Inter, Gagliardini la sorpresa in vista del derby?


Roberto Gagliardini, 24 anni, centrocampista dell’Inter. Getty Images

Roberto Gagliardini, 24 anni, centrocampista dell’Inter. Getty Images

Un’occasione dietro l’angolo. Di quelle speciali per lasciare un segno forte e magari provare a ribaltare le gerarchie. Roberto Gagliardini si scalda in vista del derby, dove possibile che Spalletti possa affidargli una maglia da titolare. Per due motivi logici. Uno: Gagliardini non in lista Champions e quindi gi sa di essere “indisponibile” per la trasferta di Barcellona. Due: Matias Vecino rientrer a Milano dopo gli impegni con l’Uruguay soltanto nella giornata di gioved, effettuando il primo allenamento pre derby venerd. Ma al di l di tutto c’ da tenere in forte considerazione la crescita della condizione fisica dell’ex centrocampista dell’Atalanta, che Spalletti all’Inter cos come Mancini in Nazionale tengono molto in considerazione.


jolly prezioso
Gagliardini fin qui ha totalizzato cinque presenze, tre delle quali da titolare. Prestazioni altalenanti, come sottolinea la media voto in A, poco sotto la sufficienza: 5,5. Eppure per gli equilibri di squadra Roberto un giocatore molto importante. Un jolly tattico come pochi, spesso fondamentali in fase di non possesso per la sua grande intelligenza calcistica. Il problema magari pi ambientale, perch in fondo a un tifoso resta nella mente il gesto tecnico, la prodezza, il gol. E invece ogni allenatore vorrebbe in rosa uno come il Gaglia, che lotta, pedala e suda per tre, senza mai lamentarsi. E che in fondo capace anche di rendersi pericoloso in zona gol, sfruttando i centimetri nel gioco aereo e una buona conclusione dalla distanza. Di recente sui social dell’Inter ha spopolato un suo video in allenamento, dove durante una esercitazione Gagliardini ha trovato il gol con una sforbiciata in stile Holly&Benji, andando a colpire la palla nel punto pi alto della sua parabola e schiacciandola con forza. San Siro verrebbe gi per una prodezza cos nel derby. Gaglia di sicuro si accontenterebbe di molto meno: una maglia da titolare e una prestazione da leader. E poi, ovviamente, di poter far festa alla fine sotto la Nord.

 Vincenzo D’Angelo 

© riproduzione riservata


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