la grande corsa di Tsitsipas, alle finali da favorito


Stefanos Tsitsipas, 20 anni. Afp

Stefanos Tsitsipas, 20 anni. Afp

Il ruolo di star gli si addice alla perfezione. E in fondo, nella parte, ci si era gi calato lo scorso anno, quando venne a Milano soltanto come riserva ma trov modo di rendersi comunque protagonista. Tanto nell’esibizione contro Alexander Zverev, quanto nelle interviste ai colleghi per conto dell’Atp. Questa volta, Stefanos Tsitsipas arriver alle Next Gen Atp Finals (dal 6 al 10 novembre) con un altro approccio, con altre responsabilit. Quelle di un ragazzo che ha cambiato dimensione nel giro di pochi mesi, e che adesso stabilmente nelle zone alte del ranking Atp. Ben dentro ai top 20 (attualmente numero 15) e non cos lontano dai top 10. Sar probabilmente il favorito sui campi allestiti alla Fiera di Rho, il ventenne greco, che quest’anno ha raggiunto un paio di finali niente male, nel 500 di Barcellona e nel 1000 di Toronto, perdendo entrambe le volte da Rafa Nadal. Un primo assaggio di quel futuro che lo attende, fatto verosimilmente di una lotta al vertice con quei coetanei che – Sascha Zverev escluso – al momento gli stanno alle spalle.

sport
Per il tennis dell’epoca post Federer-Nadal, l’ellenico sar lo spot migliore possibile. Perch bello, vivace, intelligente e si porta da casa un repertorio d’altri tempi, fatto di un elegante rovescio a una mano, di tante variazioni e di un entusiasmo strabordante, eppure senza varcare i limiti della spacconeria. A qualche collega non piace, la sua sicurezza, e c’ da scommettere che questa malcelata antipatia andr di pari passo con la crescita del suo ranking. Ma in realt il pubblico lo adora e lui non fa nulla per nascondersi. Al contrario, sa usare l’ammirazione della gente per prendere ulteriori stimoli nei momenti delicati. Un istrione che pu incartarsi nelle sue tante scelte, ma che, se ben guidato, sapr essere presto protagonista anche negli Slam. Con gli ottavi nell’ultimo Wimbledon a fare da gustoso antipasto.


famiglia
A seguirlo c’ da sempre pap Apostolos, che non solo un coach e un padre, ma stato pure un angelo in grado di salvarlo. Accadde quattro anni fa, quando Stefanos rischi seriamente di affogare, e venne salvato dalla furia del mare in tempesta proprio grazie all’intervento di pap, che riusc ad aggrapparsi a uno scoglio e a metterlo in salvo. Semmai ce ne fosse stato bisogno, quell’episodio rinsald ulteriormente un legame gi solidissimo, forgiato in anni di lavoro alla ricerca di quel tesoro nascosto dentro al suo talento. A fare da supervisore c’ poi Patrick Mouratoglou, il coach di Serena Williams, che rimane nell’ombra ma dispensa consigli, e che lo ospita nella sua Academy coccolandolo come si fa con le stelle. Del resto da quelle parti si sono sbagliati poche volte, e in fondo riconoscere il potenziale di Tsitsipas non era la cosa pi difficile del mondo.

grecia
Quello che – se parliamo di tecnica esecutiva – gli somiglia di pi tra i giovani, Denis Shapovalov, con cui Stefanos condivide le origini russe (da parte di madre, ex componente del team di Fed Cup ai tempi dell’Unione Sovietica). Ma la sua patria e rimarr la Grecia, che aveva gi trovato posto nella geografia tennistica per le origini di alcuni grandi nomi: la leggenda americana Pete Sampras, ma pure gli australiani Philippoussis, Kyrgios e Kokkinakis. Tsitsipas il primo campione che gareggia con la bandierina greca accanto al suo nome, ed gi il pi forte di sempre del suo Paese. Un primato che motivo d’orgoglio, ma che non pu certo bastare per accontentare la sua fame. Alla fine del 2016, Stefanos era numero 209 del ranking Atp, un anno dopo era appena dentro ai 100, oggi vicino ai primi dieci. Una scalata rapida e travolgente, come travolgente sa essere il suo tennis quando si alza dal letto col piede giusto. Trovare continuit e avere un piano B da utilizzare quando non tutto funziona a dovere, sar la vera sfida per entrare tra i grandi.

 Cristian Sonzogni 

© riproduzione riservata


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