Juventus-Inter, intervista esclusiva a Marco Tardelli


Marco Tardelli, 64 anni. Ansa

Marco Tardelli, 64 anni. Ansa

“Tutto o niente” s’intitola la sua autobiografia di calciatore pensante e di “tuttocampista” ben prima che nascesse l’espressione moderna. E “tutto o niente” anche quello che aspetta l’Inter contro la Juve: “Ultima spiaggia per lo scudetto. Se perde un dramma, finita, anche se pu sperare sempre in un posto Champions. Un pari sarebbe moralmente un buon risultato, ma addio scudetto”. Marco Tardelli anche un doppio ex. Una vita nella grande Juve di Trap, vincendo tutto, e poi due stagioni nell’Inter, meno esaltanti ma senza rimpianti: “Mai avuti nella mia vita. Potrei anche dire che stato un errore cambiare, l’ho voluto io, Boniperti chiedeva che restassi. Ma nessun rimpianto”.

Inter a -12 a dicembre. Se l’aspettava? Colpa dell’Inter o merito della Juve?


“La Juve ha fatto pi di quel che doveva. Escluso il Psg, che gioca un non campionato, nessuno ha il suo ruolino in Europa. L’Inter all’inizio ha perso qualcosa. Poi Spalletti ha trovato la quadra con Brozovic, ha riscoperto Joao Mario. Manca continuit, ma ha una buona squadra”.

Buona, ma…

“Ma non pu competere con la Juve. Ancelotti ha grande esperienza internazionale, una squadra pi forte, bel gioco. Ma la Juve lontana. E Spalletti non ha la rosa del Napoli”.

L’anti-Juve?

“Potrebbe esserlo il Napoli, ma la Juve stessa”.

Quanto c’ di Ronaldo in questa nuova Juve?

“Avevo qualche dubbio, inserirsi non mai facile, e all’inizio qualche problema c’ stato. Bravo Allegri e brava la squadra a capire cosa avrebbe dato. E bravo lui a comportarsi da grande professionista qual . Gli altri lo vedono, se uno cos”.

Tutto bello, tutto perfetto, Mandzukic tornato al gol, Bentancur al decollo, ma Dybala sta un po’ soffrendo…

“La sensazione che non trovi ancora la sua identit. Non dico si stia deprimendo, ma deve capire che il nuovo ruolo pu essere la svolta. Pu diventare un altro tuttocampista che per ha bisogno di libert totale e di una mediana che corra per lui. Non gli manca fisicit: non pu gestire un reparto, ma sa gestire benissimo la palla. Pu diventare una soluzione alla Isco”.

Da mezzala a mezzala: Bentancur com’?

“Passi da gigante. Una grande mezzala non difensiva che ha tecnica, fisico, sa andare dentro e pu crescere tantissimo”.

A proposito di crescita: alla Juve si diventa spesso pi forti, chi la lascia non sempre si conferma…

“Ti abitua allo stress e alla disciplina”.

Anche Allegri non era certo questo Allegri.

“No, era cos, ma il club lo ha cambiato, gli ha dato fiducia totale. Lui migliorato, ma il sostegno quando ha mandato gente in panchina o tribuna stato fondamentale. Finch il tuo tecnico, devi essere al cento per cento con lui. La Juve l’ha fatto”.

Nainggolan, il pi grande acquisto dell’Inter, ha qualche problema. Ma di una gestione personale non sempre inappuntabile si sapeva…

“Mentre la Juve per lo stesso motivo vende Vidal… Nainggolan un ottimo giocatore, pi che altro ha avuto infortuni. Passare da Roma a Milano sempre difficile, devi stare pi attento…”

Brozovic una bella soluzione.

“Bella idea di Spalletti, ma pur sempre un piano B rispetto a Modric”.

Farebbe giocare di pi Martinez?

“Dopo quel che ha detto il pap, non lo farei giocare pi… Scherzo, ma sto con Spalletti. Il ragazzo non c’entra niente con il padre, ma ora deve parlargli. E lui un professionista: non pu pretendere di giocare”.

Ai suoi tempi i padri difendevano cos i figli?

“Mio padre no, non ha mai capito cosa fosse il calcio. Neanche mia madre. Non c’erano i social: o protestavi per strada oppure telefonavi a casa… Ora tutti si divertono a dire cazzate”.

Che partita sar? La Juve pu permettersi di aspettare.

“Non fa di questi calcoli, gioca sempre per vincere, ma potrebbe permettersi un atteggiamento pi rilassato, d’attesa dell’Inter”.

Magari senza occupare la mediana, ma in ripartenza, avr pi spazi. Vince sempre ma con risultati striminziti.

“Vorrei sempre vincere 2-0 sbagliando tanti gol. Per l’Inter sar pi difficile gestirsi, pensando anche alla Champions”.

Poco dopo, Inter-Psv e Bara-Tottenham. Come finisce?

“Che l’Inter va agli ottavi. Non ho dubbi. stata brava ad arrivare qui in una situazione favorevole. Il Bara pi forte del Tottenham e lei del Psv. Non ringrazi Messi ma se stessa”.

Ha la dimensione da Champions?

“No, ma a febbraio s, se arriva Modric. Ne ha bisogno”.

Cosa succede a Perisic?

“Non Modric, anche se finisce anche lui per “ic”, ma in una stagione capita un momento negativo. E dopo il Mondiale si soffre: preparazione diversa, stanchezza. Successe anche a me”.

Si pu dire che l’anno della Champions per la Juve?

“Io lo dico dall’anno scorso. C’ CR7, ma gli altri hanno gi esperienza e dimensione da successo. Sembrano i pi forti, ma a maggio diverso. Vedremo anche con la Var”.

Finalmente.

“A patto che non sia come in Italia. Premetto: io sono contro, per me c’ l’arbitro e basta. Ma, una volta che la metti, non possono esserci Roma-Inter. L’arbitro pu non aver visto, ma il Var deve obbligarlo a vedere, dirgli che ha sbagliato. Rispetto al Mondiale, in Italia non si fa squadra. L’arbitro non pu offendersi se gli segnalano un errore, sia contento. E c’ un problema culturale”.

Quale?

“In Italia si vive la Var da tifoso, e quindi la polemica continua, In Inghilterra si accetta la decisione. Come gli inglesi, penso che l’arbitro sia in buona fede e sbagli come un attaccante”.

Mai avuta in campo la sensazione di arbitri in mala fede?

“Qualche volta solo la sensazione che fossero poco logici”.

Sar cattiva ed esasperata come sempre Inter-Juve?

“Storicamente cos. E non c’entra Calciopoli, finiamola. Da sempre Juve-Inter hanno pi rivalit, per dire, di Juve-Milan”.

Risultato?

“Un pari”

 Fabio Licari 

© riproduzione riservata


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