirne le orme. «Il film Gorilla nella nebbia, che racconta la vita di quella straordinaria donna, è stato un’ispirazione — spiega la studiosa italiana che da circa vent’anni lavora per il Dian Fossey Fund — e ha cambiato per sempre la mia esistenza». Completati gli studi in biologia, decise di andare a lavorare in Africa, seguendo l’esempio della sua musa ispiratrice. Arrivata in Ruanda nel 1999 per la sua tesi di laurea, Vecellio all’inizio ha lavorato con i gorilla dell’Ovest, mentre oggi le sue ricerche riguardano quelli di montagna, appartenenti alla specie dell’Est.

Nata 50 anni fa, la fondazione Fossey lavora con la comunità locale per proteggere e monitorare i gorilla, attivare programmi di ricerca, coinvolgere le scuole primarie e secondarie che si trovano attorno al Parco dei Vulcani, nel massiccio del Virunga, e formare i biologi ruandesi. Ogni anno 300 studenti partecipano ai programmi di formazione.

La biologa Veronica Vecellio, 44 anni, originaria di Belluno
La biologa Veronica Vecellio, 44 anni, originaria di Belluno

Esistono due principali tipologie di gorilla: quelli dell’Est, che comprendono i gorilla di montagna e quelli della pianura orientale; e quelli dell’Ovest, suddivisi rispettivamente in gorilla della pianura occidentale e i cosiddetti crossriver, una piccola popolazione ormai prossima all’estinzione. Le due specie sono accomunate da molte somiglianze: i maschi sono assai più grossi delle femmine e presentano una colorazione grigia sulla schiena quando diventano adulti, verso i 12-14 anni. «Le differenze — spiega Vecellio — sono presenti per lo più sul piano etologico: hanno un’alimentazione diversa e gruppi sociali differentemente organizzati. Fino a qualche tempo fa si riteneva ci fosse un’unica specie, solo in anni recenti, grazie alle analisi genetiche, abbiamo potuto effettuare questa distinzione». La fondazione possiede dati che coprono tre generazioni di gorilla inerenti la demografia, la velocità di riproduzione, l’aspettativa di vita.

L'italiana che segue le orme di Dian Fossey: «La mia vita tra i gorilla»

Uno degli studi più importanti riguarda le dinamiche di popolazione di questi primati: «L’ambiente dei Virunga è come un’isola di foresta che confina con insediamenti umani. I gorilla di montagna, qui confinati in un’area di 400 km quadrati, sono l’unica tipologia di grandi scimmie la cui popolazione è in crescita e non potrà crescere all’infinito in un’area delimitata. Il nostro impegno è ora comprendere e cercare di anticipare i cambiamenti che i gorilla dovranno fronteggiare: sono animali molto adattabili, in grado di rispondere alle modificazioni dell’ habitat o a un cambiamento nell’alimentazione». Questa capacità di adattamento potrebbe favorirli anche nel fronteggiare il cambiamento climatico.

«Finché avrò le forze — conclude Vecellio — starò in Africa per ispirare e formare la nuova generazione di conservazionisti e ruandesi, trasmettendo loro la passione per i gorilla che mi ha portato a trasferirmi qui per salvaguardare un tesoro naturale che è di loro proprietà».

23 novembre 2018 (modifica il 25 novembre 2018 | 11:49)

© RIPRODUZIONE RISERVATA




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